03 apr 2017

Dal Quotidiano di Basilicata: Modello Rotondella: così un piccolo centro rinasce grazie ai “forestieri”

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Ecco un articolo che riprende il tema dell'integrazione e anche azione contro lo spopolamento del territorio.

ROTONDELLA (MT) – Nelle ore dello sgombero della «giungla di Calais» e dell’innalzamento del muro di Gorino per non far entrare i rifugiati nel paesello del Ferrarese, la Basilicata incassava il plauso del governo per le sue iniziative pro-migranti, con il governatore ricevuto in pompa magna a Roma dal sottosegretario Gozi: eppure al di là della disponibilità della Regione ad accogliere nei propri confini il doppio dei profughi stabiliti dalle “quote” (2mila anziché mille), e ben prima del progetto del magnate egiziano Sawiris («così creerò occupazione anche per i lucani» il suo motto) esiste una Basilicata profonda che fa leva sugli innesti esterni anche per ravvivare un tessuto demografico in preoccupante contrazione.
È il caso di Rotondella: in una popolazione di 2702 abitanti, duecento residenti – per la precisione 199 – non sono lucani. Si va dai 21 curdi – che s’impiantarono qui quindici anni fa, in concomitanza con quelli accolti sulla sponda jonica calabrese quando l’attuale sindaco di Riace, Mimmo Lucano, era un attivista – ai 109 albanesi, cui si aggiungono 62 rumeni, 4 indiani, 2 polacchi e un ucraino.
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