7 lug 2015

Le chiamavano cantine...

,
Nei paesi,  i bar si chiamavano cantine. 
Luoghi per soli uomini, di carte da gioco unte e consumate.


Appesi cartelli che avvisavano che era "vietato sputare" o "vietato bestemmiare". 

Le mura erano pregne dell' odor di fumo, vino, sudore e vita varia e consumata.

Quei bar sono un pallido residuo della memoria e oggi i nuovi cantinari li puoi incontrare tra le stesse vie ma hanno odori e comportamenti diversi e vestono abiti mai lisi.
Profumano di vita fresca e hanno imparato a non sputare e bestemmiare. 
Uomini e anche donne, non più in cantina ma nel bar più figo d'Italia anche se è a SUD,nei Sassi e tra quelle stesse le grotte.







Share

28 giu 2015

Bandao e la danza lucana

,

Bandao nasce negli anni 90 dalla passione di un gruppo di persone amanti delle percussioni e che da anni si occupano del mondo della musica etnica.
Cominciata quasi per gioco e passione, oggi Bandao si è trasformata in una realtà musicale e sociale di grande importanza dove in tanti confluiscono per condividere esperienze musicali e di vita in performances di piazza e sfilate per le vie cittadine.
In questo video i Sambao sono a Tricarico, cittadina lucana piena ritmi, musicisti e musicanti , e qui creano una commistione di musiche in un'atmosfera coinvolgente accompagnati dagli strumenti ancor oggi usati a Tricarico

Dopo essere stati ospiti nel 2011 e nel 2014 speriamo di riabbracciarli presto.

"... il video dell'Orchestra di Percussioni Bandao girato a Tricarico (MT) fa parte di un progetto più ampio... con il quale il gruppo intende portare avanti una ricerca innovativa del proprio lavoro. L'intento è quello di creare occasioni per relazionarsi al panorama della musica tradizionale italiana e poter così ricercare un nuovo genere musicale, che, entrando in un "confronto-incontro" tra le culture locali differenti, tenti di fondere insieme la musica popolare con quella dei ritmi brasiliani.
Così Bandao incontra la Sicilia, la Sardegna e anche la Lucania che con i suoi ritmi scanditi dal fruscio delle tamorre accompagna l'Orchestra in "Danza Lucana", brano dedicato a Tricarico e ai suoi abitanti." 
Share

17 apr 2015

Montescaglioso (Matera- Basilicata): musica sacra intorno all'abbazia e... a noi

,



Quando racconto che in Basilicata può accadere l'inaspettato dovete credermi. 
Oggi, ad esempio, nel centro storico di un borgo lucano, tra la chiesa madre e l'abbazia, appena dopo pranzo, seduti ad accogliere il primo caldo della nuova primavera, ci avvolge improvviso e riempie l'aria un canto.  
Un canto antico che sembrava provenire da un tempo lontano . 
Ci guardiamo sorpresi e nessuno parla. 
In silenzio ascoltiamo questo regalo improvviso. 
Una suggestione di sospensione temporale. 
E non eravamo a Macondo ma più "semplicemente" a Montescaglioso
E non c'era nessun Guglielmo da Baskerville e nessuna biblioteca di manoscritti. 
Nessun Melquíades né formule alchemiche. 
In giro solo noi, una banda variegata per età, provenienza, storie. 
A raccontare e ricordare fatti e aneddoti del secolo scorso e quello in corso. 
Tra Pasolini, Olmi, Ferretti oscillando tra Trastevere, le pampas e le masserie, immerse nel giovane grano, tra le murge e il Bradano. 
Ma poi, così come iniziato, apparso dal nulla, il canto scompare. 
Senza dirci niente ci rimettiamo in cammino alla ricerca di nuovi luoghi da raccontare. Share

9 mar 2015

Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie

,
“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti.

 Vinicio Capossela - Il Paese dei Coppoloni- 
edizioni Feltrinelli Share

11 feb 2015

un mondo senza mappa

,
In un post passato  scrivevo di come il "mangiare è un atto agricolo e rivoluzionario" .
Noi possiamo non essere solo semplici consumatori passivi, ma compartecipi della creazione dei sistemi che ci nutrono. Ma l'atto presuppone un atteggiamento, dei protagonisti e una visione tutti collegati simbioticamente.
Se uno solo dei passaggi è inquinato l'intero processo, per quanto idealmente puro, sarà irrimediabilmente inquinato.
E l'atto agricolo ha bisogno di una terra e di agricoltori che sappiano il mestiere del contadino, che abbiano l'occhio del contadino e che recuperino il cuore del contadino. E capita che la terra diventi riscatto e redenzione.
Leggevo "Terroni e campesindios" e mi imbatto nella storia di Xavier, figlio di indigeni sfruttati, e la sua storia si incrocia con quella di Rocco Scotellaro

""Xavier, figlio di indigeni sfruttati per decenni, costretti all'esilio dalla terra, ha pensato alla sua dignità come a una condizione che poteva realizzarsi solo ritornando a coltivare la terra dei suoi, a usare con rispetto le risorse della Pachamama,  a tessere un'esistenza basata sulla condivisione della ricchezza e della
Share

3 feb 2015

La Gatta Mammona

,
La Gatta Mammona



Qualche anno fa un gruppo di ragazzi di Tricarico (MT)  con la passione per la musica popolare, decidono di fondare un gruppo, i "Taranta Sound".
I loro inizi sono nel quartiere  in una cantina del rione Saracena, uno dei  luoghi simboli della comunità.
Ma quella cantina è solo il primo passo. La passione per la musica, per la Terra e la curiosità li spinge a ricercare sonorità e storie. E la voglia di non fermarsi li aiuta ad intrecciare pezzi, fili, armonie in un
Share

21 gen 2015

Metti un giorno con Don Pasta, Rocco, Antonello e le nonne di Basilicata.

,


"Uagliò, tienti pronto che dobbiamo fare un giro?" 
"Un giro? Vabbuò, ma dove?" 
"Non ti preoccupare. " 
" Rocchì di solito non mi preoccupo, ma se lo dici tu incomincio a preoccuparmi." 
"Conosci Don Pasta?" 
" Don chi?" 
" Don Pasta!!!"
" No! E' grave?" 
" E insomma! Vediamoci che ti spiego!". 
Questa è stata la telefonata tra me e Rocco, uomo che si nutre di vini e utopie, compagno
Share

11 gen 2015

Le vene aperte della Basilicata

,
 Le vene aperte dell'America LatinaMi torna e mi ritorna mentre cammino  in un centro storico di un borgo lucano appeso ai fianchi degli Appennini.
Un paese fatto di silenzi, rimpianti, pregno di abbandoni e mancanze. Non voglio nominarlo! Per rispetto alla storia di questo paese e per non far torto ai tanti altri borghi che in Basilicata, in Irpinia e in tanti altri sparsi Sud che si trovano nelle stesse condizioni. Uno di quei tanti paesi dalla storia antica e di storie nascoste. Luoghi  che li vedi da lontano ma solo da lontano perché all'improvviso scompaiono e poi ti ritrovi dentro come per caso o per sbaglio.
Mancavo da molto, da questo piccolo paese di 1000 abitanti più o meno,  e in realtà avevo rimosso il ricordo. Nuovi paesi, scorci, angoli, chiese si erano sovrapposti nel frattempo. Non ci sono tornato per caso. Mentre ero dentro il suo cuore e la sua anima immaginavo i giorni successivi al terremoto. Immaginavo le valige, i saluti, gli abbracci. E oggi a distanza di decenni dai quei 90 secondi ci sono ancora ferite non rimarginate. Ci sono ancora vene aperte.



Share

Podoliche in cammino

,
Capita spesso nelle strade interne delle Basilicata di fare incontri particolari. Di incontrare animali diversi mi è capitato spesso. Di fare la coda dietro un gregge pure,anche se un pò meno spesso. Ma questo filmato, postato da Vincenzo Toce, girato presso Armento nella zona della Val d'Agri, ci mostra che succede quando si incrocia una mandria di mucche podoliche in cammino.


Share

18 dic 2014

La quotidianità di un borgo lucano a dicembre è un viaggio stando semplicemente seduti

,
La panda 4x4, panni sventolandi stesi ad asciugare, due passi e qualche chiacchiera, chiacchiere davanti ai bar, spesa all'alimentari, cani mai randagi, bambini all'uscita da scuola senza genitori, i cellulari in tasca, i fumi dei camini, le auto aperte con le chiavi inserite. 
La quotidianità di un borgo lucano a dicembre è un viaggio stando semplicemente seduto sui gradoni in piazza mentre i carabinieri nella camionetta ti osservano distratti.


Share

17 dic 2014

la Svezia e la transizione Low Carbon

,
Era il 2010 e la Svezia annunciava che:
"La nostra dipendenza dal petrolio deve cessare entro il 2020.

La Svezia mira a diventare il primo paese al mondo a eliminare completamente il petrolio come combustibile, concentrandosi sulle fonti rinnovabili. 

"La nostra dipendenza dal petrolio deve cessare entro il 2020", ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo sostenibile, Mona Sahlin. L'iniziativa volta a svincolare la Svezia dalla dipendenza dal petrolio è guidata da un consorzio di industriali, membri del mondo accademico, agricoltori, costruttori di automobili, dipendenti pubblici e altri soggetti. Questo consorzio presenterà una relazione al Parlamento svedese tra pochi mesi.Il Parlamento svedese ha
Share

15 dic 2014

Un 15 dicembre ci lasciava Rocco Scotellaro

,
Era un15 dicembre! Aveva appena 30 anni! Forse nella sua Tricarico, così lontana da lui, stava nevicando.  "È sera con la luna. Ti stanchi a passeggiare. Staresti tutta la notte fuori, così, a bearti delle cose sotto la luna che t'appaiono eterne: così le porte chiuse, i camini, i muri dei giardini. Con tutte le cose vorresti stare un po' assieme e vedere come la luna tramonta, ascoltando i gemiti di questi uccellacci notturni. Questi gemiti richiamano i morti e tu ti prepareresti a vederli passeggiare, i morti in vestaglie bianche." Tratto da "Uno si distrae al bivio".
Rocco Scotellaro


Share

12 dic 2014

Se vedete un gigante avvisatemi!

,

Il gigante Orione (così detto perché nato dall’orina di Giove, Nettuno e Mercurio) durante un periodo della sua vita era stato accecato ma Efesto, impietositosi, lo affidò alla guida Cedalione, che gli si sedette sulle spalle e lo guidò a est, dove Eos, dea dell’aurora, gli ridonò la vista. 

Bernardo di Chartres diceva  che siamo come nani assisi sulle spalle dei giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non perché abbiamo una vista più acuta o altra particolarità fisiologica, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro mole gigantesca.  (Cit.)
La frase venne ripresa da Isaac Newton che scriveva « Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti ».

Guardo il passato e vedo giganti. Osservo il presente e faccio fatica ad accorgermi della loro presenza. Eppure non dovrebbero passare inosservati.
Per capire che esistono devo pensare a ritroso, non pensare al presente e sperare nel futuro.
Noi, quella generazione di mezzo, figli di un tempo nuovo e di riscatto in cui si sperava nella germogliazione dell'Uomo Nuovo, non abbiamo giganti su cui salire. Addirittura, a volte penso, non abbiamo neanche delle semplici spalle su cui arrampicarci.
Noi nati negli anni '70 e giù di lì, generazione di passaggio dai giochi strada a quelli tecnologici, allevati anche dai vicini di casa e che ora, cresciuti di età e e di misura, salutiamo solo per educazione, ci affacciavamo al mondo del secondo millennio fiduciosi e baldanzosi. Ma i percorsi non sono mai lineari e progressivi. Anzi!
Ignoravamo che tutto era già scritto e segnato e che non avremmo avuto possibilità di incidere. Tutto era stato consumato da chi ci aveva preceduto. Oggi, possiamo solo assistere impotenti ad un disastro e alla scomparsa di una generazione. .
Chi ci ha preceduto aveva avuto in dote pochi soldi e tanto futuro. Hanno consumato soldi e accumulato case. Hanno consumato risorse e futuro. Ci lasciano in eredità illusioni vaghe e un presente perpetuo.
Se vedete un gigante avvisatemi!, voglio osservare un mondo diverso.


Share

10 dic 2014

la via dei canti

,
Al ritorno nel borgo natio, per Natale, per la festa del santo Patrono, per un matrimonio, per un funerale, o semplicemente per quella matta voglia di ritornare, accade sempre qualcosa.
Mentre si percorrono vie conosciute da sempre, fin dal primo giorno di vita, apparentemente smarrite e ogni volta ritrovate, accade qualcosa dentro ognuno.
Accade che un piccolo filo si riannodi e ritorni a essere parte del gomitolo che avevamo lasciato in custodia al paese.
In un patto silenzioso e segreto tra il paese e il suo abitante.
Una promessa di ritorno, seppur breve.
Un filo che ingrossa quel gomitolo "cresciuto"lungo la via dei canti,
Quella via dei canti in cui:
"nessuno era senza terra, poiché tutti, uomini e donne, ereditavano in proprietà esclusiva un pezzo del canto dell'Antenato e la striscia di terra su cui esso passava . 
Una tappa era il luogo delle consegne, dove il canto cessava di essere di tua proprietà e passava ad un altro.
Si credeva che ogni antenato, mentre percorreva il paese cantando, avesse lasciato sulle proprie orme una scia di "cellule di vita"".

Share

9 dic 2014

Storia d'amore, di armi e di panettoni- La casa degli atellani a Milano e il panettone... lucano

,
Il panettone ha origini a Milano e questo sembra chiaro a tutti. Ma come nasce il "pan de toni"? 
Questa storia, o per meglio dire leggenda di fondazione,  mi è ritornata in mente dopo aver letto del pasticcere di Acerenza (Basilicata) e del suo panettone, premiato a Milano come miglior panettone artigianale d'Italia. 


Mi è venuta in mente la casa degli Atellani a Milano e una delle tante storie che circonda questo palazzo: "Uomini d’arme provenienti dalla Basilicata, gli Atellani (da Atella)furono una delle famiglie più vicine agli Sforza nella seconda metà del ‘400. I personaggi più illustri della cerchia dei Duchi si ritrovavano nella casa degli Atellani in occasione di banchetti e momenti di svago." (cit.)
Il panettone è legata alla storia di questa famiglia lucana e di un amore contrastato e di uomini di armi. 

"Ogni notte Ugo usciva dalla finestra di casa sua per scendere in giardino e scavalcare il
Share