09 dic 2014

Storia d'amore, di armi e di panettoni- La casa degli atellani a Milano e il panettone... lucano

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Il panettone ha origini a Milano e questo sembra chiaro a tutti. Ma come nasce il "pan de toni"? 
Questa storia, o per meglio dire leggenda di fondazione,  mi è ritornata in mente dopo aver letto del pasticcere di Acerenza (Basilicata) e del suo panettone, premiato a Milano come miglior panettone artigianale d'Italia. 


Mi è venuta in mente la casa degli Atellani a Milano e una delle tante storie che circonda questo palazzo: "Uomini d’arme provenienti dalla Basilicata, gli Atellani (da Atella)furono una delle famiglie più vicine agli Sforza nella seconda metà del ‘400. I personaggi più illustri della cerchia dei Duchi si ritrovavano nella casa degli Atellani in occasione di banchetti e momenti di svago." (cit.)
Il panettone è legata alla storia di questa famiglia lucana e di un amore contrastato e di uomini di armi. 

"Ogni notte Ugo usciva dalla finestra di casa sua per scendere in giardino e scavalcare il
muro di cinta. 
Abitava in quella bella casa che suo padre, Giacomotto della Tela o Atellani, aveva ricevuto in dono da Ludovico il Moro, essendo uno dei suoi scudieri. 
Ancora oggi questa casa esiste, proprio in Corso Magenta, di fianco alla basilica di Santa Maria delle Grazie. 
Ugo doveva raggiungere la bottega di Toni, il panettiere, dove avrebbe incontrato la sua Adalgisa. 
Si trattava di un amore segreto, in realtà osteggiato dalla sua famiglia. Adalgisa era però ultimamente stanca: il lavoro era aumentato poiché il garzone di Toni si era ammalato.
Ugo non voleva rinunciare agli incontri con Adalgisa e presentatosi con abiti umili, lui che era il falconiere di Ludovico il Moro, si fece assumere dal panettiere come nuovo garzone.
Nonostante l'aiuto, gli affari del negozio continuavano a peggiorare a causa dell'apertura di una nuova bottega nelle vicinanze.
Ugo non perse tempo, rubò una coppia di falchi al Moro e li vendette per comprare del burro. La notte, mentre impastava i soliti ingredienti, aggiunse al preparato anche tutto il burro acquistato. Il giorno successivo la bottega fu presa d'assalto e già si parlava come del pane più buono di Milano. Nei giorni successivi altri due falchi vennero sacrificati per l'acquisto di altro burro e di un po' di zucchero da aggiungere all'impasto del pane. Il pane di Toni divenne speciale. Mentre l'inverno si avvicinava, gli affari miglioravano e Ugo e Adalgisa potevano nuovamente pensare ad un futuro da passare assieme.
Sotto le feste di Natale, Ugo decise di arricchire la ricetta del "pane speciale" aggiungendo uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. Tutta Milano arrivò alla bottega per comprare quello che era il "pangrande" o "pan del Toni" (da qui il termine panettone), da servire in tavola durante il giorno di Festa. Toni divenne ricco e di conseguenza l'amore tra Ugo e Adalgisa venne approvato anche dalla famiglia Atellani. 

I due giovani si sposarono e vissero felici e contenti." (fonte)

La Nuova Basilicata, 29 dicembre 1999






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