02 nov 2008

Giù le mani dalla Basilicata

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Concordo con Astronik: E’ in atto contro la Basilicata un assalto senza precedenti da parte dello Stato che tende a minare la qualità della vita dei lucani autorizzando iniziative nel campo dello stoccaggio dei rifiuti pericolosi, per l’estrazione del petrolio, per la costruzione di centrali nucleari e per lo stoccaggio delle scorie, per la costruzione di centrali elettriche che utilizzeranno il legno degli alberi dei nostri boschi, per lo stoccaggio del gas proveniente dai paesi produttori.E’ di questi giorni la notizia di una legge dello stato che sottrae alle regioni il potere negoziale con le compagnie petrolifere per aprire nuovi pozzi. Una decisione gravissima in quanto consegna gran parte del territorio lucano alle multinazionali del petrolio e regala alla Basilicata inquinamento e danni alla salute e non certo sviluppo e benessere!Una notizia fresca fresca è che il Ministero dell’Ambiente avrebbe già pronta la VIA (Valutazione di impatto ambientale) per la costruzione di un megadeposito per lo stoccaggio del gas russo in Valbasento. Si attende la conferma da parte del nostro assessorato regionale all’ambiente.Dopo lo stop al progetto del mega stoccaggio di gas da 1 miliardo di metri cubi nei pozzi dismessi di petrolio e gas della Val Basento loc. Cugno Le Macine-Serra Pizzuta (Comuni di Salandra, Ferrandina e Pisticci) da parte dell'ex Ministro dell'Ambiente del 2007, con pubblicazione del nuovo annuncio VIA sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 14 marzo 2008 e l'integrazione per la procedura VIA da parte della Società Geogastock con sede a Parma nei mesi di maggio-giugno 2008, la Basilicata è sempre di più in mano ai grandi interessi delle multinazionali dell'energia, questa volta russe, confermandosi snodo energetico e di produzione di idrocarburi d'Italia e d'Europa. La regione sarebbe attraversata da oleodotti, condotte per lo smistamento del gas, uno scempio.Questa notizia giunge dopo che si è appreso che l’Enel procederà a riattivare la vecchia centrale del Mercure sul Pollino che brucerà tonnellate di legna rivenienti dal taglio dei boschi e forse la spazzatura prodotta nei paraggi. Per non dire del mega centro stoccaggio oli che sta sorgendo a Tempa Rossa nella valle del Sauro. Anche la questione nucleare con il governo che ha deciso di riprendere i progetti di costruzione di nuove centrali, con tecnologie non certo nuovissime (le centrali quarta generazione non sono ancora pronte per essere realizzate) e proprio sulla Basilicata si accentrano le attenzioni per impiantarne una. Vi ricordo che una centrale nucleare, secondo il vecchio piano degli anni '70 dell'allora Cnen, oggi Enea, al quale sembra attingere l'attuale governo, è prevista lungo la foce del nostro fiume Sinni e che, al di là di ogni discorso, questa centrale avrà bisogno anche di 180 milioni di mc di acqua all'anno, il 40 per cento della quantità di acqua contenuta a pieno regime nella diga di Senise.Per opporsi al ritorno del nucleare in Italia vi invito ad aderire ad una petizione on line che si trova a questo link http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=petition Avete capito perché lo spopolamento in atto nella nostra regione non è contrastato, anzi è in atto un disegno criminale per favorire lo svuotamento dei nostri territori per avere carta bianca per fare gli interessi di lobbies di tutti i tipi, di inquinare a piacimento. Altro che Basilicata verde! Basilicata pattumiera d’Italia! Dopo tanti anni di attesa era stato varato il Parco della Valdagri e degli Appennini lucani, in questi giorni il Governo, senza consultare la Regione, ha nominato un fidatissimo Commissario, ing. Totaro, esponente di spicco di Forza Italia, che sicuramente avrà ricevuto l’incarico di trasformare il Parco, la nuova denominazione potrebbe essere Parco del Petrolio lucano… dal blog di astronik: http://astronik.ilcannocchiale.it/2008/11/02/giu_le_mani_dalla_basilicata.html Share

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