09 lug 2017

Gli ulivi selvatici, il guardiano folle e le custodi della Valle

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Avete mai visto gli alberi fare l'amore? Oppure litigare ed allontanarsi uno dall'altro? 
Avete mai visto un albero più giovane accoglierne uno più vecchio, inclinato dal tempo, e caricarlo su di se?
Io lo conosco questo angolo e li ho visti questi alberi.
Ho visto le olive crescere tranquille.
Nessuna mano o arnese freddo e metallico le avrebbe strappate anzitempo dal ramo su cui sono cresciute e dal quale son state nutrite. Sapevano che un giorno, un momento, all'improvviso sarebbero cadute e sarebbero finite in una rete verde che le avrebbe accolte e trasformate in olio.
Ma solo quando lo decidevano loro, le olive, sarebbero
diventate olio, non prima e ne per volontà altrui.
Io l'ho visto e ci son andato dentro.  
Sono entrato nella terra degli ulivi selvatici.


E non è un posto lontano e neanche nascosto.
Si trova in  un pezzo di Liguria, a Leivi, dove il mare e i monti si scambiano i suoni del vento e il tempo non appartiene agli orologi.
Nel paese degli ulivi selvatici le piante ballano passi di passione e di amore, di solitudine e di lontananza.
Qui vive il guardiano della terra degli ulivi selvatici che chiamano il folle.  
Folle perchè non pota mai gli ulivi e lascia che i rami salgano su in cielo esili e indecisi anziché rimanere verso il basso.
Il  guardiano lascia che i rami tendano al cielo a sfiorare ad assaggiare il sapore delle nuvole spinte dai venti marini verso i monti e ricacciate verso il mare dalle forze della montagna.

Il guardiano della terra degli ulivi selvatici conosce i segreti del vento, sa che ci sono storie di terre lontane che vengono dal mare e scendono dai monti.

Il guardiano folle del paese degli ulivi selvatici lancia i suoi ulivi verso il cielo, là dove corre il vento, pronti ad acchiappare le storie di uomini, di terre lontane e di tempi passate impigliate nelle correnti.
Il guardiano , senza fretta, aspetta il passaggio anche delle sue storie, che aveva lasciato da piccolo e da figlio di migranti.
Queste storie raccolte dai rami e dalle foglie le puoi ascoltare solo seduto ai piedi dell'ulivo maestro.
Solo lui, l'ulivo maestro, ha il compito di "donare" le storie agli uomini.

Le storie raccolte da tutto l'uliveto vengono trasmesse all'ulivo maestro, il primo piantato.
Il più antico

E' lui che ha insegnato ai noccioli di olivo come nascondersi nel terreno e pian piano diventare fuscelli e poi alberi orgogliosi.
E' lui , l'albero maestro che ha deciso quando un albero che non segue le leggi non scritte del paese degli alberi selvatici doveva allontanarsi.

Io ho cercato l'albero maestro sperando che mi raccontasse storie di uomini lontani.
Ho cercato ma non ho trovato.

Credo si sia nascosto e si mostri solo al guardiano folle.
Ma il guardiano folle non abita qui.
Qui lascia la sua follia e ci ritorna quando vuol fuggire dalla normalità.



A badare ai suoi ulivi e non solo ai suoi ulivi ma a tutti gli abitanti della valle ci sono due donne, antiche e fiere come le prime donne sapevano essere.
Le due donne sono le vere custodi della valle.
Loro hanno le “chiavi della valle” di queste valli liguri, in un gomito di Mediterraneo che guarda verso la Corsica.
La vista del mare è spezzata da una striscia d'asfalto che delinea il mondo degli uomini dal mondo degli abitanti delle valli.

Le porte sempre aperte o la massimo socchiuse, orto, frutteto, ulivi gentili tra i terrazzamenti creati con sudore, pazienza e ingegno su cui passeggiano asinelli curiosi.

A far compagnia loro ci sono Pepito, Contessa, Scooby Doo, Minù, Merlino e Nora che bivaccano al sole.

Abbaiano per dovere e e trovano riparo dal freddo notturno tra le stanze delle custodi della valle.

Le custodi della valle conoscono i sentieri nei boschi, i segreti delle erbe e delle api, l'arte della cucina e del sorriso, salutano e son salutati.
Uomini, alberi, animali non fa differenza ognuno ha un suo spazio che non occupa ma condivide.

Il loro è un mondo inconsueto, carico di storie di famiglia e di donne e di uomini e di vite che hanno attraversato i secoli e che vivono nei loro racconti di saga familiare
Non è un caso se anche il guardiano folle e gli ulivi selvatici abitano qui.
Qui nella terra degli ulivi selvatici, dove le nuvole hanno il sapore del mare e dei boschi, proprio qui, tra questi rami il vento ha raccolto anche le storie delle due donne, della loro famiglia ben custodite dall'albero maestro che a loro si inchina, da pari a pari, e racconta di treni, naufragi, amori, fughe, lontananze, pianti desideri, sogni che il vento trasforma in eco.

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