28 dic 2010

Il FALO’ DI NATALE IN BASILICATA

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Falò di Natale a Nemoli (fonte Pro Loco Nemoli)
Il Natale non è una invenzione della Chiesa bensì una sovrapposizione cultuale di derivazione pagana a seguito della conversione dell’impero romano alla religione Cattolica. Il Natalis era presente nel calendario romano, il 21 Aprile come Natalis Romae, in cui si celebrava la fondazione della città e il 19 dicembre , giorno dedicato al Dies Natalis Solis Invicti, la nascita del Sole che girava attorno al culto di Mitra, introdotta nel 218 d.C e ufficializzato da Aureliano. La festività venne successivamente spostata al 25 dicembre. Sembra che in uno stadio successivo i cristiani abbiano sostituito la festa del Sole Invitto con la Festa della Nascita di Cristo.

Alcune sopravvivenze(?) popolari , in alcuni centri più interni della Basilicata, hanno resistito ai nuovi riti creando un sincretismo con quelli preesistenti, di origine pagana e propiziatoria. Forse questa è una delle spiegazioni alla presenza in
alcune località lucane del Falò di Natale. A Nemoli e San Fele la notte del Natale si accendono falò la cui funzione simbolica sarebbe quella di riscaldare il Bambinetto appena nato, e proteggerlo dal gelo e freddo. Funzione che San Francesco, quando pensò al presepe, affidò al fiato del bue e dell’asinello.
A San Fele il fuoco dura tutto il giono di Natale e lo spegnimento delle fiamme indicano termine della giornata festiva. A Nemoli, in piazza si accatastano tronchi e legna che formeranno il grosso falò che verrà acceso alla vigilia di Natale che rimarrà attivo fino all’Epifania. Qui una comunità si incontra consumando i dolci della tradizione accompagnati dalle musiche pastorali delle zampogne e ciaramelle. Le fiamme e il fuoco, da sempre e in tutte le religioni e società, sono sempre stati indicati come  elementi di festa la cui simbologia era legata alla purificazione, alla scacciata dell'oscurità, del maligno e del negativo ma che aveva anche una forte valenza di rinascita. Inoltre il fuoco, che bruciava dentro il caminetto, era l’elemento centrale attorno a cui le famiglie lucane, povere e ricche si riunivano durante le giornate invernali.

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