08 apr 2011

Lampedusa: decine di corpi in mare, anche un neonato tra loro. Chi ammazza è solo e sempre un assassino

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Lampedusa: decine di corpi in mare, anche un neonato tra loro

ANSA-Aprile 2011: Almeno 250 migranti morti nella traversata nel Canale di Sicilia. Alcuni di loro sono stati recuperati dai soccorritori. Già dall'alto con gli elicotteri i militari della Guardia di Finanza hanno notato diversi cadaveri che gallaggiavano in acqua. Tra questi anche un neonato con una tutina bianca.
'In acqua c'erano decine di cadaveri sparsi nel raggio di trecento metri, c'era un neonato con una tutina bianca di ciniglia, proprio accanto al corpo di un adulto, e una donna con una felpa fuxia: il colore ha attirato la nostra attenzione''
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Quando un uomo o pochi uomini lasciano il proprio paese possiamo definirla emigrazione.
Quando un popolo intero si sposta diventa un genocidio culturale, umano e sociale.
Dietro l'emigrazione c'è ombra, miseria, morte, paura, drammi, lacrime, addii.
Sull'emigrazione c'è la violenza dei governi ciechi.
Attorno all'emigrazione c'è la speculazione dei caimani legalizzati.
Sulla parola immigrazione c'è la carità  di dovere e la solidarietà di circostanza.
L'immigrazione senza morti non fa notizia e non  spreca  comunicati stampa.
L'emigrazione è un fenomeno! Fenomeno composto da uomini, donne,bambini, madri, padri. Da persone come me, te. Uomini che come i nostri nonni e genitori, solo poco tempo fa,  percorrono un sentiero lastricato di disperazione e umiliazioni. Senza mai  volgersi indietro per non perdere la forza di andare avanti. Erano emigranti, i nostri genitori,  ma non clandestini...
Emigrante è uno stato perenne  di limbo tra mondo reale e quello idealizzato dei ricordi e affetti, ma lo stato di  clandestino trasfrorma un uomo in  un fantasma, senza diritto ad esistere.
Un uomo senza documenti è anche clandestino ma è sempre e prima di tutto un uomo.
Ci sono tanti modi per ammazzare un uomo, uno tra i più gelidi e che lascia intatte le coscienze e quello di abbondonarlo al suo destino. Un destino da profugo, rifugiato, emigrante, clandestino. Si ammazza non lasciando loro scelta alcuna, altra possibilità. Sulla lapide, dietro i fiori, ci sarà la foto di un uomo. Sulle lapidi non c'è il numero di passaporto o documento di identità. Sulle lapidi ci sono solo foto e frammenti di ricordi. Ma i clandestini non hanno lapidi, i fantasmi non muoiono. I fantasmi non esistono.
I fantasmi, però,  abitano in castelli e ville, non in baraccopoli o in campi di accoglienza.
Nelle baraccopoli ci  sono uomini, ci sono solo i sopravvissuti. Gli altri appartengono ormai solo al  mare.
Non importa quale sia il metodo di ammazzare! Chi ammazza è sempre e solo un assassino.
GM
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