29 dic 2007

Video del WWF sulla natura in Basilicata

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WWF Basilicata e la natura. Video Share

CAMPOMAGGIORE; un paese abbandonato (Potenza - Basilicata - Italy)

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CAMPOMAGGIORE: le rovine di un paese disabitato. Share

Autunno in Basilicata-video

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Autunno in Basilicata; colori e immagini di una stagione piena di fascino. Share

28 dic 2007

Io Aderisco

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Al Presidente del Consiglio, Romano Prodi; al Ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani; Al Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio; al Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Filippo Bubbico; al Sottosegretario al Ministero delle Finanze, Mario Lettieri; al Sottosegretario alle Riforme Istituzionali ed ai Rapporti con il Parlamento, Gianpaolo D’Andrea; a tutti i Parlamentari lucani; al Prefetto di Matera, Francesca Adelaide Garufi; Al Prefetto di Potenza, Luciano Mauriello; al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo; all’Assessore all’Ambiente della Regione
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20 dic 2007

Feste religiose in Basilicata

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Le pratiche tradizionali legate a riti specifici, a cerimonie, oppure a manifestazioni oliedriche nell’ambito
del privato e del pubblico, chiamate col termine “festa” sia dalla cultura dotta che popolare, laica o religiosa, sembrano assumere, nella composita realtà attuale, il carattere di“mitologie”. Mitologie,
in senso barthesiano, in quanto le feste galvanizzano filnalità e mentalità divergenti, rinnovando una
specie di fascino ossessivo che spinge, anche in Basilicata, a riscoprire, creare, costruire, celebrare pratiche festive con una effervescenza spesso singolare...

il resto dell'articolo è consultabile cliccando sul link:
http://www.consiglio.basilicata.it/basilicata_regione_notizie/brn92_0299/42%20Larotonda.pdf
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La casa tra cielo e mandarini

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La casa tra cielo e mandarini si immerge nel verde e sfoggia il bianco dei deboli fiori che al primo soffio di vento travestono il terreno di neve di petali. Intorno, danzatori alati e leggeri lambiscono il fogliame. Dalla casa tra cielo e mandarini si afferra il rumoreggiare del fiume che sotto un ponte di cemento scorre lento e scarno confuso tra le piante curve verso il mare e sopravvissute all’inverno. Le nevi delle montagne iraconde e fangose lasciano il segno sugli agri della valle e sui visi degli uomini. L’antico letto casa natia del bizzoso fiume non perde la cortesia e alloggia giovani alberi boriosi che solleticheranno il cielo. Nella casa tra cielo e mandarini s’avverte l’odore della terra ubriaca di pioggia, della polvere arsa dal solleone che si inchioda sulla pelle. Ciottoli solcati da trattori segnano un sentiero che termina d’improvviso il suo percorso. Ammansito sulla strada ferrata, il treno diviene padrone dispotico del cammino. Le erbe insistenti si confondono con i bordi ferrosi e mutate nel colore non abbandono luogo. Nella casa tra cielo e mandarini comprendi i segnali delle stagioni. Il primo sole traditore non illude i primi piovaschi violenti non intimoriscono. La primavera è accertata dalle operose rondini che ricostruiscono il nido. L’inverno si annuncia con gli arancioni frutti che pendono irriverenti. Tra cielo e mandarini Sotto le stelle o fronte al fuoco una casa racconta le storie dei docili fiori che si trasformano in scanzonati frutti del gorgogliare del fiume e dello stridere del treno del gioco senza fine tra sole e luna mentre un cane fidato osserva distratto.
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Antropologia del turismo: un percorso sul Web

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Il turismo estivo coinvolge ogni anno milioni di persone, che oramai si affidano anche ai siti Internet per cercare, trovare, prenotare voli, alberghi e quanto altro.Forse proprio il periodo estivo, epoca delle grandi partenze, può essere il momento giusto per proporre un percorso internet diverso sul turismo, che proponga siti “riflessivi” su questo complesso fenomeno di massa e suggerisca mete e pratiche turistiche alternative.Il turismo da un punto di vista socio-antropologico è innanzitutto un’azione sociale tipica delle società occidentali industrializzate, ma secondo alcuni etnografi è una sorta di “rito di passaggio”, un importante momento di
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06 dic 2007

Basilicata e Santo Graal: intervista alla giornalista...

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In Basilicata alla ricerca del Santo Graal

Intervista alla giornalista di Repubblica che ha scritto del sacro graal in Basilicata. L'intervista riporta l'argomento sui giusti binari. Fin'ora, contaminati e contagiati dal... DanBrowinismo, si pensava di trovare il Basilicata la chiave di chissà quali misteri e tutti ma proprio TUTTI, tranne qualcuno serio, si sono improvvisati esperti e ricercatori di misteri stile Indiana Jones ( Ahiaahia, i mass-media cattivi maestri!!!).
La giornalista inizia... il sacro Graal è una leggenda che gira in Basilicata...perchè la Basilicata è una terra dove le leggende, le superstizioni e i miti diventano subito molto forti e il passaparola è così veloce che anche il Santo Graal può arrivare in Basilicata...


Il seguito dell'intervista è un omaggio alla Basilicata e un invito a visitarla.

Ma a volte mi sfiora un dubbio. A volte questo dubbio non mi sfiora ma mi colpisce in maniera violenta: ma la Basilicata esiste o è una leggenda come il Santo Graal? E se esiste la Basilicata allora esiste anche il Santo Graal? E cosa è la Basilicata di preciso? 

Vedi l'intervista  




www.tracieloemandarini.blogspot.com
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01 dic 2007

La valle dei templari- articolo di Repubblica

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La valle dei templari
Il santo gral si trova qui!
La Lucania è stata luogo di sosta e preghiera negli anni delle Crociate. E le numerose testimonianze storiche di questo passato hanno scatenato una caccia al Santo GraalIl Santo Graal si trova in Basilicata! Sono bastati pochi giorni perché questa frase passasse di bocca in bocca, di casa in casa, di paesino in paesino per trasferire nella "magica terra lucana", così definita dall'antropologo Ernesto de Martino, il mito del Graal. Un passaparola spontaneo e appassionato ha così acceso sulla Basilicata i riflettori del dibattito mondiale sul segreto della misteriosa reliquia che, secondo la maggior parte delle fonti storiche, consiste nel calice di Gesù nell'ultima cena e usato per raccogliere il suo sangue dopo la Crocifissione custodito dai Cavalieri Templari e mai ritrovato, argomento riportato all'attualità dal successo editoriale del discusso libro di Dan Brown "Il Codice Da Vinci". Storici, studiosi, turisti e curiosi non hanno resistito alla tentazione e sono approdati in Basilicata dando vita a una vera e propria caccia al tesoro nascosto. La migrazione sulle tracce del Graal si concentra in particolare nei piccoli centri del potentino sparpagliati ai piedi delle Dolmiti Lucane, zona ricchissima di grandi basiliche, caratteristica che intorno al 1150 costituì l'origine del mutamento del nome della regione da Lucania in Basilicata. Il contagioso coinvolgimento della popolazione nella ricerca della preziosa reliquia nelle chiese del territorio è supportata da elementi storici che hanno alimentato la creazione del mito. Primo fra tutti è l'origine lucana di Ugo Dei Pagani, Fondatore dell'Ordine dei Cavalieri Templari nel 1118 che, secondo documenti certificati nel 1600 nel Codice Amarelli, sarebbe nato da Sigilberto ed Emma proprio in Basilicata, per la precisione a Forenza. Le sue spoglie, invece, sono custodite nella chiesa sconsacrata di San Jacopo a Ferrara, nota per la presenza di una misteriosa cripta murata. Dati che, come sottolinea lo studioso Principe Guglielmo Giovanelli Marconi, "portano alla rivalutazione dell'origine italiana dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio finora trascurata". L'interesse di studiosi e curiosi si è scatenato intorno alla scoperta di simboli templari presenti nelle chiese dell'area dell'Alto Bradano e in particolare ad Acerenza, Venosa, Castelmezzano, Serra di Vaglio e Lagopesole, villaggi entrati improvvisamente nella mappa delle località legate al mistero del Graal, di fianco a mete più note come Rosslyn Chapel in Scozia e la chieda di Santa Maddalena a Rennes le Château in Francia. Perché furono costruite basiliche così grandi in Lucania rispetto alla popolazione? La convinzione diffusasi a macchia d'olio è che la Basilicata è stata sede strategica e luogo di ristoro morale e spirituale per le truppe partecipanti alla Prima Crociata nel 1095, promossa Papa Urbano II di Cluny che per sei anni soggiornò nella cittadina lucana Banzi, e alla sesta nel 1227 quando l'Arcivescovo della Cattedrale di Acerenza, Padre Andrea collaborò con Federico II per l'organizzazione della spedizione. La prima tappa dell'inedito itinerario è la Cattedrale di Acerenza, la chiesa più grande del territorio capace di ospitare 1200 fedeli per le funzioni, diventata meta irrinunciabile perché sembra nascondere un segreto nella sua cripta restaurata nel 1524 dal Conte Ferrillo Balsa, membro dell'Ordine. "I turisti sono attratti da una finestrella barricata nella cripta da circa 500 anni", racconta Rosalba Bochicchio, guida locale. Ma gli elementi di interesse di questa maestosa chiesa che fu sede arcivescovile dal 1059, anno in cui il Concilio di Melfi sancì l'alleanza tra Vaticano e Normanni del Meridione, sono tanti a partire dall'assenza di croce e dalla presenza, al suo posto, del busto di Giuliano l'Apostata, persecutore dei cristiani (attualmente custodito nella Cattedrale). "L'occhio del turista è incuriosito dalla facciata dove ci sono le sculture di due scimmie in fase di accoppiamento con due donne, simbolo del peccato lasciato fuori dalla chiesa", spiega Rosalba Bochicchio. La sguardo poi si poggia su croci templari sulla facciata e, all'interno, sul sarcofago nella cripta, su un quadro del '500 di Antonio Stabile e sui vari simboli pagani intorno alla misteriosa finestrella, dall'immagine della dea Mefitis a un Gesù in posizione di morte che viene fuori da un calice, al teschio diventato poi simbolo dei pirati, all'agnus dei. La Cattedrale, dedicata al Santo Martire Canio o Canione, nome gaelico che significa "Magnifico Sorvegliante", è stata costruita nel 1080 da Arnaldo, abate di Cluny che era arrivato in Basilicata con i Normanni assieme a Berengario, altro monaco di Cluny, diventato poi Priore della Abbazia di Venosa, detta l'Incompiuta, altra località di questo percorso sulle tracce del Graal (entrambe finanziate da Roberto il Guiscardo). La domanda di tutti è: "Cosa doveva sorvegliare San Canio?" e, con qualche dubbio e tanta curiosità, vanno verso Venosa per scoprire i segreti dell'Incompiuta della Trinità, una delle piu' potenti Abbazie del Sud, nata nel V secolo su un tempio romano e ampliata più volte anche grazie a una donazione del padre di Ugo dei Pagani (1078) e luogo prediletto da Roberto di Guiscardo che vi portò la croce di Costantino nel 1081 mai ritrovata. La terza tappa è Castelmezzano, paesino arroccato tra frastagliate Dolomiti Lucane. Boemondo d'Altavilla, principe d'Antiocchia e primo normanno arrivato in zona scelse per questa località uno stemma che raffigura due cavalieri castelmezzanesi partiti volontari per la Crociata indetta da Papa Giulio II verso la fine del Mille, sotto la guida di Boemonte, Principe di Taranto. Il paesaggio è suggestivo ed è facile scorgere tra la roccia ancora i segni evidenti dei tagli che servirono per esportare la chiesa, nota come Grande Madre, e i resti del fortilizio normanno-svevo con una gradinata stretta e ripida che va verso il cielo. Ma gli elementi maggiormente misteriosi sono custoditi nella Chiesa Madre di S. Maria dove, 13 anni fa, durante i lavori di ristrutturazione, sono stati scoperti una porta segreta e un architrave triangolare che crea una croce templare a otto punte iscritta nella roccia: all'interno di un cerchio circoscrive un altro cerchio e, sull'icona della Madonna con il bambino detta dell'Olmo, una data A.I.D. 1117 e una frase che fa da cornice al dipinto "Hic habtta boam elegie a stlia mtna - salmo 131" (qui abiterò perché l'ho scelto, o stella mattutina). E' una esplicita venerazione della Stella Mattutina tanto cara ai Templari, tramandata di maestro in maestro e che si pronuncia quando si entra in una nuova casa. Il percorso porta a Lagopesole, frazione di Avigliano, dove sorge il Castello Rosso costruito secondo il modello del Krak dei Cavalieri che padroneggia sulla valle dove, fino all'800, vi era un lago poi prosciugatosi. Il monumento ricorda il castello rosso dei romanzi del Graal situato di fronte una rupe bianca, colore che richiama subito alla mente la "terra bianca" lucana. Il Castello è stato la residenza estiva di Federico II, unica sua abitazione ad avere all'interno una cappella. L'ultima tappa è Serra di Vaglio, nota anche come Serra San Bernardo, il santo che ha dato la "regola" ai Templari. La zona custodisce, nel santuario mariano, i resti delle dea Mefitis, intermediaria tra la vita e la morte, dea delle acque con accesso alle proprietà magiche della fonte dell'eterna giovinezza.Di recente scoperta le origini del fondatore dell'ordine dei templari Ugo De Payen (Ugo Dei Pagani) la cui povenienza non era la Francia, bensì la zona di Acerenza e Forenza.

di Francesca Bellino
La Repubblica(08 giugno 2006)
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30 nov 2007

...Templari a Vaglio???

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Girovagando tra i blog della Basilicata o sulla Basilicata mi imbatto, o meglio reimbatto, nel filone templari. Il blog di Acerenza sostiene la tesi di una presenza templare in Basilicata non di scarso valore ma addirittura che in questa terra sia custodita la chiave per svelare segreti e misteri che da sempre hanno avvolto e accompagnato questa sacra militia.

Il mio pensiero a riguardo rimane immutato, da buon san Tommaso. Scettico ma pronto ricredermi...solo però quando ci saranno documenti ufficiali e storicamente provati. Aspettiamoli con ansia. Le intuizioni di qualcuno possono diventare manie o grandi scoperte.





Templari a Vaglio

La presente per informarvi di importanti scoperte storiche ultimamente venute alla luce nel Comune di Vaglio di Basilicata. Trattasi di importanti ritrovamenti relativi a dipinti, statue e affreschi che riconducono all’Ordine dei Templari,tema assai discusso in qesti ultimi tempi.Mi permetto di allegare alla presente un breve relazione preparata dal sottoscritto ed inviata poche ore fa al Corriere delle sera,Repubblica e speciale Domenica di Repubblica.Vi informo altresi’ che il giorno 1 Dicembre c.a. alle ore 17,00 a Vaglio di Basilicata si terra’ una importantissima conferenza che vedra’ presenti relatori di grosso spessore culturale e storico.La manifestazione oltree al partocinio della presidenza della Regione Basilicata ,Provincia e Ass.ti vari, godra’ dell’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.Attendo vostro cortese riscontro, cordiali saluti
Dott.Nicola Barbatelli.


Mi chiamo Nicola Barbatelli e sono un Accademico Costantiniano, da alcuni anni mi interesso di studi Medievali e Storia Bizantina.Circa tre anni fa’ , decisi di entrare a far parte dell’ Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme, l’unica organizzazione Templare oggi legittima per continuita’ storica e per riconoscimento ufficiale da parte dell ORMOTE (Organisation Mondiale des Templiérs) .La passione per gli studi della tradizione Templare e per la Cavalleria medievale mi hanno condotto in quelle che sono le meravigliose terre Lucane dove storia e mistero si fondono in una realta’ a mio avviso volutamente “sfuggita” agli storici.Attraverso gli atti, simboli e inconfutabili prove storiche presenti, abbiamo ragione di credere che questi luoghi siano stati la culla della Gloriosa Milizia dell’ Ordine dei Templari.
Alcuni anni fa’ a seguito di uno zelante lavoro di ricerca, brillantemente condotto dai Fratelli Glinni, vennero portati alla luce elementi impressionanti relativi all’Arcibasilica Normanna di Acerenza, Banzi, e Forenza. Oggi tali studi unitamente ad imporanti atti in nostro possesso ci consentono di dimostrare senzai dubbio che il fondatore dell’Ordine Templare sia stato un Lucano nativo di Forenza. Purtroppo acclarati ed eminenti “storici” ritengono questa “ipotesi” del tutto infondata e quindi priva di alcun elemento probatorio.Anche se assolutamente mancati di alcun fondamento scientifico e storico, le nostre “ipotesi” ci hanno condotto nel meraviglioso territorio del Comune di Vaglio di Basilicata. Credo sia inutile ricordare al lettore quanto interessante dal punto di vista storico sia questo bellissimo luogo,meta di archeologi e storici di grande fama.
Lo stesso nome “Vaglio” deriva dal basso latino vallum o vallium (luogo cinto o vallo ossia fortificato da palafitte), successivamente chiamato Baglio da Giustiniani.In epoca cinquecentesca si chiamerà LOVAGLIO, mentre nel tardo XVII sec. prendera’ il nome di BALI.Sara’ solo nel 1794 che prenderà il nome di VAGLIO.Sosteniamo in base agli studi affrontati dal sottoscritto e dal parroco della Chiesa Madre,Don Teodosio Avigliano che il nome Vaglio possa derivare non da Vallum ma da Balium (cioe’ sede del Balivo) o addirittura da BAIOLUS (reggente protettore ambasciatore residente).Comunque sicuramente d’origine Celtica.Il centro abitato conserva la sua impostazione medievale caratterizzata dalla presenza di alcune torri necessarie alla difesa della stessa citta’ .Tra tutte emerge in maniera austera e superba la torre della meravigliosa Chiesa Madre costruita su pianta ottagonale.E’ proprio la struttura della torre che mi incuriosi’ particolarmente ,infatti la stessa è caratterizzata dalla presenza di quattro finestre che, in una determinata ora del giorno (ore 13 circa), lasciano filtrare un leggero raggio di luce capace di inscrivere una spettacolare croce templare.Cosa assai curiosa è il fatto che stranamente a Vaglio si adorano Santi venerati dai templari, in particolare è presente una scultura lignea rappresentante il fondatore della regola dell’Ordine del Tempio , San Bernardo da Chiaravalle.Questo fu solo l’inizio di una serie di altrettanto straordinarie scoperte che mi lasciano pensare con una certa serieta’ che Vaglio sia stato centro di importanti attivita’ logistiche e politiche della potente Milizia del Tempio.Questo ed altro ancora sara’ trattato durante una conferenza prevista per il giorno 01 Dicembre a Vaglio, dove storia, reperti, e curiosita’ saranno poste al vaglio di importanti storici e ricercatori che sicuramente sapranno interpretare e magari spiegare quei fenomeni chiamati “SIMBOLI”.
Nicola Barbatelli
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27 nov 2007

Si trova in Basilicata la migliore località del pianeta...

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Castelmezzano, un paesino tanto sconosciuto quanto bello

Si trova in Basilicata, secondo il sito di viaggi americano Budget Travel, la migliore località del pianeta tra quelle di cui non si è mai sentito parlare. Seguono Caraiva in Brasile, Estacada negli Usa, Irgalem in Etiopia, Puerto Angel in Messico, la regione dello Jura in Francia, Jomsom in Nepal e Sangkhlaburi in Thailandia
Roma, 25 nov. (Ign) - E' Castelmezzano, un paese
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Antichi approdi portuali in Lucania

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La presenza attiva di più approdi lungo la costa ionica della Basilicata già nel corso delle fasi finali dell’età del Bronzo appare pertanto concretamente proponibile. Nonostante l’attuale silenzio della documentazione archeologica su strutture portuali così antiche, è tuttavia possibile avanzare alcune, caute ipotesi sulla loro probabile ubicazione... http://www.consiglio.basilicata.it/pubblicazioni/ARCHEOLOGIA%20DELLE%20ACQUE/Giardino.pdf Share

Culto della Mater Dea nell’Italia Meridionale

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Il Culto delle Acque: il Pozzo Sacro e la Dea Acquatica

Atavici ricordi del culto della Mater Dea nell’Italia Meridionale


Il folklore italiano presenta spesso, nelle sue molteplici tradizioni e leggende, antichi retaggi culturali e rituali pagani assorbiti dalle usanze popolari, che però si ripresentano con forza nel tessuto sociale che ci circonda e che fanno capo alla dea dal volto bruno, la Mater donatrice di vita e di morte. Molteplici sono gli aspetti legati alla figura ctonia della dea della fecondità e tra questi di particolare rilievo appaiono quelli legati agli antri e al culto delle acque. Già dal VII sec. a.C. in moltissime grotte europee sono presenti i segni del culto delle pozze carsiche e delle sacre stalattiti o stalagmiti spesso ornate dai simboli della dea.

Se l’antro rappresenta il metaforico ventre della divinità, la stalattite diventa l’elemento priapico, l’immagine “acheropita” del dio generato dalla stessa mater. L’acqua accumulandosi in piccole cavità lascia il suo contenuto di carbonato di calcio e genera quelle concrezioni calcaree che sembrerebbero materializzarsi nel ventre della sua sposa. Elemento importantissimo del culto diventa così l’acqua e le sorgenti, il mistico liquido che microcosmicamente ricorda la misteriosa umidità del “sesso” femminile e i liquidi naturali secreti dalla donna, che avvolgono l’infante nel momento della sua nascita. Sarà questa acqua carbonatica che, a causa del suo colore lattescente, assume nell’immaginario popolare le sembianze del latte della Mater e dà vita alla tradizione tutta italiana delle “pocce lattaie” o “latte di grotta”. Ancora oggi, secondo le tradizioni contadine, l’acqua delle sorgenti o quella raccolta in piccole pozze carsiche ha notevoli poteri curativi il cui ricordo rimane ben saldo nelle culture contadine successive ove alla sacra “coppella” è sostituito il pozzo, simbolo religioso ma anche materiale dato che l’acqua in esso accumulata può garantire la sopravvivenza di una famiglia o del raccolto. Il culto del pozzo come luogo sacro è già testimoniato da ritrovamenti di ceramiche votive dell’Eneolitico e proseguirà successivamente, infatti sarà da questi atavici ricordi che nasce nel Medioevo la valenza magica di questi luoghi tramandata ancora oggi nelle leggende popolari che narrano di “pozzi dei desideri” ove basterebbe lanciare una moneta per realizzare quello a cui si aspira fortemente. Successivamente con l’avvento della religione cristiana questi antichi luoghi di culto vengono demonizzati, e quindi il pozzo diventa la via per accedere agli inferi o spesso legati a santi, alla Vergine,a Santa Verena o a Santa Brigida. Un interessante esempio potrebbe essere la il St. Brigid's Well a Liscannor, la leggenda narra che la Santa giunse in questo luogo e raccogliendo a se tutti i pagani li battezzò con l’acqua della fonte ivi presente e ancora oggi il 1 Febbraio, data non casuale ma coincidente proprio con l’antica festa del fuoco di Imbolc. Si narra che l'acqua del pozzo abbia notevoli poteri taumaturgici e così si usa bagnare un pezzo di stoffa nella fonte e passarlo poi sul volto per guarire malattie agli occhi e successivamente appeso su di un albero, rituale che ricorda i culti arborei da sempre legati alla dea. Altro luogo dedicato alla Madonna e alle miracolose acque è Chatres in Francia, sito sacro alle popolazioni celtiche e galliche che veneravano la dea madre all’interno di una grotta nelle vicinanze e utilizzavano le sacre acque ivi presenti per i loro rituali di fertilità.Tradizioni legate al culto delle acque e della dea le troviamo diffuse in particolare nel sud Italia ove la tradizione della dea si è conservata per millenni nelle figure delle “masciare” le streghe-guaritrici che ancora fino ai primi del ‘900 operavano nelle campagne. In Basilicata ancora oggi possiamo ritrovare nella toponomastica dei luoghi le tracce di un antico culto mai del tutto dimenticato, pensiamo a Melfi o al termine “Mofeta”, che riecheggiano il nome dell’antica divinità autoctona Meftis, dea della fertilità e prosperità e alla quale si raccomandavano le giovani spose partorienti, per arrivare al fiume Bradano, il cui nome nasconde nel “dan” il ricordo degli antichi popoli legati alla dea Dana, divinità che abbiamo incontrato anche nelle culture nordiche e che lega indissolubilmente popoli anche lontani tra loro come i Danai, i Dauni, gli Shardana, i Tuatha de Danann, i popoli autoctoni di quella zona dell’Europa dell’Est oggi vicina al Danubio e molti altri ancora. Molto interessante è poi Matera, la “Mater Dea” che nasconde nel suo grembo di cunicoli, antri e anfratti i ricordi della dea e dove ancora oggi o ancora si venera il culto della Vergine Bruna, la venere “nigra sum sed formosa” che, sotto le sembianze della Madonna, nasconde atavici ricordi di un culto mai scomparso. Un interessante centro è “Labrum” o meglio nota oggi come Lavello, “l’Abbeveratoio”, ove è stata portata alla luce una enorme acropoli nei pressi del cimitero cittadino e un tempio dedicato proprio a Mefite. Moltissimi poi sono i ritrovamenti legati a questa antica divinità, in località Murgia Timone ad esempio, nei pressi di Matera sono presenti monumenti enigmatici non molto facili da spiegare se non nell’ottica del culto delle acque. Questi sono costituiti spesso da un doppio cerchio di pietre con al centro un foro che conduce nell’ipogeo, il ventre della dea segnato dal circolo femmineo esterno che indica la sacralità del luogo. Spesso questa entrata era ricoperta da cumuli di pietre e alcuni sono ancora visibili con una funzione che spesso è considerata oscura e che troppo facilmente si è definita sepolcrale. In realtà questi cumuli lapidei, spesso definiti “specchie”, avevano un ruolo importantissimo nel culto della dea delle acque, infatti per un semplice fenomeno di condensa la brina che si accumulava durante la notte tra le pietre condensava di giorno cadendo così nella camera sottostante, per il primitivo erano proprio questi massi a creare il liquido vitale, la dea che con il suo fresco umore garantisce la vita e la fertilità e dunque luoghi ove sicuramente si raccoglieva l’acqua per abluzione rituali e per garantire prosperità alle donne. Moltissime poi sono le cisterne e le coppelle sacre presenti nelle rocce e che servivano per la raccolta delle acque.Nei pressi Vaglio e Macchia Rossano, scavi archeologici hanno portato alla luce templi costituiti da grossi massi sui quali erano intagliati dei canali che portavano in loco l’acqua delle sacre fonti presenti nella zona. Anche in questo caso le numerose iscrizioni ritrovate hanno permesso di attribuire il luogo al culto della dea Mefite, e successivamente a quello di Venere e della ninfa Oina, il cui ricordo ancora oggi si cela tra i ricordi di una festa patronale dedicata alla Madonna e ad una sorgente che si trova nelle vicinanze. Sicuramente questo luogo era dedito, oltre che al culto acquatico, alla pratica della prostituzione sacra tipica dei rituali della dea come testimoniato da alcune dediche a Venus Ercynia il cui rituale era legato alle sacre meretrici. La stessa idea la ritroveremo poi in due dei centri più antichi dell’area di culto in Lucania, datati VI sec. a.C., Garaguso e Armento ove la presenza di antiche canalizzazioni riportano prepotentemente ai rituali acquatici e delle fonti. Per quanto riguarda il primo, presso alcune sorgenti del paese sono stati trovati diversi depositi votivi, uno in contrada Fontanelle, il cui nome appunto ci rammenta il legame con i culti acquatici, e un secondo, scoperto nel 1922, in località Filera. Molto interessanti sono stati i rinvenimenti, statuette di divinità femminili in piedi o sedute, portatrici di frutta e fiori, la statuetta della dea accompagnata da un porcellino o meglio un cinghiale, animale totemico dei culti arborei e una focaccia su di un piccolo vassoio, offerte votive per chiedere fertilità alla dea. Altro interessante sito piuttosto simile a quello di studio è quello che si trova nel bosco di cupolicchio ad Albano di Lucania, qui sarebbero presenti massi erratici e rudimentali vasche ricche di pittogrammi e graffiti. La tradizione dei santuari dell’acqua è presente anche in Calabria, testimoniata da antiche tradizioni ancora oggi celate nel folklore locale, e così che per conoscere e entrare nel mistico “circolo femmineo” dovremo seguire le orme della dea che ancora oggi riecheggia nella regione tra cupe rocce megalitiche e volti di brune vergini. Una interessante scoperta che collega prepotentemente queste aree al culto delle acque e della mater è quella recentemente effettuata nelle campagne di Nardodipace in località Sambuco e successivamente nelle aree limitrofe dei territori comunali si Serra S.Bruno e Stilo. Qui sono state individuate strutture megalitiche datate V-III millennio a.C. sicuramente collegate al culto delle acque. In quelli che sono stati definiti dagli studiosi i siti “A” e “B” sono presenti strane strutture megalitiche e diverse coppelle rituali, anche di enormi dimensioni tanto da poterle assimilare a vasche che ci riportano ai culti precedentemente descritti. Non si conosce ancora la reale funzione di questi templi megalitici ma sicuramente essi sono legati al culto della fertilità e alla “mater aqua” che fa se stessa immanente nella grotta, alla guardia di quel mistico liquido che assicura la vita. Dopo aver esaminato il sito dal punto di vista geologico-petrografico però potremmo azzardare una interessante ipotesi, infatti il posizionamento di determinati siti megalitici non sarebbe casuale ma seguirebbe alcune particolari correnti di energia definite “telluriche”. Si potrebbe così pensare ad un criterio geologico-energetico nella scelta dei siti sacri, infatti la composizione litologica, idrologica e tettonica di un territorio influirebbe fortemente sulla vita umana, dato che le rocce, le discontinuità e i corsi d’acqua, in particolare quelli sotterranei, emettono delle radiazioni elettromagnetiche che, rientrando nello spettro compatibile alla vita umana, e cioè nel visibile e in parte dell’infrarosso, andrebbe ad interferire positivamente o negativamente, a seconda se assorbe o cede energia, con lo stesso. Nel nostro caso della composizione litologica notiamo come le rocce del sito siano composte prevalentemente da graniti, quarzo, diorite, monzonite, minerali che tendono a riflettere o emettere energie nel visibile interagendo così positivamente con la vita umana.Anche l’associazione di questi luoghi poi con il culto della Grande Mater non è estraneo alla cultura e tradizioni locali come testimoniato dai templi dedicati a Persefone e Demetra presenti nella vicina Vibo Valentia dove son state ritrovate moltissime sono le statuette votive raffiguranti la dea e il toro, i suo animale totemico. Ma forse ancora più importanti sono le testimonianze lasciate nelle famose lamine d’oro ritrovate a Vibo che ci descrivono il culto di Demetra e delle sacre acque riecheggiando atavici ricordi mai del tutto scomparsi.

“…troverai a sinistra delle case di Ade una fonte ed accanto ad essa un bianco cipresso:a questa fonte non avvicinarti neppure.Ma ne troverai un’altra, fredda acqua che scorre dal lago Mnenosyne:vi stanno innanzi custodi.Dì “son figlia della terra e del cielo stellato, Urania è la mia stirpe e ciò sapete anche voi.Di sete son arsa e vengo meno:ma datemi presto la fredda acquache scorre dal lago Mnenosyne”.Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divinaE dopo d’allora con i sacri dei eroi sarai sovrana.A Mnenosyne è sacro questo (testo):per il mystes a quando sia sul punto di morire…


BIBLIOGRAFIA·

AA.VV. Popoli Anellinici in Basilicata Napoli 1971·

AA.VV. Il sacro e l’acqua. Culti indigeni in Basilicata, Roma 1998·

J.Frazer: “Il Ramo d’Oro” Bolati-Boringhieri·

A.Romanazzi: “La Dea Madre e il culto Betilico: Antiche conoscenze tra mito e folklore” Levante Editore Feb.2003



a cura di Andrea Romanazzi
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22 nov 2007

Basilicata autentica: Francis Ford Coppola

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Basilicata autentica: Francis Ford Coppola
VEDI VIDEO
My GrandFather Agostino Coppola was born in Bernalda...così inizia il racconto di Francis Ford Coppola sulla sua Bernalda e sulla sua Basilicata.
Sua poichè legata a evocazioni nati da racconti ascoltati da bambino chissà quante volte.
Quando vedi la Basilicata dal cielo vedi bellissimi campi, vigneti...bellissimi paesaggi. Vedi la terra come doveva essere! ...una regione di Italia che è ancora preservata, ancora autentica, ancora pura.

Questi sono alcuni estratti del video in cui vi è una sua intervista.
Il video integrale è ben montato con musiche, immagini e naturalmente la voce e la presenza di F.F. Coppola.
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13 nov 2007

I Campanacci di San Mauro Forte (MT)

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La Tradizione de “Il Campanaccio” a San Mauro Forte"Dalla sera del 15 gennaio, festa di San Mauro, fino all’alba del 17 successivo, festa di Sant’Antonio Abate, notti comprese, gruppi di persone di ogni età, provvisti di campane, di mortai di bronzo e di rudimentali tamburi, girano per le strade del paese, producendo rumori assordanti.I gruppi di campanari iniziano il loro lungo girovagare che ha sapore di festa e di penitenza, con tre giri intorno alla chiesetta di San Rocco, dov’è custodita e venerata l’effigie di Sant’Antonio Abate.I rumori che peraltro aprono i riti del Carnevale, si placano di tanto in tanto, quando i girovaghi campanari sostano per bere qualche bicchiere di vino, offerto nelle cantine di generosi oblatori o nei punti di ristoro appositamente predisposti lungo il percorso. Qui è possibile degustare salsiccia ed altri prodotti che si ricollegano all’uccisione del maiale, altro rito della civiltà rurale, legato alla tradizione del campanaccio."Queste poche righe rappresentano una succinta descrizione del “Campanaccio” ritualità consolidata nella tradizione di San Mauro Forte e oggetto di attenzione da parte di diversi antropologi e studiosi in genere, tra cui:• V. Di Noia, “Gli aspetti magico religiosi di una cultura sbalterna italiana, 1976”;• G.F. Di Sanza, “San Mauro Forte, le ore, 1956”;• P. Crachi, “Notizie storiche su San Mauro Forte, 1900”;• C. Levi, “Era Prometeo e S. Antonio, 1976”;• E. Spera, “Il carnevale in Puglia e Basilicata”;• GB. Bronzini.Il Campanaccio ha luogo in questo Comune nei giorni 15-16-17 gennaio, in coincidenza con l’inizio delle manifestazioni di carnevale.Allo stato non è possibile datare con certezza l’avvio di questo singolare rito.Di certo esso affonda le sue radici nei riti pagani propiziatori legati al culto della madre terra e della trasumanza, successivamente, è poi coincisa con le celebrazioni sacre in onore di S. Antonio Abate, senza mai confondersi.Legata al mondo contadino questa tradizione si è mantenuta viva finché nei nostri territori si esercitava l’economia rurale e cioè fino agli anni ‘50, non subendo interruzioni neanche durante il periodo della seconda guerra mondiale.Con la fine della vita rurale si è registrato un calo di interesse per questo rito, ma non si ricorda mai un anno in cui non vi siano state squadre di scampanatori per le vie del paese in tale ricorrenza...
http://www.sanmauroforte.com/eventi.html
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Cucina di carnevale

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Una pluralità di consuetudini culinarie erano e sono ancora proprie della festa carnevalesca. Attualmente, è quasi del tutto scomparso il senso dell’attesa e del rispetto delle tradizioni carnevalesche, ma in Basilicata si preparano ancora in questo periodo alimenti molto nutrienti: la pasta fatta in casa, la carne di maiale, i dolci fritti in abbondante olio o strutto. Durante il Carnevale era abitudine preparare pasti lauti ed abbondanti, in particolare la domenica o il martedì grasso, oppure in ambedue i giorni. E’ necessario precisare che per le notizie raccolte ci riferiamo agli anni che vanno dal 1950 al 1975 circa. Alcuni autori ci forniscono informazioni più recenti per Cirigliano, Roccanova, San Mauro Forte e Tricarico. Il quadro della documentazione desunto dalle fonti edite non è molto ricco di dati. Le maggiori testimonianze si hanno per le città di Matera e Potenza. http://www.consiglio.basilicata.it/basilicata_regione_notizie/brn3_4-1995-pdf/14%20Cibi%20tipici%20Carnevale.pdf Share

YouTube - Peppe Barra - Canto dei Sanfedisti

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YouTube - Peppe Barra - Canto dei Sanfedisti Allu suono d'a grancascia viva lu popolo bascio, allu suono d'e tammurrielli so' risurte li puverielle, allu suono d'e campane viva viva li pupulane, allu suono d'e viuline morte alli giacubbine!!!Viva 'O Rre!!!Viva le Due Sicilie!!! Share

05 nov 2007

Il Carnevale di Tricarico (MT)

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A Tricarico, piccola località in provincia di M... A Tricarico, piccola località in provincia di Matera, il Carnevale inizia il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio Abate. All'alba del 17 gennaio, la popolazione di Tricarico viene svegliata da un cupo suono di campanacci agitati da alcuni figuranti travestiti da vacche, giovenche e da tori governati da un vaccaro, che si radunano presso la chiesa dedicata al Santo per la benedizione. Di qui inizia un corteo" nel rito della transumanza attraverso le vie del paese. Quest'anno il Carnevale si conclude il 18 febbraio con il rito dell'uccisione sul rogo del fantoccio di Carnevale, con pianto e stazio della moglie Quaremma.

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Montescaglioso (MT) e i cucibocca

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I PERSONAGGI DEI CUCIBOCCA APPAIONO A MONTESCAGLIOSO IN OCCASIONE DELL'EPIFANIA.
SIMULANO LA CUCITURA DELLA BOCCA DEI BAMBINI CATTIVI CON GROSSI AGHI

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Carnevale di Teana

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Teana: un Carnevale Lucano
...Un gruppo di “brutti ceffi” appare improvvisamente. Tra questi possiamo riconoscere una Sposa e uno Sposo, quattro Carabinieri, un Prete e il suo Sacrestano, un Giudice e due Medici. Poi c’è una banda informe e malvestita di “cafoni” uomini e donne: calze di seta, scarponi vecchi, gonne stropicciate giacche ripezzate, coppole, pantaloni di velluto. Tra questi mi vengono presentati: “U Pezzente”, “Quaremmma”, “Carnevale”.

Il primo porta una sacca di Juta a tracollo, dove riporre il frutto della mendicazione. Carnevale è un povero contadino ormai perso nei fumi dell’alcol, dell’ozio e della buona tavola. Quaremma, moglie di Carnevale, ama profondamente suo marito, nonostante la sua scarsa propensione a provvedere agli impegni familiari ed a sfamare i 7 figli, forse per qualche non misteriosa dote nascosta. A causa della sua vita immorale e “scellerata” è agli arresti, trascinato con le corde da due Carabinieri. Ma c’è un’altra figura, feroce selvaggia e inquietante, completamente coperta di peli, incatenata e condotta anch’essa da due carabinieri, che avanza minacciosa, spaventando bambini e ragazzi: l’Orso! Così questo strano corteo attraversa i vicoli del Paese, accompagnato, da tarantelle e zampogne, danzando in ogni piazzetta, scherzando, seguito da ragazzi che scherniscono l’orso, e con la gente che saluta dalle finestre.

Portafortuna, con una gabbietta al collo con dentro un porcellino d’india (la mattina però era una colomba...magia?) bussa alle porte. La gente apre, infila un' offerta in un barattolo e ritira un bigliettino della fortuna. Così ecco che una signora di 93 anni, dopo aver aperto la porta e infilato l’offerta, non resiste al suono delle zampogne e dell’organetto e scende armata di cupe-cupe, a ballare sulla piazzetta.

La meta finale è la piazza dove si svolgerà il processo a Carnevale con un confronto serrato tra avvocato difensore e accusatore. Ma il giudice, come Pilato, lascia che sia il popolo a decidere, e nonostante i pianti strazianti di Quaremma e figlie, la condanna a morte per fucilazione è inevitabile. L’esecuzione immediata si concluderà con la fuga dell’Orso che porterà via il corpo straziato di Carnevale fuori dalle mura cittadine...Così termina questa parodia “sacrilega” della passione di Cristo, in questa giornata in cui è concesso scherzare di tutto, irridere i notabili del paese, prendersi in giro, esprimere il desiderio di una vita meno rigorosa.

“Il pianto di Quaremma e figlie si rifà in qualche modo al tradizionale lamento funebre delle nostre nonne - secondo Rosa Santini, responsabile della Pro-Loco. Tutto si svolge in modo improvvisato, dove l’unica cosa rigorosamente stabilita sono i ruoli delle figure principali.” Se cerchi un volto sotto le maschere ti accorgi che spesso gli occhi non sono giovani come si potrebbe pensare e che non è una festa di soli ragazzi, ma coinvolge gente di ogni fascia di età. Un “Carabiniere” (anche se sembra un agente della “poliza” albanese) mi confessa che quest’anno non ha fatto la sposa perché se lo fa ogni anno poi lo riconoscono.

La festa ha una sua “gemella” ad Alessandria del Caretto in Calabria, nell’altro versante del Pollino, e chissà in quante altre località è andata ormai perduta. Il Processo si svolge ogni anno l’ultima domenica di Carnevale e si comincia a sfilare per le vie del paese dalle 10 di mattina circa. La serata si è conclusa con la sagra dei “maccaroni con la mollica” e della “cuculella” (formaggio uova patate) due piatti tradizionali della cultura gastronomica di Teana.

Non perdetevi l’occasione di visitare anche il bel Museo della Civiltà Contadina, ricco di materiali, sapientemente raccolti e conservati, ed anche ben esposti. Da Teana il panorama spazia verso i monti dell’Appennino Lucano, fino alle vette del Pollino. Ad oriente si aprono le pianure dello Ionio, quelle terre che qualcuno avrebbe voluto condannare a cimitero nucleare.
Viaggiare nel Pollino
Pubblicato su Lucanianet e Apollinea 2004
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Carnevale di Pedali

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A Pedali, nel comune di Viggianello (PZ), "Carnevale" viene portato a dorso d'asino per le vie del paese e a bere al bar... senza scendere. Alla fine viene bruciato sul rogo.

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03 ott 2007

ARCOC- un video/viaggio nel paese fantasma di Craco... e non solo

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Girato a Craco, questo corto si sintonizza perfettamente con le atmosfere e le sensazioni che il luogo dona a chi le visita. Scene intimistiche che si mescolano con le profondità dellea scena e con i personaggi, soffusi e delicati, mai in primo piano ma neanche travolti dal luogo. una interazione, una fusione che rende merito a colui che lo ha girato. Bravo ancora una volta.
E sopratutto la dedica a Leonardo, un amico che è andato via troppo presto.



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26 set 2007

I want that house

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Un video spot commerciale. Si parla di case in Basilicata che gli inglesi vendono e promuovono attraverso la rete. Le immagini sono belle e il montaggio dei filmati è attento. Si è invogliati a venire in Basilicata, trasmettendo una realtà che dovrebbe somigliare al mondo delle fiabe. Tanto siamo in tema, non si è spesso detto che la Basilicata è come il Paese delle Meraviglie di Alice?
  Vedi i video:
http://www.casatravella.com/video/Basiliacata2.wmv
http://www.casatravella.com/video/Peters%20selection%202.wmv Share

25 set 2007

chiese rupestri- Matera

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Sin dall'origine dell'abitato di Matera, sparse nella Gravina e nella Murgia, si sono insediate nel territorio numerose comunità religiose, dai benedettini (sec.VIII) ai monaci basiliani perseguitati dai turchi (sec. XII-XV), mantenendo una costante presenza di centri ascetici, di luoghi di culto piccoli e grandi, direttamente scavati nella roccia e conservatisi nel corso del tempo. Oggi è possibile ammirare oltre 150 chiese rupestri, tutte affrescate e spesso collocate in anfratti difficili da raggiungere. Si trovano sparse nel territorio fra l'Agri e i Sassi di Matera; fra le più importanti si ricordano Madonna dell'Idris e San Giovanni in Monterrone, Santa Maria de' Armenis, San Pietro Barisano, S. Lucia alle Malve, Santa Barbara, la Madonna della Croce, la Madonna delle Tre Porte. Il "Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano" ha oggi il compito di proteggere questo patrimonio culturale. Share

24 set 2007

Maschito (PZ) antica canzone arbereshe

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Maschito piccolo paese di origini arbereshe (1534) conserva ancora tradizioni che si tramandano da generazioni - si è perso molto - solo gli anziani parlano ancora l'antica lingua - ora si cerca di recuperare con testimonianze quello che resta e che si spera non venga perduto.

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Passio Christi

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La più antica via crucis lucana tra fede e tradizione: Barile 2007

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Torrentismo nel tuorno - Savoia di Lucania (PZ)

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Discesa del torrente Tuorno nel comune di Savoia di Lucania (PZ) con 6 cascate. UN ALTRO ANGOLO DI BASILICATA CHE SI TRASFORMA IN UN'ESPERIENZA DA RACCONTARE E DESCRIVERE. UNA TERRA CHE ANCORA UNA VOLTA DIMOSTRA E MOSTRA. BISOGNA SOLO SAPER ASCOLTARE!!! Informazioni del CAI Share

22 set 2007

I Pacchi della Speranza - I parte

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Documentario sulle condizioni dei nuovi emigranti lucani. BISOGNA PENSARCI, E NON FAR FINTA CHE NULLA ACCADA...

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Krikka Reggae -videoclip

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Il primo videoclip della Krikka Reggae realizzato dai fratelli Puntillos(Photographika) prodotto da Multietnica e Krikka Reggae. COS'ALTRO AGGIUNGERE , BRAVI! VERAMENTE BRAVI!

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10 agosto

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Un cortometraggio, girato tra le spiagge di Metaponto,simpatico e ben fatto che fa il verso a Pieraccioni. questo video è s

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Lucky Luciano (Salvatore Lucania) - part 2.

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Gli americani ci hanno liberato dai tedeschi ma tra i tanti costi vi è anche la legittimazione della mafia, la sua accettazione con patti di tollerarnza e aiuti silenti e sopratutto si creòl'inizio di una nuova fase mafiosa.Una fase differente da quella originaria, midelamente romantica e di ribellione alle avversità dello stato e della sua struttura. Una nuova fase tutta tesa alla creazione di uno stato nello stato. Un apparato di potere occulto e accettato all'interno dello stato nazionale che non poteva assicurare ai suoi figli un dignità lavorativa e culturale facendo si che questi avessero come modello di riferimento e di protezione l'unica cosa che era in grado di provvedere a loro, l'unica cosa che permetteva che le regole non scritte venissero mantenute, l'unica cosa che permetteva loro di poter vivere anche se in silenzio; cosa nostra. L'altra cosa era l'emigrazione.

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Li chiamarono...briganti - Trailer

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Capolavoro di Pasquale Squitieri, l'unico film ad aver avuto il coraggio di narrare la vera storia dei Briganti e del risorgimento italiano. Gli attori principali del film: Enrico Lo Verso, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Carlo Croccolo, Franco Nero, Lina Sastri. La visione della storia scritta non dai vincitori del risorgimento italiano: http://www.ilportaledelsud.org/rec-re... Sui Briganti (I partigiani del "Regno delle Due Sicilie") http://www.ilportaledelsud.org/mono_r... I primati del Regno delle Due Sicilie: http://www.ilportaledelsud.org/primat... http://www.vocedimegaride.it/html/pri... See this film to understand how born problems of Italy: Mafia, Emigration. Un film da vedere per capire come nascono i problemi che affliggono l'Italia di oggi: Emigrazione, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta, eccetera. Il video ha sottotitoli in italiano e in inglese. This video has italian and english subtitles. (SUB ITA - SUB ENG)

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Li chiamarono...briganti - Epilogo con Lina Sastri

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L'epilogo del film capolavoro di Pasquale Squitieri "Li chiamarono...briganti" interpretato da una sublime Lina Sastri. Il film è stato l'unico ad aver avuto il coraggio di narrare la vera storia del risorgimento italiano. Gli attori principali del film: Enrico Lo Verso, Claudia Cardinale, Giorgio Albertazzi, Carlo Croccolo, Franco Nero, Lina Sastri. Il video ha sottotitoli in italiano e in inglese. This video has italian and english subtitles. (SUB ITA - SUB ENG)

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21 set 2007

Pitágoras de Samos

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biografia do filósofo. Nasceu em Samos, fundou a Sociedade Pitagórica em Crotona na Ítália e morreu em Metaponto. Vida, obra e influências

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Bernalda - Metaponto (mt) - Tavole Palatine - Google Video

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Testimonianze della floridezza dell'antica polis di Metapontum sono ancora visibili nelle aree archeologiche. Su una collina è possibile ... tutto » ammirare le Tavole Palatine, nome con cui tradizionalmente si indicano i resti del tempio extraurbano dedicato a Hera. Realizzato in stile dorico nel 530 a.C., è l'unico edificio monumentale di culto di cui si conserva parte del colonnato esterno. La costruzione originaria aveva 6 colonne sul lato corto e 12 colonne su quello lungo, ma ne rimangono solo 15, disposte in due ali, rispettivamente di 10 e 5 colonne ciascuna, le quali sostengono due pezzi dell'architrave. Le colonne sono state restaurate nel 1961." Share

Venosa (pz) - Anfiteatro

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Prestigiosa costruzione risalente al I sec. d.C., l'anfiteatro testimonia l'importanza e lo splendore della città. Era infatti il luogo dove si svolgevano combattimenti, venationes ed esecuzioni. La canonica forma ellittica e la disposizione dei gradoni consentiva a tutti i presenti di assistere comodamente allo spettacolo. Secondo una precisa etichetta i posti venivano assegnati in base al ceto sociale di appartenenza, la media cavea, ad esempio, era riservata al ceto più agiato. Le manifestazioni avvenivano nell'arena, così chiamata poiché ricoperta da un sottile strato di rena che impediva ai gladiatori di scivolare. In base al tipo di rappresentazione la scena poteva cambiare; talvolta, infatti, l'arena era abbellita con ricche scenografie che rendevano lo spettacolo ancor più accattivante. Share

Maratea (pz) - Le spiagge di Maratea

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Per un tratto di pochi chilometri, nel Golfo di Policastro, la montagna calcarea lucana incontra il Mar Tirreno, creando un paesaggio di straordinaria suggestione, con pareti a strapiombo sul mare, piccole insenature con spiagge di ghiaia, sabbia finissima e promontori rocciosi che il mare periodicamente isola dalla terraferma. I fondali marini, profondi e incontaminati, sono l'ideale per gli amanti delle escursioni subacquee. In questo paesaggio fantastico, bagnato da uno dei mari più puliti d'Italia (Maratea è dotata di depuratori all'avanguardia in Europa), non mancano miriadi di piccole cale raggiungibili solo dal mare, o le stazioni balneari attrezzate per i turisti più esigenti, quali Acquafredda, Fiumicello, Santavenere, Porto, Marina e Castrocucco. ) - Le spiagge di Maratea Share

Brienza (pz) - Borgo medioevale

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Borgo medioevale Share

Venosa (pz) - Le terme

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Il complesso termale rappresenta un'altra interessante tappa nel viaggio attraverso l'area archeologica di Venosa.Vero e proprio centro di benessere, le terme erano il luogo in cui ci si poteva dedicare alla cura del corpo con la possibilità di scegliere tra esercizi ginnici e bagni rilassanti. La struttura era infatti dotata di una palestra e di vari ambienti diversamente riscaldati che consentivano di optare per diverse tipologie di bagno: il frigidarium per il bagno freddo, il tepidarium per il bagno caldo e il laconicum, piccola stanza in cui era possibile fare la Le terme in 3D. Share

Venosa (pz) - La Domus

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La Domus in 3D Share

Avigliano (pz) - Castello di Lagopesole

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Castello di Lagopesole in 3D Share

Brindisi di Montagna (pz) - Parco "La Grancia"

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Brindisi di Montagna (pz) - Parco "La Grancia" Share

kitesurf sulla diga di Senise

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Basilicata: cycling in the heart of southern italy

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Basilicata in bic

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20 set 2007

Tour Basilicata

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Trekking Tour in Basilicata.Un modo eccezionale di viaggiare in questo territorio.

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Basilicata is on my mind at Lucani Fuori …di casa e di testa

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Basilicata is on my mind at Lucani Fuori …di casa e di testa Share

Viaggiare è un piacere che sempre più spesso siamo disposti a concederci, uno stacco dal quotidiano che non solo rilassa mente e corpo...

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lello acampora - Libero Community - Blog Share

Profondo sud d'Italia, magnifico. I luoghi e il mare della Puglia e della Lucania hanno un sapore che non si trova facilmente altrove. Andateci a Lugl

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Picasa Web Album - Bucefalo - Basilicata e ... Share

Il sistema per uccidere i popoli

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Il sistema per uccidere i popoli « Guillaume Faye Archive Share

A ben pensarci è il viaggio stesso a manifestare ed orientare l’attitudine psicologica di chi lo compie

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mrpalomar Share

14 ago 2007

Distante

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Distante
da questa terra
ho domato il giogo dell’asservimento. Lontano da questa terra
sono perseguitato della mestizia della sua lontananza. Avverto i suoi colori, sapori, le sue nuvole, le onde dei mari e il risciacquo dei fiumiciattoli. Il profilo delle montagne picchettate da borghi silenziosi e scrutanti.
E il vocio dei suoi abitanti,
silenziosi,
domati
e sottomessi al giogo dell’asservimento.
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Non ti scordar di me

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Si trova in Basilicata. E' il Parco nazionale Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese osteggiato da 15 anni dalle compagnie petrolifere e che attende quindi la sua istituzione da molto tempo.

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Matera e provincia

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Un breve viaggio tra matera e provincia.

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Forenza , Basilicata, Southern Italy

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Forenza: il paese nella provincia di Potenza che narar ognio estate la Leggenda dei Temlari. Rievocazione storica con corteo e dramatizzazione, nel luogo in cui ebbe i natali Ugo De PAGANI, XII sec., fondatore dell'ordine dei templari. O almeno è quello che si racconta in paese.

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13 ago 2007

Italy Travel: Basilicata beaches southern Italy

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metaponto sole mare e ...

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Backstage Na Storia - Krikka Reggae

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Dalla terra e dal mare una musica che si trasmette attraverso questo gruppo.

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COSMOS- TRA IL CIELO DEL POLLINO

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Un viaggio nel cielo, o tra il cielo. QUesto video,girato sul Pollino, rende la giustta grazia ai panorami che si possono osservare e ascolatare, se siete capaci, da questo magico posto e dalle sue Vette

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Matrimonio degli Alberi

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strappo del carro 2

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L'assalto al carro trionfale, alla festa della Madonna della Bruna a Matera. Una tradizione che si ripete da anni.E ogni anno non mancano scena di pubblica e gratuita violenza. Ma fa parte della festa! O No?

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PISTICCILAND

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PISTICCI: UN PAESE CHE VAL LA PENA VISITARE. SENZA FRETTA.

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CRACO - A GHOST TOWN

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Una Città Fantasma.CRACO (MT)

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11 ago 2007

Arioso - Terra Vecchia

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Il Maggio di Accettura 2007

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Un antico rito arboreo.

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Brother where are thou? (Earthmoon around Policoro)

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Paesaggi lunari.

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Original Trailer FUOCARRUBBAT (2006/2007)

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Una fantastica storia lucana

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Metaponto 2006 (1/2)

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Un estate a metaponto. THE TIME IS HERE

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Il fantasma di Matera

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Manga giapponese sul fantasma dei Sassi

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Bravia Tv LCD - Matera Version

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Pioggia colori tra i Sassi di Matera

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28 lug 2007

Sangue celtico nelle vene dei lucani?

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Ebbene si! Una nuova affascinate ipostesi attraversa la Basilicata. Dopo quella della stretta interconnessione tra i templari e alcuni luoghi lucani supportate con nuove ipotesi pubblicate sul portale americano www.lifeinitaly.com/history/secret-organizations.asp , ecco apparire un nuovo enigma. Uno stretto rapporto sembra vi sia stato tra i celti e la Basilicata. Per essere più precisi, si parla di un collegamento tra la Umbria celta, e la Basilicata. ..." In quel di Albano di Lucania pare trovarsi il santuario celto più a sud di
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Omaggio ai Briganti del Regno delle Due Sicilie

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Lucano (2)

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Lucano (5)

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Lucano (3)

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Lucano (4)

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Lucano (1)

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Lucano (6)

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Matera

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Acqua Lilia - Vulture. Un paese come tanti

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Basilicata in scena

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Basilicata in Scena

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27 lug 2007

Il fondatore dell'Ordine del Tempio era veramente lucano?

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Il sigillo dell'Ordine del Tempio
I Templari, argomento sempre di gran fascino e moda, sono oramai arrivati dappertutto, persino sulle pagine di un giornale economico-finanziario. È infatti del 30 agosto un articolo apparso sul prestigioso quotidiano “Il Sole 24ore”, nelle pagine dell’inserto “Il Sole 24ore Sud”. L’articolo in questione ha per titolo “Il fondatore dei Templari? Era un lucano” (clicca qui per scaricare l'articolo in formato PDF) e presenta una scoperta d’archivio da parte dello storico (così viene presentato dall’articolista, devo dedurre che si tratti di un docente universitario di Storia medievale) Mario Moiraghi il quale, nel suo libro “L’italiano che fondò i Templari. Hugo de Paganis, cavaliere di Campania”, Ancora, 2005, disquisisce di una nuova tesi secondo la quale il fondatore dell’ordine del Tempio
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Sacro e religione

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Divino, sacro e religioso non sono sinonimi; se ogni religione implica il sacro, non è sempre vero il contrario (A de Benoist, 1992).. Marcel Mauss afferma: "Non è l'idea di Dio, l'idea di una persona sacra che s'incontra in tutti i tipi di religione, bensì l'idea del sacro in generale" (Marcel Mauss, 1968, p. 97).. Il termine “sacro” ha la sua immediata derivazione linguistica dalla parola latina sacer e nel significato è ambivalente. Una prima accezione rinvia all'idea di una forza potente che è percepita con i tratti della potenza della straordinarietà. Sacro in questo caso allude ad un’entità sentita o pensata come fonte ultima della vita e la forza vitale fondamentale. Il sacro indica inoltre un passaggio doloroso che implica la separazione, distacco, morte ma nello stesso tempo è dotato di una forza attrattiva potente, è "l'inaccessibile che attrae" (Acquaviva, Pace, 1992).. La struttura del sacro, contemporaneamente unitaria e duale, nella quale due elementi si attivano reciprocamente, in cui
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19 lug 2007

Culti arborei in Basilicata

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Accettura

Culti arborei in Basilicata - I Maggi Una particolare importanza rivestono le feste denominate "Maggi", espressione unica in Italia delle comunità montane nell'area del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane. In queste feste si esprime il rapporto strettissimo che la popolazione ha con l'ambiente circostante caratterizzato dalle montagne e i fitti boschi. Si tratta dei culti arborei celebrati ad Accettura, Oliveto Lucano, Pietrapertosa e Castelmezzano.Il Maggio di Accettura è sicuramente la festa lucana più conosciuta a livello nazionale ed internazionale e si presenta come la manifestazione viva e dinamica di un rito antichissimo, che rivela uno
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Manifesto TCM

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Manifesto 
Tra Cielo e Mandarini  è il luogo nel quale mi rifugio.E' una dimensione che ognuno di noi possiede. Indefinita, vaga, eterea.  Una dimensione che non è intesa come fuga da altri luoghi, è un angolo dove ci si ritrova in sintonia con se stessi ee in cui si entra in  armonia con ciò che ci circonda. E' un posto come tanti e tanti altri ancora nel mondo. E' un luogo fisico e metafisico. Uno spazio che è anche e in primis dentro di noi; non si potrebbe proiettarlo fuori se non nascesse dal di dentro.
Un albero per andare in alto, nel cielo, fuori, ha bisogno di radici che scavino nelle profondità del terreno. La bellezza della chioma, la maestosità del fusto, il brillare delle foglie, tutto questo dipende dal lavoro oscuro e sporco delle radici.
Bene. A questo punto ne esiste uno reale( e anche faticoso alle volte), uno spirituale, presente in ognuno di noi e modo suo, ed ora anche virtuale.
Ripeto sono semplicemente e nient'altro che luoghi; fisici, dell'anima e on-line. Solo che io li chiamo Tra Cielo e Mandarini! Share