30 gen 2014

Nitti, i fascisti e i Sannicolesi

,
Nitti, i fascisti e i Sannicolesi

Francesco Saverio Nitti non si sente sereno a Napoli, dove vive e insegna all'università. 
Il clima di intolleranza verso gli antifascisti si sta facendo sempre più pesante e le violenze delle squadre d’azione non risparmiano nemmeno un notabile come lui. 
Decide così il Nitti di andare a Melfi, sua città nativa, che anche se lontana dai centri della politica e della cultura, è però più tranquilla e sicura. 
A Potenza dove la notizia della sua partenza da Napoli circolava già da diversi giorni , viene però riconosciuto dai fascisti, i quali già da tempo si erano ripromessi di dargli una severa punizione. Per fortuna, al Nitti, un antifascista della città rivela il piano preparato in suo danno e lo persuade a darsi alla fuga. 
Le camicie nere, che nel frattempo si erano organizzate per la spedizione punitiva, sono comunque decise ad inseguirlo. 
Nitti avverte il pericolo, comprende che se dovesse essere raggiunto per lui sarebbe la finee, giunto nei pressi del quadrivio della frazione di San Nicola (frazione di Pietragalla in provincia di Potenza), chiede aiuto a Donato Ciambrone, postino di Pietragalla, e a Giuseppe Romaniello (Birinitt), i quali si
Share

21 gen 2014

Succede che un fuoco antico accenda un intero paese e i suoi ospiti

,
Che succede se in un piccolo borgo di neanche mille abitanti decidono di riprendere una antica tradizione e di invitare gente a ... casa?
Succede che il giorno di Sant'Antonio si accende un grande falò in piazza; 
succede che tutti gli abitanti si adoperano per abbellire al meglio le st(anze)rade; 
succede che tirano fuori dalle dispense il mangiare  si prende del buon vino. 
Succede che si mette della bella musica e si balla tutti assieme.
Succede che il fuoco riscalda la notte, i cuori e il paese.
Succede che hai la ... casa invasa dagli ospiti. 
Succede che un fuoco antico ti accende.
Succede che c'è un'Italia che resiste.
Succede questo!
E' successo a Trivigno (Basilicata) nella notte del falò e dei desideri.




Share

Il paesaggio è dentro di noi

,
Il paesaggio è dentro di noi prima di essere intorno a noi.
Il paesaggio è la prima immagine del mondo, dopo i volti dei familiari. Esiste una forte interdipendenza tra mindscape e landscape , tra paesaggio mentale e paesaggio naturale, che diventa un  ponte tra uomo e mondo.
Il paesaggio non è natura. O solamente. E' cultura proiettata su montagne, mari, foreste, vulcani e deserti. (cfr. Remo Bodei, 2008)


Share

19 gen 2014

Omar Pedrini:- "Che ci vado a fare a Londra?"- Intanto vado in Basilicata...

,
Omar Pedrini, voce e chitarra dei Timoria, grande band di italiana...alternative rock, si presenta con un nuovo album la cui uscita è prevista per fine gennaio a 8 anni dall’ultimo disco di inediti del cantautore bresciano “Pane, burro e medicine
Intanto è già in rete il video che accompagna il singolo"che ci vado a fare a Londra" -

Share

Cartina ecologica e cartina razziale. E in Italia?

,
CARTINA
"Negli Stati Uniti, la cartina ecologica è anche la cartina razziale.
le fabbriche più inquinanti e le discariche più pericolose sono situate nelle sacche di povertà dove vivono i neri, gli indios e la popolazione di origine latinoamericana.
La comunità nera di Kennedy Heights , a Houston, nel Texas, vive in terre rovinate dai residui petroliferi dell Gulf Oil.
Sono quasi tutti neri residenti a Covent, l'abitato del paese dove operano quattro delle fabbriche più sporche del paese. 
Erano neri, in gran parte, quelli che dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso quando, nel 1993, la General Chemical scaricò pioggia acida sulla città di Richmond North, nella baia di California.
Un rapporto delle United Church of Crist, pubblicato nel 1987, informò chela maggioranza della popolazioneche vive vicino alle discariche sotterranee di rifiuti tossici è nera e ispanica. 
Le scorie nucleari vengono offerte alle riserve indigene in cambio di denaro e di promesse di impiego." 
 (Il mondo alla rovescia , Galeano)

Leggo questa nota e penso ai fatti di questa bella e spesso stupida Italia .

E mi vengono in mente Scanzano e le scorie, L'Italsider di Taranto, il petrolio e la Basilicata, Priolo e la Sicilia, la terra dei Fuochi e la Campania, la Calabria e la costruzione della più grande discarica d'Europa e ai suoi traffici di rifiuti, le navi affondate nei mari del Sud Italia carichi di misteri mortali.

E penso a quello che non si sa e che non conosco.

E penso che è meglio che mi veda qualche partita di calcio in TV...
Forse!!!




Share

16 gen 2014

Gli Elogi del Porco

,
Visto che siamo prossimi a alle festività dedicate  Sant'Antonio Abate  santo e protettore degli animali nella cui ritualità e iconografia popolare è spesso collegato ad un maiale, riporto qui gli Elogi del Porco del 1761.
Si racconta che l'abate e umanista Giuseppe Ferrari (1720 – 1773), noto con lo pseudonimo di Tigrinto Bistonio e membro dell'Accademia Ducale de Dissonanti di Modena (fondata nel 1680) oggi Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti , di fronte alla bontà di alcuni cotechini rimase estasiato a tal punto da dedicare un tributo all'animale tutto buono, gli Elogi del Porco .
E la Lucania certamente non poteva restare esclusa.



Tu ancor, Lucania, in mio pensier ti desti?
Della Grecia maggior tu parte un giorno,
E tante brighe co' Romani avesti.

Bella Provincia, il cui Terreno adorno
Appenin parte, e di Vigneti onusto
Sparge ricchezza, e amenitade intorno.

Te ognor beata, che l'Impasto augusto,
Della prima Salsiccia immaginasti,
In piccoli Cilindri immenso gusto.

Ah! che a ragion tuo nome le donarti
(Se pur Varon non ci affibbiò bugia)
Da Lucania Lucanica chiamasti. 

Share

12 gen 2014

Mangiare è un atto agricolo e ...rivoluzionario

,
“mangiare è un atto agricolo” 
Noi possiamo non essere solo semplici consumatori passivi, ma compartecipi della creazione dei sistemi che ci nutrono.
 Il mangiatore industriale infatti non sa che mangiare è un atto agricolo, non conosce più né immagina i collegamenti che esistono fra l'atto di mangiare e la terra ed è perciò necessariamente passivo e acritico, in parole povere, una vittima. 
 Quando il cibo, nelle menti di coloro che lo mangiano, non è più legato all'agricoltura e alla terra, si soffre di un'amnesia culturale pericolosa e fuorviante.
E si sviluppa... un tipo di solitudine senza precedenti nell'esperienza umana, in cui chi mangia può pensare al mangiare come una mera transazione commerciale fra lui e un fornitore e poi come uno scambio esclusivamente di appetito fra se stesso e il proprio cibo. (Wendell Berry)
E io aggiungo che mangiare in modo consapevole non è solo un atto agricolo ma anche fortemente rivoluzionario.



Share

Ci sono luoghi dove l'anziano e il bambino sono ancora una risorsa

,
Ci sono posti in cui non tutto è perduto?
Ci sono luoghi in cui ogni età ha il suo valore sociale?
C'è ancora uno spazio in cui i bambini e i giovani non sono visti come consumatori da educare e gli anziani non sono avvertiti come un peso?
Ci sono comunità nelle quali ancora sopravvive il pensiero che un bambino sia una speranza e un anziano una risorsa?
Io penso di si!
E in uno di questi ci vivo!

Share

10 gen 2014

Craco: la bellezza drammatica

,
Craco Vecchia- autore: Francesco La Centa

La bellezza drammatica può essere racchiusa in una immagine?
Francesca La Centa, autore della foto, ce ne da una dimostrazione.
La foto è stata tratta Fame di Sud. Share

04 gen 2014

Ungaretti e le stranezze di San Fele

,


"Rimessici in viaggio entriamo nella vallata del San Fele dove si sono date convegno grandi 

stranezze: monte Fioni che sembra un siluro, monte Pernazzo simile a una piramide bislunga,

 e monte San Fele, altra piramide, su una faccia quasi a picco della quale le case aggrappate 

viste così a distanza sembrano tanti ordini di palchi d’un teatro di formiche."

Ungaretti  settembre 1934

San Fele è il paese delle cascate,  ma  è anche quel luogo  in cui le farmacie chiudevano per mancanza di clienti a causa dell'aria buona.
San Fele vista dall'alto. Sullo sfondo il Vulture



Share