30 mar 2014

Mi chiamo Rigoberta

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...in seguito al settimo mese, è il momento che si deve porre in relazione con tutta la natura, come vuole la nostra cultura. 
Uscirà per i campi, se ne andrà a camminare per i monti. E così il bambino comincia ad affezionarsi alla natura. 
La madre è come obbligata a queste uscite, deve insegnare al bambino la stessa vita che vive lei. ...poi esce a camminare, in comunione, con gli animali e con tutta la natura, ben consapevole che il bambino sta assorbendo tutto questo, e inizia un dialogo costante con il figlio, mentre è ancora nel suo ventre. 
Gli dice che dovrà avere una vita difficile. È come se stesse accompagnando un turista, a cui spiega ogni cosa. 
Gli dice per esempio: - Di questa natura che ci circonda non dovrai mai abusare e dovrai vivere la tua vita allo stesso modo che vivo io. -  
È un obbligo per lei, qualcosa che la madre deve fare...

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25 mar 2014

Matera Rock, anzi rocker

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Quando quest'estate Steven Tyler, frontmen degli Aerosmith se ne stava ... tranquillamente (vedi il video) in giro tra i ristoranti e nei Sassi di Matera non si poteva immaginare che a distanza di mesi ritornasse a parlare di Matera. Addirittura come luogo di ispirazione per una canzone.
E forse, a detta sua, anche un film.
In fondo tra Sassi e Rock c'è feeling! 
Corriere della Sera- 25 marzo 2014
Comunque in attesa di canzoni e film, basterebbe per il momento anche un videoclip!

P.S.: hai visto caro Omar Pedrini, ma che ci vai a fare a Londra? 



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13 mar 2014

La Basilicata del pallone nei destini di Messi, Aguero e Maradona

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Non perché i lucani siano più appassionati di calcio di qualunque altro italiano, "semplicemente" perché a guidare queste due squadre ci sono allenatori di origini lucane.
Sulla panchina del Manchester City siede Manuel Pellegrini , il cui nonno Giulio partì da Picerno (PZ) per emigrare in Cile.
Alla guida del Barcellona, invece, c'è un altro oriundo lucano Gerardo Martino, i cui nonni partirono da Ripacandida (PZ) alla volta dell'Argentina.



Ma il legame tra il calcio, sopratutto sudamericano, 

e la Basilicata non si esaurisce qui.
Un episodio che poi porrà le basi per la storia del calcio mondiale ha origini lucane.
Questa volta è Muro Lucano (PZ) ha essere luogo natio del protagonista.
Da qui partì nel 1848 all'età di 22 anni, il falegname Farenga che costruì le porte  e le tribune del campo dove su cui avrebbe giocato il Boca Juniors, squadra argentina di Diego Armando Maradona e tra le più titolate al mondo. Squadra che vide tra i co-fondatori proprio i Farenga.



Questa storia è raccontata in un libro “Noi Boca.Come i Lucani fondarono il Boca Juniors”.



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7 mar 2014

I Viaggi di Repubblica: Aliano e Carlo Levi, Tursi e Albino Pierro

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Su Repubblica.it  sezione Viaggi, un percorso dell'Italia attraverso i Parchi Letterari.
Per la Basilicata una bella descrizione sul Parco Letterario Carlo Levi ad Aliano (MT) e un passaggio su Tursi (MT), luogo natio del poeta  dialettale Nobel Albino Pierro, letterato che ha sfiorato più volte il Nobel per la letteratura

«Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall'ombra dell'interno rimasi quasi accecato dall'improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c'era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l'infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d'occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco». Sono alcune frasi immortali, tratte dal libro capolavoro "Cristo si è fermato ad Eboli" di Carlo Levi. Paesaggi descrittivi che riempiono le pagine del romanzo, ma allo stesso tempo danno emozione
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22 feb 2014

Il fischio

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Non era uno squillo di un cellulare. 
No, assolutamente no! E nemmeno esisteva.
Associo quel tempo ai telefoni con la rotella che dovevi aspettare che si completasse a ritroso il giro prima di fare l'altro numero.
Associo quel tempo alle che cabine a gettoni, quelli marroni e con 2 strisce su una faccia e 1 sull'altra. E che con un gettone ci stavi le ore chiuso in quella cabina. E che non dovevi fare neanche il prefisso se chiamavi in provincia. E  che quando si componeva un prefisso allora significava che era una telefonata importante a qualcuno lontano.
No! Non era il tempo delle suonerie e dei cellulari. Era il tempo dei telefoni a disco e delle cabine a gettone.
Era anche il tempo dei fischi.
E c'era un momento della giornata in cui l'aria si riempiva di fischi.
Era la sera e i padri appena rientrati non trovando i figli in casa uscivano sull'uscio e prendendo fiato fischiavano. 
Era il richiamo. 
Ogni famiglia aveva un fischio, un richiamo. 
E le strade riecheggiavano di questi fischi, brevi e intensi. E non si confondevano, anzi sembravano darsi forza l'un l'altro. Oggi come allora, non riesco a spiegarmi come il fischio potesse penetrare tutti i suoni, il vociare e l'urlare giocoso. 
Però, come per magia, ognuno di noi riconosceva il proprio fischio e,  lasciando quello che stava facendo con i propri amici, rientrava a casa. Sapevamo benissimo che ai richiami della madre si poteva far finta di niente,ma al al fischio del padre no! Il fischio di famiglia non si poteva ignorare. Sono quelle regole non scritte che impari subito da bambino.
Ogni tanto oggi, dopo tanti anni, sono io che fischio. E c'è una bambina che si gira e viene verso di me.

Un ritratto di famiglia e mio fratello,  Ernest Hemingway, ed. italiana 2013
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20 feb 2014

San Fele (Basilicata) foto del giorno sul National Geographic

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Il National Geographic nella sua rubrica -"Travel 365. Explore the world, one incredible image at a time" Esplora il mondo  con un'immagine meravigliosa al giorno- dedica la foto del 19 febbraio a San Fele (Basilicata). 

Una San Fele resa magica dalle luci serali che creano una sospensione temporale e conferiscono al borgo  un'aurea di ancestrale serenità.  

Questa immagine è un'elogio alla bellezza e alla lentezza  e mi torna alla mente un pensiero  di Herman Hess: 
"l'eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere." 



National Geographic- foto del giorno - 19 febbraio 2014- foto di Michele Amoruso




Leggi altri post di TCM su SAN FELE 





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17 feb 2014

Cosa bolle in pentola? Matera!

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A dir il vero ho sorriso pensando ad una pentola che prende il nome di Matera.
Una nota e antica azienda di "fascia alta di strumenti di cottura antiaderenti" ha deciso di chiamare una suo prodotto MATERA.
Questo non può far che piacere, significa che la città sta avendo una riconoscibilità nazionale che le permette di essere facilmente riconosciuta e di essere meta desiderata. Infatti al linea di pentole richiama nomi di importanti destinazione turistiche come Roma, Verona, Venezia, la Versilia, il Salento, Positano, Capri e Firenze.
Bene, anzi benissimo.
Almeno possiamo dire che pian piano, a fuoco lento... Matera è sempre più presente nelle case degli italiani!!! Share

30 gen 2014

Nitti, i fascisti e i Sannicolesi

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Nitti, i fascisti e i Sannicolesi

Francesco Saverio Nitti non si sente sereno a Napoli, dove vive e insegna all'università. 
Il clima di intolleranza verso gli antifascisti si sta facendo sempre più pesante e le violenze delle squadre d’azione non risparmiano nemmeno un notabile come lui. 
Decide così il Nitti di andare a Melfi, sua città nativa, che anche se lontana dai centri della politica e della cultura, è però più tranquilla e sicura. 
A Potenza dove la notizia della sua partenza da Napoli circolava già da diversi giorni , viene però riconosciuto dai fascisti, i quali già da tempo si erano ripromessi di dargli una severa punizione. Per fortuna, al Nitti, un antifascista della città rivela il piano preparato in suo danno e lo persuade a darsi alla fuga. 
Le camicie nere, che nel frattempo si erano organizzate per la spedizione punitiva, sono comunque decise ad inseguirlo. 
Nitti avverte il pericolo, comprende che se dovesse essere raggiunto per lui sarebbe la finee, giunto nei pressi del quadrivio della frazione di San Nicola (frazione di Pietragalla in provincia di Potenza), chiede aiuto a Donato Ciambrone, postino di Pietragalla, e a Giuseppe Romaniello (Birinitt), i quali si
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21 gen 2014

Succede che un fuoco antico accenda un intero paese e i suoi ospiti

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Che succede se in un piccolo borgo di neanche mille abitanti decidono di riprendere una antica tradizione e di invitare gente a ... casa?
Succede che il giorno di Sant'Antonio si accende un grande falò in piazza; 
succede che tutti gli abitanti si adoperano per abbellire al meglio le st(anze)rade; 
succede che tirano fuori dalle dispense il mangiare  si prende del buon vino. 
Succede che si mette della bella musica e si balla tutti assieme.
Succede che il fuoco riscalda la notte, i cuori e il paese.
Succede che hai la ... casa invasa dagli ospiti. 
Succede che un fuoco antico ti accende.
Succede che c'è un'Italia che resiste.
Succede questo!
E' successo a Trivigno (Basilicata) nella notte del falò e dei desideri.




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Il paesaggio è dentro di noi

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Il paesaggio è dentro di noi prima di essere intorno a noi.
Il paesaggio è la prima immagine del mondo, dopo i volti dei familiari. Esiste una forte interdipendenza tra mindscape e landscape , tra paesaggio mentale e paesaggio naturale, che diventa un  ponte tra uomo e mondo.
Il paesaggio non è natura. O solamente. E' cultura proiettata su montagne, mari, foreste, vulcani e deserti. (cfr. Remo Bodei, 2008)


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19 gen 2014

Omar Pedrini:- "Che ci vado a fare a Londra?"- Intanto vado in Basilicata...

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Omar Pedrini, voce e chitarra dei Timoria, grande band di italiana...alternative rock, si presenta con un nuovo album la cui uscita è prevista per fine gennaio a 8 anni dall’ultimo disco di inediti del cantautore bresciano “Pane, burro e medicine
Intanto è già in rete il video che accompagna il singolo"che ci vado a fare a Londra" -

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Cartina ecologica e cartina razziale. E in Italia?

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CARTINA
"Negli Stati Uniti, la cartina ecologica è anche la cartina razziale.
le fabbriche più inquinanti e le discariche più pericolose sono situate nelle sacche di povertà dove vivono i neri, gli indios e la popolazione di origine latinoamericana.
La comunità nera di Kennedy Heights , a Houston, nel Texas, vive in terre rovinate dai residui petroliferi dell Gulf Oil.
Sono quasi tutti neri residenti a Covent, l'abitato del paese dove operano quattro delle fabbriche più sporche del paese. 
Erano neri, in gran parte, quelli che dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso quando, nel 1993, la General Chemical scaricò pioggia acida sulla città di Richmond North, nella baia di California.
Un rapporto delle United Church of Crist, pubblicato nel 1987, informò chela maggioranza della popolazioneche vive vicino alle discariche sotterranee di rifiuti tossici è nera e ispanica. 
Le scorie nucleari vengono offerte alle riserve indigene in cambio di denaro e di promesse di impiego." 
 (Il mondo alla rovescia , Galeano)

Leggo questa nota e penso ai fatti di questa bella e spesso stupida Italia .

E mi vengono in mente Scanzano e le scorie, L'Italsider di Taranto, il petrolio e la Basilicata, Priolo e la Sicilia, la terra dei Fuochi e la Campania, la Calabria e la costruzione della più grande discarica d'Europa e ai suoi traffici di rifiuti, le navi affondate nei mari del Sud Italia carichi di misteri mortali.

E penso a quello che non si sa e che non conosco.

E penso che è meglio che mi veda qualche partita di calcio in TV...
Forse!!!




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16 gen 2014

Gli Elogi del Porco

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Visto che siamo prossimi a alle festività dedicate  Sant'Antonio Abate  santo e protettore degli animali nella cui ritualità e iconografia popolare è spesso collegato ad un maiale, riporto qui gli Elogi del Porco del 1761.
Si racconta che l'abate e umanista Giuseppe Ferrari (1720 – 1773), noto con lo pseudonimo di Tigrinto Bistonio e membro dell'Accademia Ducale de Dissonanti di Modena (fondata nel 1680) oggi Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti , di fronte alla bontà di alcuni cotechini rimase estasiato a tal punto da dedicare un tributo all'animale tutto buono, gli Elogi del Porco .
E la Lucania certamente non poteva restare esclusa.



Tu ancor, Lucania, in mio pensier ti desti?
Della Grecia maggior tu parte un giorno,
E tante brighe co' Romani avesti.

Bella Provincia, il cui Terreno adorno
Appenin parte, e di Vigneti onusto
Sparge ricchezza, e amenitade intorno.

Te ognor beata, che l'Impasto augusto,
Della prima Salsiccia immaginasti,
In piccoli Cilindri immenso gusto.

Ah! che a ragion tuo nome le donarti
(Se pur Varon non ci affibbiò bugia)
Da Lucania Lucanica chiamasti. 

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12 gen 2014

Mangiare è un atto agricolo e ...rivoluzionario

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“mangiare è un atto agricolo” 
Noi possiamo non essere solo semplici consumatori passivi, ma compartecipi della creazione dei sistemi che ci nutrono.
 Il mangiatore industriale infatti non sa che mangiare è un atto agricolo, non conosce più né immagina i collegamenti che esistono fra l'atto di mangiare e la terra ed è perciò necessariamente passivo e acritico, in parole povere, una vittima. 
 Quando il cibo, nelle menti di coloro che lo mangiano, non è più legato all'agricoltura e alla terra, si soffre di un'amnesia culturale pericolosa e fuorviante.
E si sviluppa... un tipo di solitudine senza precedenti nell'esperienza umana, in cui chi mangia può pensare al mangiare come una mera transazione commerciale fra lui e un fornitore e poi come uno scambio esclusivamente di appetito fra se stesso e il proprio cibo. (Wendell Berry)
E io aggiungo che mangiare in modo consapevole non è solo un atto agricolo ma anche fortemente rivoluzionario.



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Ci sono luoghi dove l'anziano e il bambino sono ancora una risorsa

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Ci sono posti in cui non tutto è perduto?
Ci sono luoghi in cui ogni età ha il suo valore sociale?
C'è ancora uno spazio in cui i bambini e i giovani non sono visti come consumatori da educare e gli anziani non sono avvertiti come un peso?
Ci sono comunità nelle quali ancora sopravvive il pensiero che un bambino sia una speranza e un anziano una risorsa?
Io penso di si!
E in uno di questi ci vivo!

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