04 mar 2009

Pietrapertosa e il carnevale

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A Pietrapertosa, paesino delle Dolomiti lucane, giunto alla notorietà per le attività che si svolgono in cielo e mi riferisco al volo dell'Angelo, esistono eventi tradizionali che si sviluppano sulla...terra, tra le vie del borgo. Uno di questi è il Carnevale con la sagra della Rafanata ( specie di frittata con la radice del rafano e pecorino).
Il martedì grasso i festeggiamenti si concludono con il processo al Carnevale che, punzecchiato dal Diavolo con il volto nerofumo e corna caprine, e rimpianto da sua moglie Quaremma, viene inesorabilmente condannato al rogo. La sagra della Rafanata, tortino tipico del carnevale a base di patate e rafano, chiude i festeggiamenti.
..."Durante il periodo di Carnevale gruppi di bambini girano per
il paese suonando il “cupa-cupa”.Bussano alle porte e chiedono di cantare , e , cantando chiedono salsiccia e dolciumi. L’ultimo giorno di Carnevale un corteo di maschere parte da Piazza Garibaldi e sfila per le strade del paese preceduto dai giudici in toga nera, dalla “Quaremma” (la moglie di Carnevale) vestita a lutto e dal cancelliere. Seguono Carnevale con le catene ai piedi, fra due gendarmi che lo trasportano e, dietro di lui, tutte le maschere.
In largo Garibaldi dove è allestito una sorta di tribunale con un tavolo per la giuria e due banchi perl’accusa e la difesa, Carnevale viene processato e condannato a morte.Nel corso del processo,l’accusa e la difesamettono in mostra le malefatte, soprattutto riferite all’incontinenza alimentare di Carnevale, le tensioni e la base conflittuale della locale società, sia pure attraverso azioni ludiche e burlesche.Al termine il presidente del tribunale condanna Carnevale a morire sul rogo. Dopo l’operazione, durante la quale CARNEVALE muore, il fantoccio è impiccato ed arso sul rogo.
La QUAREMMA piange, mentre il DIAVOLO con il volto tinto di nerofumo, corna caprine legate sul cappello e un nero mantello a ruota, bella e colpisce col forcone di legno la salma del fantoccio che brucia. La manifestazione non è puntualmente realizzabile, a causa delle condizioni climatiche non sempre favorevoli. Qui di seguito si riporta , in sintesi, il testo del processo preparato per quest’anno (2005 n.d. r.)
TRIBUNALE ALIMENTARE
Cancelliere: Oggi, otto del mese di febbraio dell’anno 2005,questa corte si riunisce per processare Carnevale . La pubblica accusa chiede che condannato al rogo l’imputato per aver peccato di incontinenza alimentare.
La parola all’accusa.
Accusa: Signor Presidente, Signori della Corte, la nostra comunità è basata sul rispetto della buona tavola e delle buone “cenette”. Da sempre protagonisti sono stati pranzi prelibati, succulente pietanze.
Tutti abbiamo mangiato e mangeremo, ma quando, divorati dalla fame, si cade nella pentola dell’ingordigia…allora sì, che diventa un “magna magna” generale.
L’antipasto per la zia, l’arrosto per la nonna…e il primo…il primo pasto sempre al tuo posto.
Cos’hai fatto per quel posto!
Difesa: Obiezione Presidente, l’accusa scredita il mio cliente. A quel posto tutti guardarono; chi è giunto prima, chi è rimasto a guardare: La fame ha accecato chi vuole male al mio cliente, a chi non fa niente per niente .
Accusa: Signor Presidente, orecchiette, rafanate e salame a suon di vino ed era festa fino al mattino.
I banchetti e la sete di potere eran musica per quelle sere.
Quaremma: la tua invidia è un chiodo fissocome quel tuo posto fisso.
Presidente: Ordine, signori e si giunga presto a fine.
Difesa: signor Presidente, signori della corte, il mio cliente si dichiara innocente. Se un colpa ha avuto è quella di essersi fidato del cuoco sbagliato. Se di gola ha peccato…perché mal consigliato. Se condannato sarà…certamente l’ingordigia non sparirà. Altri abusi ci saranno a tavola, a tavolino e, per tutti,…un contentino.
Accusa: Doveroso è denunciare, smascherare, ricordare e far riconoscere la gravità della sua colpa. Malato della pienezza di carne, nessuna indulgenza deve esserci per questo ghiottone che andò mangiando per ogni “pontone”.
Presidente: La sentenza è presto detta.
Secondo l’articolo unico del codice di procedura alimentare e perché tutti siano scoraggiati e impediti dal ripetere le stesse malefatte, questa corte condanna Carnevale a morire sul rogo e tutto il pubblico a banchettare fino a notte tardamangiando “rafanata” e bevendo vino a volontà."
fonte: http://www.comune.pietrapertosa.pz.it/sito/paese/turismo/manifestazioni.htm Share

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