21 gen 2014

Il paesaggio è dentro di noi

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Il paesaggio è dentro di noi prima di essere intorno a noi.
Il paesaggio è la prima immagine del mondo, dopo i volti dei familiari. Esiste una forte interdipendenza tra mindscape e landscape , tra paesaggio mentale e paesaggio naturale, che diventa un  ponte tra uomo e mondo.
Il paesaggio non è natura. O solamente. E' cultura proiettata su montagne, mari, foreste, vulcani e deserti. (cfr. Remo Bodei, 2008)


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19 gen 2014

Omar Pedrini:- "Che ci vado a fare a Londra?"- Intanto vado in Basilicata...

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Omar Pedrini, voce e chitarra dei Timoria, grande band di italiana...alternative rock, si presenta con un nuovo album la cui uscita è prevista per fine gennaio a 8 anni dall’ultimo disco di inediti del cantautore bresciano “Pane, burro e medicine
Intanto è già in rete il video che accompagna il singolo"che ci vado a fare a Londra" -

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Cartina ecologica e cartina razziale. E in Italia?

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CARTINA
"Negli Stati Uniti, la cartina ecologica è anche la cartina razziale.
le fabbriche più inquinanti e le discariche più pericolose sono situate nelle sacche di povertà dove vivono i neri, gli indios e la popolazione di origine latinoamericana.
La comunità nera di Kennedy Heights , a Houston, nel Texas, vive in terre rovinate dai residui petroliferi dell Gulf Oil.
Sono quasi tutti neri residenti a Covent, l'abitato del paese dove operano quattro delle fabbriche più sporche del paese. 
Erano neri, in gran parte, quelli che dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso quando, nel 1993, la General Chemical scaricò pioggia acida sulla città di Richmond North, nella baia di California.
Un rapporto delle United Church of Crist, pubblicato nel 1987, informò chela maggioranza della popolazioneche vive vicino alle discariche sotterranee di rifiuti tossici è nera e ispanica. 
Le scorie nucleari vengono offerte alle riserve indigene in cambio di denaro e di promesse di impiego." 
 (Il mondo alla rovescia , Galeano)

Leggo questa nota e penso ai fatti di questa bella e spesso stupida Italia .

E mi vengono in mente Scanzano e le scorie, L'Italsider di Taranto, il petrolio e la Basilicata, Priolo e la Sicilia, la terra dei Fuochi e la Campania, la Calabria e la costruzione della più grande discarica d'Europa e ai suoi traffici di rifiuti, le navi affondate nei mari del Sud Italia carichi di misteri mortali.

E penso a quello che non si sa e che non conosco.

E penso che è meglio che mi veda qualche partita di calcio in TV...
Forse!!!




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16 gen 2014

Gli Elogi del Porco

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Visto che siamo prossimi a alle festività dedicate  Sant'Antonio Abate  santo e protettore degli animali nella cui ritualità e iconografia popolare è spesso collegato ad un maiale, riporto qui gli Elogi del Porco del 1761.
Si racconta che l'abate e umanista Giuseppe Ferrari (1720 – 1773), noto con lo pseudonimo di Tigrinto Bistonio e membro dell'Accademia Ducale de Dissonanti di Modena (fondata nel 1680) oggi Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti , di fronte alla bontà di alcuni cotechini rimase estasiato a tal punto da dedicare un tributo all'animale tutto buono, gli Elogi del Porco .
E la Lucania certamente non poteva restare esclusa.



Tu ancor, Lucania, in mio pensier ti desti?
Della Grecia maggior tu parte un giorno,
E tante brighe co' Romani avesti.

Bella Provincia, il cui Terreno adorno
Appenin parte, e di Vigneti onusto
Sparge ricchezza, e amenitade intorno.

Te ognor beata, che l'Impasto augusto,
Della prima Salsiccia immaginasti,
In piccoli Cilindri immenso gusto.

Ah! che a ragion tuo nome le donarti
(Se pur Varon non ci affibbiò bugia)
Da Lucania Lucanica chiamasti. 

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12 gen 2014

Mangiare è un atto agricolo e ...rivoluzionario

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“mangiare è un atto agricolo” 
Noi possiamo non essere solo semplici consumatori passivi, ma compartecipi della creazione dei sistemi che ci nutrono.
 Il mangiatore industriale infatti non sa che mangiare è un atto agricolo, non conosce più né immagina i collegamenti che esistono fra l'atto di mangiare e la terra ed è perciò necessariamente passivo e acritico, in parole povere, una vittima. 
 Quando il cibo, nelle menti di coloro che lo mangiano, non è più legato all'agricoltura e alla terra, si soffre di un'amnesia culturale pericolosa e fuorviante.
E si sviluppa... un tipo di solitudine senza precedenti nell'esperienza umana, in cui chi mangia può pensare al mangiare come una mera transazione commerciale fra lui e un fornitore e poi come uno scambio esclusivamente di appetito fra se stesso e il proprio cibo. (Wendell Berry)
E io aggiungo che mangiare in modo consapevole non è solo un atto agricolo ma anche fortemente rivoluzionario.



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Ci sono luoghi dove l'anziano e il bambino sono ancora una risorsa

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Ci sono posti in cui non tutto è perduto?
Ci sono luoghi in cui ogni età ha il suo valore sociale?
C'è ancora uno spazio in cui i bambini e i giovani non sono visti come consumatori da educare e gli anziani non sono avvertiti come un peso?
Ci sono comunità nelle quali ancora sopravvive il pensiero che un bambino sia una speranza e un anziano una risorsa?
Io penso di si!
E in uno di questi ci vivo!

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10 gen 2014

Craco: la bellezza drammatica

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Craco Vecchia- autore: Francesco La Centa

La bellezza drammatica può essere racchiusa in una immagine?
Francesca La Centa, autore della foto, ce ne da una dimostrazione.
La foto è stata tratta Fame di Sud. Share

4 gen 2014

Ungaretti e le stranezze di San Fele

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"Rimessici in viaggio entriamo nella vallata del San Fele dove si sono date convegno grandi 

stranezze: monte Fioni che sembra un siluro, monte Pernazzo simile a una piramide bislunga,

 e monte San Fele, altra piramide, su una faccia quasi a picco della quale le case aggrappate 

viste così a distanza sembrano tanti ordini di palchi d’un teatro di formiche."

Ungaretti  settembre 1934

San Fele è il paese delle cascate,  ma  è anche quel luogo  in cui le farmacie chiudevano per mancanza di clienti a causa dell'aria buona.
San Fele vista dall'alto. Sullo sfondo il Vulture



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17 dic 2013

Solstizio d'Inverno nel cuore della Basilicata

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Tra il 21 e 25 dicembre, nel solstizio d'inverno,il sole attraversera' il foro di "Petra de la Mola" su Monte Croccia, nel cuore della Basilicata 

E' un calendario astronomico utilizzato sin dall'eta' del bronzo a cui erano legati riti della fertilita'.

Come già scritto in un  post di alcuni anni fa, il complesso megalitico delle “Petre de la Mola” sul Monte Croccia è un sofisticato calendario di pietra preistorico ed è oggetto di studi scientifici interdisciplinari che regalerà sorprese. 
Ma non è l'unico della Basilicata!!! Share

12 dic 2013

Sul Pollino, tra i pini loricati, con gli sci ai piedi. Parola del Messaggero.

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Il Messaggero Viaggi invita i suoi lettori ad una vacanza nel Parco Nazionel del Pollino.
Invita e suggerisce di inoltrarsi su in cima tra gli antichi pini loricati e con gli sci ai piedi di godere delle meraviglie che questo pezzo di terra offre.

Fondisti sul Pollino

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1 dic 2013

Cracco: "Ho scoperto la melanzana rossa di Rotonda in Basilicata"

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Il famoso chef Carlo Cracco, tra i migliori del mondo, è ospite di Fazio a "Che tempo che fa".
Il cuoco spiega il suo viaggio nella cucina popolare italiana che è alta cucina.
Ad un certo punto Fabio Fazio chiede: " C'è qualcosa che hai imparato e che non conoscevi?"- Alla risposta di Cracco, ho un piccolo sobbalzo.
Lo chef risponde: "la melanzana rossa di Rotonda , in Basilicata".
Bravo Cracco ma più bravi gli operatori del Pollino a farsi trovare pronti e a far scoprire la melanzana rossa e non solo.
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30 nov 2013

L'uomo che voleva raggiungere la luna

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L'Uomo che voleva raggiungere la luna - Accettura (Basilicata) 1993- Mario Dondero
Mario Dondero è uno dei protagonisti della fotografia contemporanea.
Nella sua frequentazione degli ambienti intellettuali parigini scattare la sua celebre fotografia degli scrittori del "Nouveau Roman" che raggruppa Alain Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriac, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute e Claude Ollier.
Tra i tanti fotografati da Dondero, molti dei quali divennero suoi amici,   numerosi artisti, intellettuali e politici quali Pablo Picasso, Francis Bacon,Giorgio Di Chirico, Giuseppe Ungaretti, Maria Callas, Yves
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23 nov 2013

23 novembre 1980 - 90 secondi sono bastati per cambiare il futuro

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Domenica 23 novembre 1980, ore 19 e 34.
90 secondi e il mondo da allora in poi per migliaia di persone non sarebbe mai più stato uguale a prima.
Uguale solamente a 2 minuti prima.
Una frattura nell'anima avrebbe accompagnato e tutt'ora accompagna le loro vite.
In 90 secondi un passato fatto di condivisioni, sacrifici, emozioni, viene raso al suolo insieme a tante case.



Il mostro, come lo chiamano ancora, si portò via interi paesi.
Ma portò via anche l'intimo, il più personale che nessuna ricostruzione avrebbe mai più riconsegnato. Famiglie si separarono, amici si persero, sogni si infransero.
Il mostro non si era preso solo il passato, aveva annullato anche il futuro.



Esisteva solo il presente fatto di macerie materiali e umane. Il futuro era solo una parola vuota.

Oggi 23 novembre di tanti anni dopo, molto è stato ricostruito, tanto è stato fatto, molte le polemiche, tante le speculazioni e e ancor di più i caimani che ci hanno speculato.
Oggi 23 novembre alcuni decenni dopo, nonostante le gioie, i figli, i lutti, i tanti Natali, le stagione che si sono succedute, i solleoni e le nevicate, le feste di compleanno, i figli diventati uomini e donne, i genitori da ricordare, nonostante la vita abbia aggiunto emozioni forti, momenti felici e dolori, nonostante una vita si sia riempita, il mostro si è appropriato di un pezzo di anima.

Solo 90 secondi son bastati per perdere un pezzo di vita.


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5 nov 2013

Un territorio e l'anima non si vendono. Ci si fa conquistare!

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#novembre, #tramonto , #basilicata
Ci sono visi, luci atmosfere e ci sono angoli, sguardi, odori che non si possono raccontare.
Appartengono a chi li ha vissuti. Sono parte di chi li ha vissuti. Sono memoria di chi li assaporati.
Però poi capita, e sempre più spesso, che per descrivere questo mondo si usino parole dal suono duro, termini strani e straniere,;che si chiamino uomini da lontano a raccontare una terra non loro. E la trattano come se fosse un qualsiasi prodotto da mettere in un qualsiasi scaffale di iper/super mercato e da appiccicare su qualche foglietto della pubblicità adatto per essere confuso nei bidoni dell'immondizia.
Si interpellano sciamani, guru e medicine man.
Vengono infiocchettate strategie che nascondono grandi costi e che son belli da vedere ma sciapiti al gusto. Ma te ne accorgi quando è troppo tardi.
E capita anche che un territorio si riesca a vendere proprio come si vende una meretrice perchè ha un buon protettore che la usa finchè non la consuma.
Ma nessuno riuscirà mai a vendere il bene immateriale di un territorio, men che mai un pappone.
Un'anima non si vende al miglior offerente. Un anima si dona a chi sa amare.
E il territorio dona la sua anima a chi sa vedere la bellezza e rispettarne le magie. Altrimenti si nasconde, cercando di sfuggire alla tratta dell'"anima dei territori".
Ma spesso viene stuprata, violentata, venduta e poi magari imbellettata e truccata come una gran dama che fa il suo ingresso nella società che conta.
Ma conquistare l'anima di un territorio costa fatica e...sentimento e non sempre ci si riesce. Più facile e remunerativo invadere e magari corrompere!
Ma chi è l'anima di un territorio? L'anima di un territorio è chi lo abita, chi lo vive e chi lo ama.
L'anima di un territorio è chi si lascia conquistare piuttosto che partire alla conquista. L'anima appartiene ai conquistati e mai ai conquistadores.
E l'anima si percepisce dalle parole, dalle immagini che un abitante racconta. Si! Che racconta! Perchè chi è conquistato è come un innamorato ed ha la capacità propria degli innamorati di raccontare le immagini, i suoni e trasmettere finanche gli odori.
Ne volete un esempio?
Guardate questo video. Non ci sono solo immagini, ci sono passione, amore, territorio.
C'è anima!

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28 ott 2013

#Mediterraneo di velieri e scialuppe

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Esco ogni tanto dai temi del blog per fare qualche escursione  e questo post è uno dei "ogni tanto"! 

Stavo leggendo la "Storia di Irene" di Erri del Luca e alle prime pagine mi imbatto in questo brano sui migranti nel Mediterraneo; un tema troppo spesso affogato nella demagogia e in un buonismo di sopravvivenza morale e dalla memoria corta per avere la coscienza pulita.

"Per quelli che l'attraversano ammucchiati e in piedi sopra imbarchi d'azzardo, il Mediterraneo è un buttadentro.
Al largo d'estate s'incrociano zattere e velieri, i più opposti destini.
La grazia elegante, indifferente di una vela gonfia e pochi passeggeri a bordo, sfiora la scialuppa degli insaccati.
Non risponde al saluto e all'aiuto. La prua affilata apre le onde a riccioli di burro.
Dalla scia
luppa la guardano sfilare senza potersi spiegare perché, inclinata su un fianco, non si rovescia, affonda, come succede a loro.
Qualcuno d loro sorride a vedere l'immagine della fortuna. 

Qualcuno ci spera, di trovare un posto in un mondo così.
Qualcuno di loro dispera di un mondo così."


(da Storia di Irene, Erri de Luca)
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