31 ott 2010

Carbonari in terra lucana

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Le insurrezioni del 1860 a Viggianello
La Basilicata nella metà del secolo XIX era non solo la regione più estesa del Regno di Napoli e dell'Europa, ma era anche il simbolo degli stessi. Il territorio era costituito da monti elevati, da colline estese e da valli ampie. Aveva tutti i tipi di clima, era il microcosmo del mondo anche per le produzioni agricole che vi si coltivavano.
Molti pensavano che in questa regione il cielo era molto bello, i campi fertili, gli uomini felici; questa regione era il giardino d' Europa.
In realtà le cose non erano così, la gente soffriva la
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28 ott 2010

Basilicata-La regione Invisibile: articolo di Focus

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Da Focus , reportage : La Regione Invisibile
Per  alcuni è strana, per altri diversa, per la maggioranza sconosciuta e misteriosa.
Strana perché è l’unica regione italiana cha ha un nome ma non un aggettivo e così per chiamare gli abitanti della Basilicata ( nome di origine bizantina, probabilmente risalente all’imperatore Basilio II nel X secolo) devono ricorrere al termine “lucani” da Lucania, antico nome recuperato durante il fascismo.
Diversa perché al contrario di molte regioni, non si mette in mostra, non sfoggia né esalta i suoi pur numerosi record ma ama stare nell’ombra e preferisce l’ “understatement”.

“FAR SUD”
Misteriosa e inesplorata, per non dire selvaggia, perché nonostante sia vicina a grandi città come Bari e Napoli e sia facilmente raggiungibile con strade e ferrovie (Potenza, capoluogo più alto d’Italia, è stata tra le
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La Basilicata e Focus (1)

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Estrapolo alcuni passaggi dell'articolo che Focus ha dedicato alla Basilicata definendola : regione invisibile.
Ringrazio Pier Paolo A. per avermi consegnato questo articolo
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Conoscete qualcuno che va in vacanza in Basilicata?
O il nome della sua mafia? (Impossibile non c'è!)
O quello dei suoi abitanti? (Non certo basilicatesi!)
Ma allora esiste davvero?
Altrochè e detiene primati insospettabili




Matera la ribelle.
Matera è stata la prima provincia del sud a ribellarsi all’occupazione nazifascista nel ’43.
E’ cosi ricca di monumenti che una chiesa del Seicento, è stata trasformata in un cinema.


Paese da sogno.
Castelmezzano nelle Dolomiti lucane è nella lista delle "località sconosciute più belle al mondo del sito USA Budget Travel.

Un emigrante di Castelmezzano edificò nel '900 a New York, 
il primo grattacielo per abitazioni e lo chiamò Lucania
Torri, vicoli, silenzi.
Craco, la più bella città fantasma d'Italia, fu evacuata nel 1963 per una frana.

Spunti dell'articolo di Focus n. 212-GIUGNO 2010
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Gli abitanti di Pisticci. serie fotografica

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Continuo la serie fotografica di una Basilicata viva nei ricordi di qualche anziano e tracciata da queste immagini.

Il territorio di Pisticci, in provincia di Matera è uno dei più popolosi della Basilicata, oltre che tra i più floridi economicamente e culturalmente.

 


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Basilicata documenti fotografici di civiltà popolare

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Questa serie di immagini ripercorrono un periodo legate alle tradizioni popolari di un territorio oggetto di fascino e mistero.
Un periodo, però, anche legato a povertà e ignoranza diffusa( ignoranza scientifica e non letteraria, poichè la cultura popolare non è inferiore ma solo più discreta.
Un mondo ricco di esperienza e partecipazione sociale agli avvenimenti collettivi.
Si rideva e piangeva insieme.
Il vicinato era un fondamento. Le generazioni interagivano scambiandosi aiuti e trasmettendosi insegnamenti.
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La prima neve? Eccola qua!

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Bentornata madame Neve!
Naturalmente Pollino ci sveglia stamane facendoci vedere le vette del Pollino innevate e dando il benevenuto a madame neve in Basilicata.


















La prima spolverata della stagione 2010/2011 ha fatto la sua prima comparsa sulle cime più alte del Parco Nazionale del Pollino in data 27 ottobre 2010.

Leggermente in ritardo rispetto l’anno scorso quando il 16 ottobre 2009 ci furono abbondanti precipitazioni fin sotto i 1600 mt.

Come si può osservare nella foto (in esclusiva concessa a Naturalmente Pollino) che immortala Serra del Prete (2181 mt), la neve si è presente fin i 1850 mt circa.


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27 ott 2010

Texas Basilicata

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National Geographic Italia
di Enrica Simonetti
Sembra che sia stato tutto scritto dal destino. Petrolio e pozzi a Viggiano, in Basilicata, dove da secoli si parla della Madonna nera, apparsa ai pastori grazie ad alcuni prodigi luminosi sul Monte Sacro. Oggi, il volto scuro di quella Madonna ci fa pensare al nero del petrolio, e le luci che affiorano dalla sua vallata verde sono quelle dei tralicci bianchi illuminati, piccole torri Eiffel rumorose che segnalano le trivellazioni, i pozzi, la caccia all’oro nero che in Lucania si è scatenata a un ritmo velocissimo. Attraversiamo la Val d’Agri guardandoci attorno stupefatti per i tanti contrasti. Pecore e pascoli da una parte, capannoni e perforazioni dall’altra. E poi vigneti, tanti vigneti o coltivazioni di fagioli e patate, alternati al grande oleodotto, alle reti dell’olio.

Lo chiamano olio il petrolio che viene estratto da questa terra, ricca e povera allo stesso tempo. Dicono che il giacimento valga 50 miliardi di euro e che sotto le terre selvagge di questo lembo di Mezzogiorno ci siano un miliardo di barili di petrolio. Ma si deve scavare a profondità notevoli, oltre 3-4.000 metri, sondare la qualità e la quantità di oro nero ed estrarre,“mungere” la Basilicata come si fa ancora per il latte dalle
mucche. «Siamo una terra colabrodo, non fanno che bucarci e il lavoro promesso manca ancora», protestano gli ambientalisti. Mentre il fronte politico-governativo-imprenditoriale replica: «Tutto falso: lo sviluppo e le risorse derivanti dalle royalties versate alla regione dalle compagnie petrolifere danno risultati concreti».
La Val d’Agri non è che un microcosmo, un esempio di ciò che accade nel resto d’Italia, dove 1.700 pozzi attivi rendono ogni anno quattro milioni di tonnellate di greggio. Non ci si deve far impressionare dalle cifre, che in realtà non sono molto significative. Basti pensare che questa produzione rappresenta solo il cinque per cento del fabbisogno nazionale. Ecco perché le compagnie petrolifere scalpitano: si deve estrarre di più.

Perciò si moltiplicano le richieste, anche al Sud, in zone turistiche (ma il progetto che riguardava il Basso Adriatico è stato bloccato dalle proteste) o dove si sperava di far nascere parchi nazionali. La Val d’Agri è da sola un piccolo parco in quell’Italia fatta di contadini, un’Italia del passato. Ora molti ex coltivatori lavorano per le imprese subappaltate dalle grandi compagnie petrolifere: «Ci pagano anche bene», dice Pietro, 42 anni, «ma è sempre un lavoro a termine». Accanto a lui, un dipendente che non vuole essere citato («Sennò questi mi cacciano») rivela che «la manodopera locale è assunta solo con contratti precari; i dipendenti fissi sono quelli delle multinazionali».

Verità e bugie, accuse e smentite. Sembra che attorno al petrolio aleggi una grande favola nera. C’è chi racconta della legge 99 del 2009, secondo la quale ogni cittadino lucano munito di patente (che si produce a fare il petrolio se uno va a piedi?) potrà ricevere direttamente a casa i ricavi delle royalties. C’è chi fissa questa cifra al tre per cento e chi parla di un aumento dal sette al dieci per cento. Fatto sta che mancano i decreti attuativi e che i ritardi burocratici rendono questi assegni dei veri e propri sogni. «Chi controlla le estrazioni del petrolio su cui si calcolano le royalties spettanti a noi?», rilancia l’instancabile Michele Somma, attivista del Comitato Lucano No Oil. Il presidente della Regione Basilicata De Filippo parla di un ufficio del ministero dello Sviluppo economico che farebbe da controllore; mentre sui ritardi, si afferma che tutto dipende dalla concertazione tra ministeri, perché i dati (ad esempio quelli sui cittadini muniti di patente) arrivano da ministeri diversi. Intanto il tempo passa. Nel frattempo nella Val d’Agri il suolo trema per le scosse delle trivellazioni. I soldi poi arrivano: il grande progetto è quello del parco dell’energia che sarà attivato a Grumento Nova, nel cuore della “Basilicata-Texas”, la terra del petrolio. Percorsi guidati, prove di veicoli a basso consumo, persino un padiglione enorme dedicato allo spettacolo, con cupola geodesica. Idee che fanno sgranare gli occhi in paesi in cui già il cinema o la libreria sono miraggi.

Certo, per tramutare i progetti in oggetti ci vuole un bel po’ e forse non è neanche colpa delle multinazionali. A Marsiconuovo, Comune e Regione si sono “accapigliati” sulla creazione di un Osservatorio ambientale da tempo promesso dopo un contratto di affitto per 30 anni siglato con l’Eni, ma seguito da inerzie e ritardi. Liti politiche e sedute di giunta infuocate. Alla fine, destra e sinistra si rimpallano accuse sul passato. Fatto sta che la gente continua a emigrare, nonostante i pozzi petroliferi dentro casa.
I figli dei contadini sono laureati e vanno a cercare posto (e/o disoccupazione) altrove: «Non è vero che il petrolio ci ha portato lavoro, andate a vedere cosa ci propongono di fare, si parla persino di lavori che durano 15 giorni», dice Stefania, la quale sostiene di adorare la sua terra «ma di essere costretta a lasciarla per sempre».

In realtà, molti paesini suggestivi ma pieni di nulla sono già da tempo abitati solo dai vecchi. Ma è giusto o no estrarre greggio in Lucania, la patria di Quinto Orazio Flacco, la terra pluricitata da Tito Livio e - in tempi più moderni - da Carlo Levi e dai nuovi registi? Il suolo baciato dal sole (dove si potrebbe ricavare tanta energia solare) pervaso dai boschi e dai pascoli? Non è facile dare una risposta immediata.
Ci possono aiutare a riflettere le ultime cifre sulle entrate di comuni e regioni: il calo del prezzo del petrolio e il rapporto euro-dollaro avrebbero anche dimezzato nel 2009 le royalties per le casse lucane, diventate 76 milioni di euro contro i 134 del precedente anno. Questo ci dicono i bilanci calcolati da Eni e Shell. Va bene, ci crediamo, vogliamo crederci. Ma, allora, se le cose stanno così, se si trivella e non si ricava tanto, ne vale la pena? E se ne vale la pena, è ora di chiedersi: chi ne beneficia?

National Geographic Italia (27 ottobre 2010)

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Basilicata; una regione invisibile

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Ho trovato molto interessante l'articolo che il mensile Focus nel numero 212 di giugno 2010 ha dedicato alla regione Basilicata, intitolandolo "La regione invisibile".
Così inzia la descrizione della Basilicata in un blog- http://90meteo.blogspot.com ,curato da Marco Montagna, veronese credo.
Il post continua così:... Una regione invisibile perchè sconosciuta ai più ma che riserva sorprese e primati incredibili: una regione che non si mette in mostra ed anzi ama stare nell'ombra, e questo le sta dando grandi soddisfazioni, con moltissime curisoità.
Intanto il nome, perchè la Basilicata è l'unica regione italiana che ha un nome ma non il relativo aggettivo per
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Che sorpresa questa Basilicata! Parola di olandese.

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“Sorprendente!” Con questa espressione di stupore Henk de Boer, giornalista olandese, ha commentato il suo viaggio in Basilicata. Per lui infatti è stata una vera sorpresa conoscere questa regione del Sud Italia, territorio di cui non aveva mai sentito parlare prima e di cui ignorava totalmente l’esistenza. La piacevole scoperta sarà oggetto di un focus speciale che occuperà un’intera pagina del quotidiano per il quale scrive, Reformatorisch
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26 ott 2010

Ho Scoperto la Basilicata (VIGGIANO)

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Un brevissimo viaggio sul monte Viggiano, dove è venerata la Madonna Nera patrona della Basilicata.
Ho Scoperto la Basilicata (VIGGIANO)

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Ho Scoperto la Basilicata (METAPONTO)

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Rimaniamo sempre sulla costa; quella jonica di Metaponto.
Ho Scoperto la Basilicata (METAPONTO)

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Ho scoperto la Basilicata (MARATEA)

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Ancor in giro con un docu-clip. E' la volta di Maratea.
Ho scoperto la Basilicata (MARATEA)

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Ho scoperto la Basilicata (CASTELMEZZANO e PIETRAPERTOSA)

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Tra i cieli delle Dolomiti Lucane insieme al volo dell'angelo e uno sguardo tra gli scorci di Castelmezzano e Pietrapertosa
Docu-Clip della serie: Ho scoperto la Basilicata (CASTELMEZZANO PIETRAPERTOSA)

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Ho scoperto la Basilicata (- POLLINO -)

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Terzo Docu-clip in giro per la Basilicata.Ho scoperto la Basilicata (-POLLINO -)
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Ho Scoperto la Basilicata (-VALLE DEL SINNI-)

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Una serie di video brevi alla scoperta della Basilicata, in questo si attraversa un tratto della sinnica per giungere a Colobraro.
Ho Scoperto la Basilicata ( -VALLE DEL SINNI-)


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