17 lug 2008

Basilicata Capolavoro Inedito

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Basilicata: Itinerari della Parola

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Basilicata: Itinerari del Sapore

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Basilicata: Itinerari della Forma

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Basilicata: Itinerari dello Sguardo

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Basilicata : Itinerari del Respiro

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3 lug 2008

La Tavola Bantina e la Stirpe degli Osci

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La Tabula Bantina è il più importante reperto mai rinvenuto sulla lingua degli Osci, popolazione indo-europea dell'Italia antica, stanziata in Campania e in parte della Basilicata verso l'VIII secolo a.C..
La Tabula fu trovata nel 1790 sul monte Montrone, nel territorio di Oppido Lucano, tra i resti di un’antichissima tomba. È costituita da una lastra di bronzo divisa in tre pezzi ed in alcuni frammenti. Datata forse tra il 150 a.C. e il 100 a.C., ha incisioni grafiche su ambedue le facciate.
Da una parte vi è lo statuto bantino, una legge municipale dell'antica città di Bantia (l'attuale Banzi in provincia di Potenza), del cui municipio faceva parte anche Oppido. È scritto in lingua osca ma con caratteri latini. Sull'altra facciata è inciso un plebiscito, una legge di Roma, ancora in lingua latina. Alcuni frammenti sono conservati nei musei archeologici di Napoli e Venosa.


Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16 dicembre 2004 si riporta la notizia della scoperta di terme balneari fatte costruire dal ricco sacerdote di nome Romanius e trovate, insieme all'epigrafe-mosaico, di fronte al templum auguraculum in terris. Un'ulteriore conferma dell'importanza dell'antico sito di Bantia. ...continua
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28 giu 2008

Grassano.Chiesa della Madonna della Neve e la leggenda del contadino povero

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Esiste anche una curiosa leggenda popolare legata a questa chiesa, la quale racconta che “un povero contadino decise di vendere l’anima al diavolo in cambio di molte ricchezze. Ma con il passare degli anni, sentendo avvicinarsi il momento in cui sarebbe morto, iniziò ad aver paura di andare all’inferno e cominciò a pregare la Madonna perché lo aiutasse a salvare la sua anima dalla dannazione eterna. Fu così che una notte gli apparve in sogno la Madonna della Neve che gli disse: “Figlio mio, se vuoi salvarti in segno di penitenza segui la Santa Messa nella mia chiesa, ma non distrarti qualsiasi cosa succeda”. Il giorno dopo, appena sveglio, il contadino prese il suo cavallo e uscì per andare a seguire la Santa Messa. Arrivato davanti la chiesa della Madonna della Neve legò il suo cavallo all’anello di ferro posto (sino a qualche anno fa) accanto al portone d’entrata della chiesetta e andò fiducioso a seguire la funzione. Ma durante la messa il diavolo, accortosi di ciò che stava succedendo, si impossessò del cavallo del contadino che iniziò a nitrire e a scalciare con forza contro il muro della chiesa. I colpi erano così forti da far tremare tutta la chiesa. La gente, impaurita, cominciò a strattonare il contadino affinché andasse a calmare il suo cavallo, ma lui era così concentrato nell’ascoltare la Santa Messa che non diede retta a nessuno, né si lasciò impaurire da tanto baccano. Terminata la funzione il contadino all’uscita della chiesa, si trovò senza cavallo e con in dosso gli stessi poveri abiti che possedeva un tempo. Tutti i suoi beni erano scomparsi. Così povero, ma felice, si addormentò e morì, finalmente in grazia di Dio”.

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la leggenda del Barbiere di Federico Barbarossa

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Sandro Botticelli, Allegoria della calunnia (da Apelle). Dettaglio. 1495.
Tempera su legno, Uffizi di Firenze.
Re Mida affiancato da due figure femminili, che rappresentano il sospetto e l'ignoranza, le quali sussurrano cattivi consigli nelle orecchie d'asino del Re.



Federico I Barbarossa, in vecchiaia, si ritirò al Castello di Lagopesole e, siccome era afflitto da una deformità congenita che lo costringeva a nascondere delle orecchie allungate e puntute sotto una fluente capigliatura, per impedire la divulgazione della notizia della sua deformità, aveva ordinato che i barbieri da cui si faceva radere, al momento in cui lasciavano la dimora imperiale, venissero portati, attraverso un corridoio, in una torre dove era posto un trabocchetto, nel quale i malcapitati rimanevano sepolti. Un giorno un giovane barbiere riuscì a sfuggire evitando la mortale torre. L’Imperatore lo graziò a condizione che non rivelasse mai il gravoso segreto.
Il nostro barbiere era intenzionato a mantenere il segreto, ma la notizia era grossa; non volendo però mancare alla promessa fatta, temendo giustamente per la propria vita, andò
nel luogo più nascosto della campagna di Lagopesole, vi scavò un buco profondo nel terreno e, parlandoci dentro, raccontò il segreto dell'Imperatore. Dopo qualche tempo, sul posto, crebbero delle canne che, agitate dal vento, con il loro fruscio sempre più forte ed insistente,
ripetono ancora oggi una canzone: "Federico Barbarossa téne l'orecchie all'asinà a a
a a ...".
Di qui il ritornello è giunto fino ai tempi nostri ed è stato ripreso
anche in canti popolari della zona. Non sarà sfuggito la somiglianza fra
quanto raccontato e il mito di Re Mida, punito da Apollo con delle orecchie d’asino.
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Viggianello e il Carnevale di Paglia

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Questo carnevale rientra tra quelle manifestazioni del carnevale lucano  che hanno ricercato eriaffermato la propria identità.
Il Carnevale di Viggianello, così come lo conosciamo oggi, ha origine nel 1986. Convenzionalmente questa data dà il via alla realizzazione dei carri allegorici e alla sfilata. Ma il carnevale ha origini ben più antiche.
È sicuramente un carnevale povero, di matrice contadina. Tra le usanze più comuni si riscontra quella dei “frassi”, gruppi mascherati, travestiti con stracci di fortuna, che si aggirano per le case
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27 giu 2008

Lucania, terra di Luce

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Una suggestiva leggenda vuole che
il nome fosse dato da un popolo diretto verso Sud,
una volta giunto in una terra dalla quale si vedeva sorgere il Sole,
e che il nome Lucania indicasse quindi
"Terra della Luce".







Esistono varie ipotesi sull'origine del toponimo Lucania:

* dai Lucani, popolazione osco-sabellica proveniente dall'Italia centrale, che a loro volta avrebbero preso il nome dall'eroe eponimo Lucus;
* dal termine latino Lucus ("Bosco");
* dal termine greco Lykos ("Lupo");
* dai Lyki, popolazioni provenienti dall'Anatolia che si sarebbero stabiliti nella valle del fiume Basento;

http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata

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Rotondella: nascita del villaggio

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Il villaggio di Rotondella pare sia sorto sulle ceneri di tre casali: Santa Laura, Santa Lucia e Trisaia. Alcuni narrano che qui vigeva uno strano governo: gli ecclesiastici governavano sui contadini, i cui figli. per "vocazione", potevano diventare anch'essi sacerdoti. Uno di questi monaci, nato povero ma in quel periodo padrone di quelle terre, organizzò una cerimonia in onore delle sante. Durante la festa, una zingara volle predire il futuro. La scelta s'indirizzò verso il monaco ma, all'improwiso, la zingara fuggì via gridando. Il monaco chiese il perché di quel comportamento, ed ella gli svelò di averlo riconosciuto come suo figlio per la somiglianza col padre; questi, morto nel casale di Santa Laura, aveva affidato il figlio a una famiglia di contadini. Da allora, tutti i figli degli zingari furono accolti con gioia nei tre casali che portarono alla nascita di Rotondella. http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/di_tuttto_un_po_basilicata.htm Share

21 giu 2008

Nucleare: se tutti producessimo energia in casa ci risparmieremmo 5 centrali

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Se tutti producessero l’energia in casa, con pannelli solari e ’microcentrali’ a biomasse si potrebbero risparmiare 5 centrali nucleari persino nella poco assolata Gran Bretagna. Lo afferma uno studio del ministero dell’energia britannico, secondo cui con un mix di incentivi e finanziamenti statali sarebbe possibile, oltre a produrre l’elettricita’ di cinque centrali, risparmiare ogni anno 30 milioni di tonnellate di CO2.

Attualmente, spiega lo studio citato dal Guardian, in Gran Bretagna ci sono centomila unita’ di microgenerazione, cioe’ sistemi di produzuione di energia elettrica applicati a singoli edifici. Secondo il rapporto questa cifra potrebbe arrivare a 3 milioni, vale a dire quasi un edificio su cinque che diventerebbe autosufficiente o addirittura produttore di energia.

Tra i piani proposti per raggiungere l’obiettivo ci sono sgravi fiscali, mutui agevolati e contributi statali, che potrebbero costare fino a un massimo di 2,7 miliardi di euro all’anno fino al 2030, a fronte di un costo per una centrale nucleare di circa tre miliardi di euro esclusa la manutenzione. ’’La microgenerazione, combinata con altre misure, puo’ contribuire a ridurre le emissioni - ha affermato il ministro dell’energia britannica Malcom Wicks - e’ una cosa che ogni cittadino puo’ fare per salvare l’ambiente’’

http://www.darlingtonindustry.it/news/spip.php?article25
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18 giu 2008

Rom e Immigrazione

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Esprimo la mia.
Povera Italia, piena di Ipocrisia.
Povera Italia, pensa a vincere agli europei che il resto conta poco.

La vignetta è uscita il 22 maggio sul cattivo quotidiano comunista, insurrezionalista, irriverente,blasfemo, ecc, ecc.,Liberazione
Vorrei indicare un bell' intervento di Don Luigi Ciotti sulla sicurezza e sui Rom.
"Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti...
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Miglionico: Il castello e la carrozza d'oro

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'Tempi addietro una popolana andava a prendere l'acqua al pozzo presente nel cortile del castello e inavvertitamente cadde al suo interno, subito la gente del posto allarmata dalle urla provenienti dal castello trovarono la ragazza e con non poca fatica la portarono in salvo. La popolana rimase scioccata per un po di tempo e quando rinsavì raccontò di aver visto luccicare in un punto ancora sconosciuto del pozzo una carrozza d'oro trainata da 7 cavalli'. http://www.miglionicoweb.it/altri_360.htm Share