03 feb 2009

,
Capiamoci subito! Io non sono a favore dei localismi fini a se stessi, secessionismi vari, piccole e grandi comunità. Io sono a favore di un identità culturale, storica, antropolologica, ecc. ecc., all'interno di una più vasta comunità REPUBBLICANA che inglobi le varie diversità e e sviluppi una dimensione sovraterritoriale. Non mi piace l'idea dei leghisti vecchi, del Nord, e dell'ultima ora , del Sud. A me piace l'Italia e mi sento cittadino Italiano. Mi sento anche europeo e sono LUCANO. Sopratutto sono figlio della Madre Terra e fratello di tutti i suoi figli. Premesso ciò a scanso di equivoci, quado si parla di TERRONIA, o dell'Italia del Sud, quel magico mondo mediterraneo, bisogna sapere di cosa si parla. Quando si dice arretratezza atavica, beh, quà io mi incazzo in maniera irreversibile; quando si parla e sopratutto si asserisce qualcosa, bisogna che tali argomenti abbiano un fondamento , almeno un minimo , please! Senza luoghi comuni o i sentito dire. L'arretratezza del sud è il prezzo che si è pagati per avere un nord ricco. Con L'unità di Italia e la contestuale invasione sabauda, molti sono i lati oscuri non raccontati e sono anche molti quelli non oscuri ma che è stato meglio non raccontare. La colpa non è di nessuno ma la complicità è di molti! Ultimamente sull'onda dell'emotività secessionistica-federlista molti scritti sono apparsi. Ma molti sono gli aspetti storici e sociali pre-sabaudiani che sono stati taciuti. Alcuni di questi aspetti sono trattati in questa pubblicazione che ho scovato in rete: «LA STORIA PROIBITA - Quando i Piemontesi invasero il Sud» di Carmine Colacino, Alfonso Grasso, Andrea Moletta, Antonio Pagano, Giuseppe Ressa, Alessandro Romano, Maria Russo, Marina Salvadore, Maria Sarcinelli - Controcorrente 2001] Chiaramente si può anche essere d'accordo ma l'aspetto fondamentale è che le cose bisogna saperle. Share

0 commenti to “ ”