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11 mar 2017

La cucina lucana in 8 punti +1

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 Sul magazine Cucina Italiana appare un reportage sulla cucina lucana.

Bella impresa di Giulia Ubaldi e direi riuscita per la capacità di mettere insieme, e cogliere, alcuni aspetti della tradizione e dei prodotti di una terra difficile da raccontare. 




Gli 8 punti non sono esaustivi, anzi sono anche riduttivi, ma danno l'idea a chi non conosce la Basilicata di una territorio che trae la sua forza dalla capacità di resistere e mantenere caratteristiche che altrove sono andate perdute e spesso ripudiate. 

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1 giu 2012

Il Vino e un Sud che non ti aspetti! Per chi non lo conosce...

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Leggo su un sito specializzato in vini un titolo che forse voleva essere un complimento ma che in realtà denota una mancanza di conoscenza di territori e uomini.
Un titolo che si ferma alla superfice delle notizie. Di quelle che fanno scalpore e audience, le notizie negative.
Un titolo "Un sud che non ti aspetti" significa che dalla terra del Sud ti aspetti solo negatività e quando accade qualcosa di diverso  diventa fonte di sorpresa!
Beh, chi il sud lo vive e lo conosce non si meraviglia se un vino meridionale vince l'oscar dei vini. Non si meraviglia se un territorio produce anche prodotti di eccellenza. Si meraviglia, invece, di come queste notizie non vengano mai comunicate e trasmesse. Comunque voglio fare i complimenti ai vini meridionali e lucani che sono stati premiati agli oscar 2012.
 "...Tra i vini, sono risultati vincitori del premio più ambito, l'aglianico rosato "Il Rogito" di Cantine del Notaio per la categoria miglior vino rosato.
Un rosato quello lucano che mi piace definire atipico..."
Atipico come la Basilicata e il Sud diversamente raccontati? Share

23 gen 2012

"l Gnummuriedd", il sole24ore e le magie lucane

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"Gnuummuried" cotti (fonte CEA Bernalda Metaponto)
Il Sole24ore ritorna in Basilicata con un articolo le cui espressioni riprendono il tono della magia, del sogno, dell'onirico. Quasi una realtà indefinita e indefinibile. Una geografia emozionale.
L'ultimo articolo è un piccolo viaggio tra i sapori dei "gnummuriedd" che parte da Carlo Levi e il suo Cristo fino a Papaleo e il suo costa-costa.

Magie lucane
"Prima delle cartoline picaresche coast to coast di Rocco Papaleo, dalla Basilicata ci sono arrivate quelle di una terra senza dolcezza di
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21 dic 2011

Uno strano frutto dalla Basilicata

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Da twitter sul profilo di Roberta Kedzierski @leggo il tweet Red aubergines - a strange fruit from Basilicata.
 Il tweet mi porta al blog di Italian Notes  che descrive con sorpresa la scoperta di questo strano frutto,  la melanzana rossa di Rotonda. 
La sorpresa diventa curiosità che decidono di coltivare il vegetale nel proprio orto, così da evitare di andare nel Pollino per gustare questo prodotto. 
Italian Notes è  una raccolta di scarabocchi (appunti, osservazioni) sui
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26 mag 2011

Tra la cenere e le nuvole, il tuo Vino.

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Ti osservo sbuffare al cielo il calore del tuo cuore piantato da millenni su questa terra fatta di fuoco e acqua. Quando ti copri delle vesti bianche delle nubi per ripararti dal mondo e quando infiammi e colori col tuo manto infuocato la nostra vita.
Io cresco con te, il mio destino porterà i tuoi sensi,
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Racconti di un uomo allevato all'odore del mosto tra le terre di Basilicata

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Strada tra i pendi del Vulture

Erano gli anni di Alan Sorrenti e si era tutti figli delle stelle, del desiderio di una bella Harley Davidson su cui sfrecciare lungo la Basentana direzione Metaponto, io Jack Nicholson della lucania terrons che sognavo California. Erano gli anni delle giornate estive trascorse a sistemare i filari di viti che avrebbero dato, ''se Dio voleva'', il Vino buono.
Iniziai a bere col naso durante il rito autunnale della vendemmia che contava la partecipazione dei parenti e di pochi amici,
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25 mag 2011

Il manifesto del Cibo- Cultura, integrazione, biodiversità, opportunità

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A uno tra i più intensi sognatori, che abbia mai conosciuto, tra i più fanatici della cultura nelle sue infinite sfaccettature finalizzate al  buon vivere in comunione con il suo( che è anche il mio) territorio in una visione globale. Luogo che si trasforma in una una dimensione unica e intima. Un piccolo scrigno in cui i sapori e lo scambio di pensiero sono raramente così ben accumunati.

Il manifesto del cibo secondo Cibo’

C- ultura della felicità e della condivisione affinché il buon mangiare non
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Buone da mangiare, belle da vedere e uniche da chiamare

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Il mito Isabella e le pere lucane
Tempo fa, durante un corso di specializzazione sul MKT territoriale, conobbi un ragazzo di Valsinni che mi parlò della sua idea di recupero di un prodotto tipico della sua zona. Una pera particolare (# facebook) che cresceva solo da quelle parti, tra il fiume  Sinni e le zone del Parco del Pollino. Faceva molte domande e rimanevamo a parlare anche dopo la lezione su ipotesi e sviluppi dell'idea e del prodotto.
Non ci siamo persi di vista, è andato avanti con la sua idea e leggo di lui e della sua "Pera" su un giornale economico, seguite da alcune recensioni da OriginallItaly, sito sui prodotti di eccellenze. Bravo Domenico!!!

“Signur” , “Larder”, “ Muon”, “Sciesciuu”, “A grapp”, “Muscarell o “Majatica”, “Pum”, “San Giuvan”, “Granet“, “Sabbell”, “Pir da Vianov”.
Nomi dialettali di pere, selvatiche e in parte coltivate su circa 200 ettari, in Lucania e in particolare nel territorio del materano che va dalle montagne del Pollino fino ad alla pianura del Sinni. La maturazione di questi ecotipi va da maggio fino a ottobre,
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13 apr 2011

Il Vino made in Basilicata si fa spazio tra i mostri sacri

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Il vino lucano si fa pian piano spazio tra i mostri sacri del mondo enologico mondiale. In una fiera del Vino come quella di Verona, l'evento del settore più grande del mondo,  in cui erano presenti oltre 4 mila espositori, con stand che ci si ubriacava solo a passeggiarci dentro, la Basilicata ha avuto segnalazioni e premi. Merito delle cantine e degli operatori lucani che ogni giorno devono lottare contro regioni storiche, contro l'ignoranza geografica di molti acquirenti, contro mostri sacri dell'enologia italiana ed europea. Eppure, per dirla in modo sportivo, hanno portato a casa il risultato. Quasi una trentina gli operatori  lucani presenti, la maggior parte produttori di aglianico, ma c'era anche il Doc Matera e il Doc Share

22 mar 2011

La dieta mediterranea in Basilicata

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Speciale del TGR Settimanale della Basilicata dedicato alla Dieta Mediterranea, patrimonio dell'Unesco.

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19 nov 2010

E' tempo di castagne in Basilicata

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Mi sorprendo. Leggo un post sul sito Trentino web che parla di castagne e di Basilicata. Nel continuare la lettura mi accorgo di percorsi ben definiti e informazioni dettagliate. Annotazioni molto più precise ed esaurienti di tanti siti lucani e locali. Scorrendo, poi, mi rendo conto che l'autore di questo articolo è uno dei nomi più importanti della gastronomia e della sua divulgazione, Federico Valicenti.  Scoperto ciò e conoscendo lo spessore in materia... e non solo...mi godo per intero la
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8 nov 2010

Il nuovo ministro del turismo dalla Basilicata?

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Bighellonando, o per darmi un tono ...facendo un'analisi semiologica e un'analisi dei competitor sui vari blog e siti "stranieri" (non lucani) che parlano della Basilicata leggo questo articolo di Intravino  a cura del giornalista gastronomico e grande appassionato della materia Alessandro MorichettiL'articolo, ebbene sì, parla di una lucana, Sara Carboni produttrice di Aglianico, che ama il suo mestiere e la terra in cui vive così tanto da riuscire a trasmettere questa passione e colpire un esperto come il giornalista Morichetti a tal punto da pubblicare un articolo dal titolo eloquente: "Chiedersi perché il ministro del turismo si chiama Michela Vittoria Brambilla invece che Sara Carbone".
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28 set 2010

Sarconi. La rivincita della Piccola Mesopotamia.

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Così è chiamata la zona del paese, stretta tra due corsi d'acqua. Ed è proprio la posizione che rende unici e davvero buonissimi i legumi che qui vengono prodotti.

E per favore non si dica che parlando di fagioli a nessuno viene in mente l'unica associazione dalla quale nessuno, scherzando, riesce a sfuggire. E perciò sgomberiamo il campo dagli equivoci con il migliore e più decoroso degli esempi possibili e diciamo che sì, i fagioli sono come i falsi amici: parlano di dietro.
Gli abitanti di Sarconi, invece, sono gli unici al mondo che non scherzano sui fagioli.
Non ci riescono neanche un po'; e se chiedi dell'esistenza di qualche proverbio spiritoso sugli effetti travolgenti di questo stupendo legume che fu chiamato "la carne dei poveri", non esce un ragno dal buco.
In effetti Sarconi, paesino della lucana Val d'Agri, diventato famoso in Italia e persino fuori dai confini nazionali per i suoi meravigliosi e protetti fagioli, è l'unico posto al mondo nel quale il prezioso legume è la storia di un successo, di una rivincita degli ultimi, di un gruppo di contadini che attraverso l'umiltà propria e quella del frutto delle proprie fatiche è riuscito a emergere dal nulla, pur non vantando concittadini illustri, castelli, dame e cavalieri.
Anzi: gli abitanti di Sarconi erano identificati col termine di "ciuoti", che si usa affibbiare a tonti, stolti, stupidi e dintorni. Ma Ciuoti è anche il nome di un ecotipo di fagioli che si coltiva a Sarconi.
la rivincita dei Ciuoti, umani e vegetali • che fossero, iniziò subito dopo la Seconda guerra mondiale, quando i sarconesi indissero il referendum per affrancarsi dal Comune di Molìterno, di cui Sarconi era frazione, che domina dall'alto della collina con le sue torri medievali, la gloria dei suoi artisti e dei suoi generali borbonici. Non c'era dubbio sui risultati:
«In fondo», racconta Luciano Albano, capo del gruppo lucano della Protezione civile che si è distinto di recente nei soccorsi ai terremotati del vicino Abruzzo,”noi eravamo l'unico paese disteso a valle, fra i tanti che
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8 ott 2009

L'abicocca di Rotondella

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L'albicocco è una pianta originaria della Cina nordorientale, portato da Alessandro Magno dall’Armenia, da cui prese il nome botanico Prunus armeniaca, il seme dell'albicocca viene detto dell’armellina. I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C, ma la sua diffusione nel bacino del mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq, ridenominata in praecox, nel tardo latino nel senso di "precoce”, da qui anche il nome percoca.
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27 ago 2008

Lucania: qui è nata la pasta

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Duemila anni fa, in Lucania (o se preferite Basilicata), secondo la tradizione, è nata la Pasta. Gli antichi romani la chiamavano “Lacane” e sembra che il poeta Orazio, quando tornava dal mercato, si preparasse gustosi piatti di Lacane con ceci e lampascioni (cipolle selvatiche). Oggi, la Lucania, gode la fama di preparare “la pasta più buona del mondo”: sempre senza uova e fatta a mano, grazie al saporito grano della piana di Metaponto. Dalle sapienti mani dei contadini, sono nati vari prodotti, che hanno preso il nome dalle loro particolari forme: cavatelli, cazini, farfalle, fischietti, fusilli, lagane, maccheroni a ferretti, minuic, orecchiette, perciatelli, ricci. Tra le centinaia di possibili tipi di pasta e di sughi
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