24 apr 2016

Il brigantaggio secondo Rai Storia

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Il brigantaggio è stato fenomeno che ha caratterizzato il Mezzogiorno nei primi anni dell’Unità d’Italia.
La storia comincia nel 1860 con la comparsa al Sud delle prime bande armate e termina il 21 dicembre 1863, quando Garibaldi si dimette dalla Camera per protesta contro la repressione nel Meridione.

Una parte importante del suo sogno risorgimentale era stato ridare le terre ai contadini del Mezzogiorno.

Ma all’indomani dell’unità d’Italia la realtà si dimostra diversa: il nuovo Stato italiano vende all’asta le terree aumenta le tasse e i contadini si ritrovano di nuovo a lavorare la terra per conto di aristocratici e latifondisti.

Una parte del popolo meridionale si sente tradito e risponde con la lotta armata contro i nuovi governanti. È il brigantaggio. Una guerra tra italiani che conterà migliaia di vittime.

Secondo il prof. Alessandro Barbero: “Il brigantaggio è stato al tempo stesso un fenomeno criminale, una rivolta contadina, repressa dall'esercito italiano con una violenza inimmaginabile e unaguerra civile. Se cerchiamo disemplificarlo, riducendo tutto a una sola dimensione, non capiamo nulla di questo fenomeno del quale, per decenni, non si è mai più parlato”. 

http://www.raistoria.rai.it/articoli/brigantaggio-una-guerra-italiana/24608/default.aspx

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11 mar 2016

MEZZOGIORNO: EGUAGLIANZA nelle OPPORTUNITÀ?

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MEZZOGIORNO: EGUAGLIANZA nelle OPPORTUNITÀ?
Il paradosso è che le azioni di crescita del sistema economico rischiano di aumentare il divario Nord-Sud e di ampliare le diseguaglianze tra le aree del Paese.
 Un’uguaglianza sempre cercata ma spesso dimenticata o distratta su altri interventi urgenti e straordinari. 
A proposito di Mezzogiorno si parla di “palla al piede” e si ha la convinzione che l’economia meridionale possa essere solo di tipo informale
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17 feb 2016

COSÌ IL SUD ABBANDONÒ UNO DEI SUOI FIGLI MIGLIORI

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Riporto, a distanza di qualche mese, l'articolo di un mio intervento  del Quotidiano del Sud,  durante un convegno tenutosi a Tricarico su Scotellaro.

...Negli anni 50 si sviluppa, forse per la prima volta, in maniera strutturata il concetto di geopoetica. Una poetica legata al territorio e determinata dai contesti sociali e paesaggistici
COSA unisce Scotellaro e l’Europa? Un piccolo territorio come la collina materana e un continente intero? In realtà non mi sono dato risposte, anzi le domande sono aumentate. Qual è il tratto che unisce percorsi letterari ai processi economici, geopolitici e storici? Mi sono detto non troverò la risposta perché forse la domanda è sbagliata. Non cosa unisce ma cosa differenzia. E la diversità diventa un valore non replicabile. Un valore che unisce e separa.
(…) Negli anni 50 si sviluppa, forse per la prima volta, in
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20 gen 2016

Ed io a Vaglio ci andai! Ci volle un anno ma a Vaglio ci andai. (parte 2)

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Dopo la 1 parte del racconto su Franz, soldato italo americano, e il suo viaggio verso Vaglio (Basilicata), Rosario ci regala la seconda parte di quel racconto ascoltato infinite volte e come lui stesso  dice in chiusura : A mia madre che me l'ha raccontata centinaia di volte.

Eccomi sono sempre io, Michael Franz il soldato americano oriundo vagliese che nel '43 arrivai in Italia a Foggia a guidare un enorme autocarro con una stella e la scritta U.S. Army impresse sul cofano del grande motore. 
In italia alla guida di quel mezzo allora, era come essere alla guida di una potente limousine sulla "fifth avenue" di New York. 
L'Italia e le città devastate dalla guerra mi facevano sentire un po' in colpa ma appunto era la guerra. Quella maledettissima guerra! 
 Ciò nonostante qui mi sentivo orgogliosamente italoamericano di sponda italiana e il nostro grigio verde non rappresentava per quegli italiani soldati in guerra, ma cioccolate e sigarette per bambini scalzi ed affamati. 
Dolci sguardi di ragazze da noi affascinate. 
Vaglio a poco più di cento chilometri da qui e mai avrei immaginato che a quel bestione occorressero esattamente sei ore per percorrere quella strada che non aveva un centimetro quadrato di bitume, attraverso piane distese di grano e arrampicate per tornanti a scavalcare borghi di pietre. 
Con me John Altomonte, anche lui di origine italiane, che appena dopo pochi chilometri già
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"il paese dei Coppoloni", il film di Capossela

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"Chi siete, a chi appartenete, cosa andate cercando?"
" Vado cercando musica e musicanti!"
Ho visto il film - il paese dei Coppoloni- e Capossela è un genio, un folletto scampato e sopravvissuto al riticidio della contemporaneità.
Un fuorilegge in fuga lenta dalle norme e regole di questi tempi.
Un bandito armato di cunti, di canti in transumanza, di visi vaganti tra i continenti, di storie sospese su binari senza treni.
Un cercatore di anime vaganti tra le vie di paesi abitati da echi di lingue impastate da fango, neve e salsedine, dono e ricordo di genti lontane.
È' colui che si siede ai crocicchi della storia e la osserva scorrere.
Capossela è quello che siamo e che abbiamo dimenticato di essere. 
E stasera sono felice di aver potuto scegliere, almeno al cinema, tra namericano e nirpino.


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19 gen 2016

Ed io a Vaglio ci andai! Ci volle un anno ma a Vaglio ci andai. (parte 1)

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Dal profilo di Rosario Avigliano, attento osservatore delle storie lucane prendo un post di un soldato USA che inviato sul fronte italiano ne approfitta per visitare il paese d'origine.


"In Italia sarei stato Michele Franza, qui ero Micheal Franz classe 1920, soldato americano, figlio di Michele Franza e Maria Garramone, emigrati italiani. 


Un giorno felice per mia madre, andavo in Italia! A lei, non le importava se da soldato a combattere, andavo nella sua amata terra, quello contava!

Lei, in quegli abiti neri che non aveva mai smesso di indossare da quando era rimasta vedova, ci aveva cresciuti nel ricordo di una terra povera ma felice.
Ci aveva educati nel culto di mandare pacchi oltreoceano a una famiglia che aspettava pacchi.
Lei addirittura, iniziò a mandarli la settimana successiva a quella dell'arrivo del bastimento che la fece sbarcare ad Ellis Island nel lontano 1911.
Noi cinque figli di italiano non sapevamo un granché M ma conoscevamo il più galloitalico delle lingue: Il Vagliese!
Mia sorella, più bella che mai, nei suoi diciassette anni e in uno sfavillante tailleur, orgogliosa di me, soldato americano che va in Italia, non smetteva più di abbracciarmi e di raccomandarmi mille attenzioni.
È il ricordo una tiepida domenica di Maggio '43 a Linden Park di New York che ci offriva in quella mattina la compagnia dei colori
della primavera, in una tempesta di fiori.

Foggia la destinazione della mia compagnia e ricordo che in quella domenica, appena diedi loro la notizia, Filomena mia sorella e mia madre, da provetti generali, senza parlarsi fra loro mi affidarono un'unica missione: Devi andare a Vaglio!

Vaglio Basilicata, Maggio 1944... a domani! Buongiorno"
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23 nov 2015

scritti corsari e un pò di Lucania

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...per un lucano la nazione a lui estranea, è stato prima il Regno Borbonico, poi l'Italia piemontese, poi l'Italia fascista, poi l'Italia attuale: senza soluzione di continuità.

Pier Paolo Pasolini
Scritti Corsari 
(Lettera aperta a Italo Calvino)
8 Luglio 1974






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Parco del Pollino riconosciuto come sito UNESCO

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Tutti i geoparchi esistenti sono stati dichiarati siti Unesco. Lo ha stabilito la 38esima sessione plenaria della Conferenza generale dell’Unesco, riunitasi a Parigi.
L’Unesco ha riconosciuto la rete internazionale dei geoparchi quale programma ufficiale
dell’Unesco, individuando la nuova categoria degli Unesco global geoparks (Geoparchi mondiali Unesco).
Tutti i 120 geoparchi esistenti – che interessano 33 paesi nel mondo e 4 continenti – hanno ottenuto il riconoscimento di Unesco global geopark.
 Tra questi anche il Parco nazionale del Pollino  ,  che con i suoi 192 565 ettari, è il parco naturale più grande d'Italia.



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Roots defenders a spasso per l'Europa

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Roots Defenders "per vivere una buona vita, bisogna impazzire almeno una vita all'anno". Il viaggio lento, a bordo di un trattore , di 2 medici tedeschi. Da 13 anni, Sebatian e Mikele, ogni estate attraversano borghi e contrade, percorrendo tratturi e strade secondarie... e della ‪#‎basilicata‬ dicono:  "Tra queste terre tutto è ancora più lento e dolce". 
Insomma quello che dico da sempre, che qui è un continuo  l'elogio alla lentezza



Sebastian e Mikele,  ogni anno, una volta all'anno impazziscono.
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la musica bisogna sentirla

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"Devi sentirla e poi suonare." (la musica)
90 anni quasi tutti suonati ‪#‎trasmissionedisaperi
‬‪#‎generazioniaconfronto‬ ‪#‎educazioneinformale‬ #montecalvoirpino ‪#‎irpinia‬ ‪#‎sud‬

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Succede che comunità provvisorie si trasformino in comunità di destino.

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-Succede che comunità provvisorie si trasformino in comunità di destino.-
Dopo l'evento e l'azione di basket popolare, organizzato dal collettivo PotenzaRibelle, nato con lo spirito di recuperare un campetto di basket lasciato marcire e oggetto di strani desideri con la possibilità di un cambio di destinazione d'uso (per intenderci da spazio pubblico per area giochi potrebbe trasformarsi in un centro commerciale o area destinata a box parcheggi), dall'altra parte della città oltre il Basento e la Basentana, un altro luogo tenta di resistere e riprendersi gli spazi. 


Una cittadella nata a seguito del terremoto, dove famiglie intere vennero depositate per decenni in attesa di una sistemazione più dignitosa. Un luogo periferico e marginale, un luogo ghetto fatto di ponti da attraversare per andare verso il cuore della città. 
Ponti solidi strutturalmente ma ponti levatoi socialmente. Questo spazio, grazie all'azione di un gruppo di persone, cerca di recuperare e riprendersi questi spazi. Li recupera dall'abbandono con azioni di arredo urbano e di abbellimento spazi comuni. Su una fioriera in legno riciclato una ragazzina ha scritto "la bellezza salverà il mondo". 
Parlare di bellezza a Bucaletto, quartiere vergogna di una città e di una regione intera, non è facile. Il contesto porterebbe a pensare altro. Ma la bellezza nasce da qui, da queste azioni di
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Sì, spesso i vecchi muoiono troppo presto

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"Sì, spesso i vecchi muoiono troppo presto, senza aspettare l'arrivo del nostro affetto". 
(Pennac, da La fata Carabina). 
Mentre leggevo questa frase mi è tornata in mente un anziano che vidi seduto su un gradone mentre accoglieva il calore di un sole di febbraio.
#Pietrapertosa  #basilicata

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Ci sono APE e api

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Al suonare della campanella tanti bimbi come api impazzite entrano a scuola. Qualche ora prima, di quello scampanellio, altri Ape assonnate e per niente impazzite sostano davanti a un bar.#vitadipaese #tricarico #Basilicata — a Tricarico.


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7 lug 2015

Le chiamavano cantine...

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Nei paesi,  i bar si chiamavano cantine. 
Luoghi per soli uomini, di carte da gioco unte e consumate.


Appesi cartelli che avvisavano che era "vietato sputare" o "vietato bestemmiare". 

Le mura erano pregne dell' odor di fumo, vino, sudore e vita varia e consumata.

Quei bar sono un pallido residuo della memoria e oggi i nuovi cantinari li puoi incontrare tra le stesse vie ma hanno odori e comportamenti diversi e vestono abiti mai lisi.
Profumano di vita fresca e hanno imparato a non sputare e bestemmiare. 
Uomini e anche donne, non più in cantina ma nel bar più figo d'Italia anche se è a SUD,nei Sassi e tra quelle stesse le grotte.







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28 giu 2015

Bandao e la danza lucana

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Bandao nasce negli anni 90 dalla passione di un gruppo di persone amanti delle percussioni e che da anni si occupano del mondo della musica etnica.
Cominciata quasi per gioco e passione, oggi Bandao si è trasformata in una realtà musicale e sociale di grande importanza dove in tanti confluiscono per condividere esperienze musicali e di vita in performances di piazza e sfilate per le vie cittadine.
In questo video i Sambao sono a Tricarico, cittadina lucana piena ritmi, musicisti e musicanti , e qui creano una commistione di musiche in un'atmosfera coinvolgente accompagnati dagli strumenti ancor oggi usati a Tricarico

Dopo essere stati ospiti nel 2011 e nel 2014 speriamo di riabbracciarli presto.

"... il video dell'Orchestra di Percussioni Bandao girato a Tricarico (MT) fa parte di un progetto più ampio... con il quale il gruppo intende portare avanti una ricerca innovativa del proprio lavoro. L'intento è quello di creare occasioni per relazionarsi al panorama della musica tradizionale italiana e poter così ricercare un nuovo genere musicale, che, entrando in un "confronto-incontro" tra le culture locali differenti, tenti di fondere insieme la musica popolare con quella dei ritmi brasiliani.
Così Bandao incontra la Sicilia, la Sardegna e anche la Lucania che con i suoi ritmi scanditi dal fruscio delle tamorre accompagna l'Orchestra in "Danza Lucana", brano dedicato a Tricarico e ai suoi abitanti." 
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