29 giu 2009

SASSI MATERA 2004 - INTERVALLO RAI anni '70

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Ancora una volta Matera e le sue meraviglie.

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26 giu 2009

Il mondo Inquinato dalla musica

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Ogni tanto mi concedo una divagazione dai temi o "concept" di questo blog. Ma in qualche modo, queste divagazioni seguono il pensiero di Tra Cielo e Mandarini. Il mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista. Umberto Eco: "Un'orribile new age dovunque, un bagno amniotico che svilisce l'arte" di CARLO MORETTI Ci perseguita ormai in tutti i luoghi pubblici. Non è più neanche possibile chiamarla musica: è piuttosto una marmellata sonora che si diffonde come un cancro con un pericoloso effetto di saturazione. L'allarme per quello che ha definito "un bagno amniotico" che svilisce la musica "e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti, negli ascensori, in un orribile stile New Age nello studio del fisioterapista", l'ha lanciato Umberto Eco nel numero in edicola de L'Espresso. "Come recuperare il dono della sordità?" conclude sconsolato lo scrittore. In Inghilterra danno consigli su come difendersi dalla musica non richiesta, dall'aural pollution, l'inquinamento acustico nei luoghi pubblici: sul sito nomuzak. co. uk offrono una lista di bar e ristoranti inglesi "music free". Evidentemente la misura è colma. Ne è convinto lo scrittore Valerio Magrelli: "Premetto che amo molto la musica, tutta, e ascolto sia rock sia classica, anche se penso che tra esse ci sia la differenza che corre tra la dama e gli scacchi. Il problema è l'uso che si fa della musica: perché è un dono quando viene scelta, ritengo sia invece criminale imporre la propria musica ad un altro. Viviamo in un'archeologia del rumore: ero in un ristorante del Sud e abbiamo chiesto di spegnere la tv. Il proprietario, gentile, lo ha fatto e abbiamo scoperto che in sottofondo c'era anche una radio. Ormai non ci si rende neanche più conto dell'inquinamento acustico in cui viviamo". Intanto l'industria corre ai ripari. Sono già pronte le casse ad ultrasuoni direzionali: sei lì seduto in una certa zona di un ufficio, o al tavolo del ristorante, e puoi ascoltare Bach anche a tutto volume perché intorno a te nessuno sente nulla, o magari ascoltano altro: sei tu la cassa che fa vibrare il suono, diffuso con la precisione millimetrica di un fascio di luce. Questa diavoleria tecnologica arriva dall'America, è stata inventata in ambito militare per parlarsi sulle grandi navi da guerra, e sta per essere commercializza in ambito civile anche in Italia dalla Skyrec, la società leader per la fornitura di radio e sonorizzazioni su misura per banche e grandi catene di negozi.
Ma riusciranno le casse ad ultrasuoni a mettere ordine nella marmellata sonora che ci avvolge? "Per noi è inquinamento acustico tutto ciò che non è fatto bene", ribatte alle critiche Emanuele Borri di Skyrec, 4 milioni di fatturato nel 2008, più di 20 milioni di ascoltatori alla settimana in 11 grandi catene commerciali. "Se si rispetta l'ambiente in cui la musica è diffusa, se è adeguata a chi la ascolta, se è musica di qualità, non può essere inquinamento" dice convinto il direttore del marketing strategico. Tra le agenzie di produzione musicale, le critiche suscitano perplessità: "Una musica appropriata può rendere più suggestivo un luogo, fissare il ricordo di ciò che vedi o stai facendo" dice Sonia Farinetti, consulente musicale di Flipper Music, da 40 anni sul mercato. Il musicista Riccardo Eberspacher, unico italiano nelle compilation Buddha Bar, è critico: "Attenti alla saturazione da lounge music. Il Buddah Bar è diverso, è chill out: punta allo stimolo, non alla noia". 26 giugno 2009 fonte Repubblica Share

22 giu 2009

Basilicata Eno gastronomica su Rai radio2

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Roberta Pellegatta in uno speciale di Radio Due sul Turismo Eno-gastronomico intervista Davide Paoloni, gastronauta e docente di turismo enogastronomico presso l'università di Parma. D: Qual'è il tuo itinerario enogastronomico? R: Sarebbe banale che rispondessi Toscana o Piemonte. Sono talmente noti. E invece dico la Basilicata, perchè è la terra delle grandi sorprese, poca conosciuta, tutta da scoprire, in ogni centimentro di quel territorio. E' una regione che cambia paesaggio a secondo delle stagioni... ...si trova un cibo ancora vero, si trova un vino ancora vero... L'intervista integrale è possibile seguirla cliccando sul video. Share

09 giu 2009

La Passione Del Grano

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8 marzo 1607: il principe Pignatelli, nell’acconsentire alla richiesta di alcuni coloni provenienti da Trebisacce, Castelsaraceno e Viggianello di abitare e coltivare terre in località detta San Georgio,lo fa alle sue condizioni, imponendo tutta una serie di pesi fiscalie di obblighi, fra cui il divieto di possedere terreni coltivati a grano.
E’ vero che possono coltivarlo nelle terre del principe, ma il corrispettivo è ben salato e la terra non rende abbastanza per farvi fronte. Meglio coltivare le vigne di proprietà e poi esercitare la capacità di esperti mietitori per conto terzi. E’ quanto faranno i discendenti dei primi coloni. Nell’animo, però, resta il desiderio della ricchezza proibita. I coloni sognano di spogliare il signore della sua ricchezza, di abbassarlo almeno una volta al proprio livello, di dominarlo anche solo simbolicamente. Su questa base, secondo alcuni studiosi di antropologia, si sviluppò il gioco o danza della falce, che, ammantato di risvolti sociali, rappresenta in forma simbolica la rivolta, la contiene entro confini fisicamente non pericolosi, filtra le pulsioni attraverso sistemi simbolico-culturali. E’ la tesi che emerge dal commento che accompagna le immagini riprese a San Giorgio Lucano durante la storica spedizione di Ernesto De Martino in Lucania nel 1952. Le penetranti fotografie di Franco Pinna e le successive immagini dai toni fortemente marcati del cortometraggio di Lino Del Frà si prestano bene a fare da supporto. L’interpretazione si è consolidata nel tempo e la ritroviamo anni dopo: “La danza della falce è una vera e propria rievocazione storica, alla maniera contadina, di due secoli di feudalità oppressiva che è ancora viva nel ricordo dei più vecchi di San Giorgio Lucano”. “L’azione, che si svolge verso il tramonto, ha per attori i mietitori che si accingono a falciare l’ultimo pezzo di messe, la legante cioè la donna che raccoglie le spighe falciate per legarle insieme e formare la gregna, alcuni zampognari e il caprone, che è sempre il proprietario del campo… Quando i mietitori lo scorgono, accelerano il ritmo del lavoro e, raggiuntolo, lo immobilizzano con le falci che ora, terminata la mietitura, diventano arma di vendetta e di riscatto. Il riscatto consiste in una bevuta di vino collettiva. (Relazione del prof. Gaetano Stigliano al Primo Congresso internazionale delle tradizioni popolari, Metaponto Lido, 1986 ). ...Considerate una delle più espressive manifestazioni della civiltà contadina, un documento della più autoctona tradizione popolare, sono state oggetto di ripetute indagini, studi, documentazioni fotografiche e riprese filmiche. Ai lavori di De Martino e Pinna si aggiungono il cortometraggio di Lino Del Frà del 1960, le riprese di Folco Quilici del 1967... L’azione, già nel documento del 1952, si compone di due momenti distinti: la cattura-uccisione del capro e il gioco vero e proprio, che coinvolge anche il padrone: "Il tema centrale è il mascheramento dell'azione del mietere: i mietitori cioè si comportano come se l'operazione che essi compiono non fosse la mietitura, ma una battuta di caccia al capro. Un vecchio contadino fa da capro: due mazzetti di spighe tenuti fra le labbra, una pelle di capro legata alla schiena, i falcetti impugnati all'altezza della testa in modo da dare l'immagine delle corna, occhi sbarrati di animale braccato..." "I mietitori avanzano al suono della zampogna, mimando la mietitura: si muovono a ritmo, come se danzassero, oppure si arrestano improvvisamente, assumendo qualche atteggiamento determinato..." "Ben presto la pantomima si complica: i mietitori fanno le viste di combattersi fra loro, variamente raggruppandosi a due o tre, ed eseguendo con la falce varie figure agonistiche." "L'eccitazione cresce, finché non si rivolge al padrone, che è cercato, inseguito e catturato..." "Intorno al padrone i mietitori eseguono la solita pantomima della mietitura, e quindi con la punta della falce lo spogliano...” “A spoliazione avvenuta, vengono fatte circolare sul campo mietuto alcune bottiglie di vino." (Ernesto De Martino, La messe del dolore in Furore, Simbolo, Valore, Il Saggiatore, Milano 1962). Foto di Franco Pinna , 1959 fonte: http://www.prolocosangiorgiolucano.it/Gioco_della_Falce.pdf
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03 giu 2009

Basilicata: OPERA UNICA

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BASILICATA: Opera Unica Fonte RAI TRADE Share

01 giu 2009

La pentecoste di Melfi - l' unica in Italia

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La manifestazione della Pentecoste di Melfi è la più ANTICA (e non è poco) tradizione della Lucania,ed è l'unica festa in onore dello Spirito Santo che si celebra in Italia.
Si ricollega allo storico avvenimento del 23 Marzo 1528, passato alla storia come la "Pasqua di sangue". L'avvenimento s'inserisce nella contesa tra Francesi e Spagnoli per il possesso del regno di Napoli. La città che aveva sopportato un lungo assedio, fu espugnata e sottoposta alla furia malvagia delle truppe di Lautrec. Dopo ripetuti assalti, andati a vuoto, Pietro Navarro, famoso per la sua tattica di espugnatore, forte già di
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