07 gen 2008

Meridiane in Basilicata

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Ombrosi e sfuggenti cronografi della storia lucana


Le Meridiane


Bulova, Rolex, Revue, Omega, Citzen, Seiko, Swatch, questi ultimi verdi, gialli, blu, rossi di dieci, cento, mille colori. Sono questi solo alcuni dei tantissimi tipi di orologi oggi in commercio. Per conoscere i loro meccanismi, le ditte produttrici, le preziosità, le singolarità e perché no anche i difetti, oggi ci sono delle apposite enciclopedie; perfino a fascicoli.
Pur sempre ponendo la domanda: "Che ora è?" e pur ricevendo la risposta con immediata facilità, invitiamo quanti sono appassionati degli orologi, ma anche chi è semplice curioso, a fare un viaggio nella provincia di Potenza alla scoperta di quelli solari: le meridiane. Quegli antichi orologi, cioè, che per funzionare sfruttano il moto apparente del sole.
Un viaggio, insomma, alquanto singolare e ricco di molti spunti per approfondimenti culturali, soprattutto se si pensa che offre, tra l'altro, la possibilità di visitare e conoscere luoghi e territori diversi.Ed in questa "avventura" scientifica, che suggeriamo d'intraprendere particolarmente nei mesi estivi e quelli autunnali quando c'è più luce solare, ma anche in periodi diversi, grande supporto ci viene dallo studio-ricerca del prof.- giornalista Lucio Saggese che sarà presto in edicola col titolo: "Orologi e calendari solari. Meridiane della provincia di Potenza".
Mezzora di macchina dal litorale ionico, circa un'ora da quello tirrenico, quasi un'ora e mezza dal capoluogo di regione e si è a Roccanova da dove può iniziare questo particolare viaggio. Nella piazza centrale di questo operoso centro vi è una meridiana tra le più belle, più complete e meglio conservate della regione. Si deve, infatti, a questa meridiana se il più delle volte la Basilicata è nominata nei pochi cataloghi specializzati stampati in Italia. Ma non è l'unica.Costruita nel 1882 dall'ing. Telfi, un ex ufficiale del Regio esercito venuto in Basilicata per combattere il brigantaggio, presenta un quadrante artisticamente ammirevole ed arricchito dai simboli zodiacali che segnano l'inizio delle stagioni: l'ariete per la primavera, il cancro per l'estate, la bilancia per l'autunno e il capricorno per l'inverno.Venne restaurata per la prima volta nel 1923, poi nel 1949 e ancora nel 1972. Ad indicare le ore (dalle 10 del mattino alle ,4 del pomeriggio) è un raggio di luce che attraversa il foro gnomonico tenuto in posizione da uno stilo normale. E' l'unica meridiana che oltre ad indicare le ore alla francese o europee, segna anche l'ora nazionale: un sistema orario in vigore dal 1866 al 1893 presso le ferrovie e il servizio telegrafico dello Stato.Nello stesso centro, a pochi passi dalla piazza centrale, in via Garibaldi (nella villa Continanza) è visibile, in parte perché nascosta da alcuni alberi, una meridiana meridionale il cui quadrante è costituito da un cerchio di marmo sul quale si trovano le scanalature che segnano le linee orarie. Sempre a Roccanova, ma in campagna, vi sono altri due esemplari di questi antichi strumenti atti a calcolare il lento ma inesorabile scorrere del tempo. II primo, simile alla meridiana di Telfi, è in contrada Genellizzo (1,5 Km. dal centro abitato) sulla parete esterna della casa colonica di Rocco Donnauro. Fu realizzato nei primi anni Cinquanta da Rocco Alaggio, un valente muratore del posto appassionato di gnomonica. Sempre Alaggio è stato l'autore, nel 1954, anche dell'altra meridiana che si trova in contrada Caccia sul casale di Rocco Damiano.
Ancora in campagna, ma in territorio di Chiaromonte, ai confini con Roccanova si ha la possibilità di visitare altre due meridiane. In contrada Battifarano, nella tenuta del barone Di Giura ve n'è una orizzontale costruita intorno al 1900. Per la sua posizione, molte volte viene scambiata per un tavolino; tant'è che lo stilo in metallo è stato spesso inclinato perché d'impiccio per i pic-nic. Sul quadrante sono disegnate 29 linee orarie: dalle 5 del mattino alle 7 del pomeriggio.
Nei primi anni Trenta Rocco Alaggio disegnò anche l'altra meridiana; quella in contrada Seronte sulla casa colonica di Andrea Rondinelli.
Sempre nella stessa zona (nel raggio di 13 Km.) e precisamente a Senise vi sono altre due meridiane. Una è nel centro storico del paese, di fronte al palazzo della famiglia Sole. Non è comoda da vedere e non vi sono le linee orarie. L'ora è indicata da rettangolini di marmo. La sua costruzione, pare risalga al 1876. L'altra si trova in corso Garibaldi. A disegnarla, nel 1953, in modo alquanto empirico fu un artigiano del luogo. questi tracciò le linee orarie consultando il suo orologio da polso. Si tratta, in sostanza, di una semicorona circolare che manca di numeri per l'indicazione delle ore.
A questo punto vale la pena percorrere qualche altro chilometro sulla superstrada Sinnica ed arrivare a Latronico, dove si può ammirare una meridiana disegnata su una superficie cilindrica. In uno slargo di via Calvario vi è, infatti, una meridiana incisa su una colonna. Costruita nel 1862, da alcuni padri francescani, non ha goduto delle attenzioni che invece meriterebbe. Le linee orarie segnano dalle ore 8 del mattino alle ore 4 del pomeriggio. Pure visibili sono le linee dei solstizi e la linea equinoziale. A fungere da gnomone è la stessa colonna.A Latronico può finire un primo viaggio (si può effettuare tranquillamente in una giornata) alla scoperta delle meridiane del Senisese.
Spostandosi non molto distante da qui, lungo la dorsale del fiume Agri se ne possono ammirare altre due e completare, così, il quadro delle meridiane della zona Sud del Potentino. Una, piuttosto rovinata, si trova su una casa di campagna in contrada Santa Barbara di Armento e l'altra, in via di costruzione, su una parete di una villa nel comune di Tramutola.Volendo completare il viaggio alla scoperta delle meridiane della provincia di Potenza bisogna programmare un'altra uscita e spostarsi nel Vulture-Melfese, dove tra Acerenza. Lagopesole, Avigliano, Rionero e Ripacandida è possibile visionare altri esemplari di meridiane.Per chi, poi, la domanda "che ora è?" suscita maggiori approfondimenti potrebbe visitare anche alcune meridiane didattiche; cioè ideate a scuola e poi costruite nel giardino da qualche alunno. II collega Saggese - che spinto da una laurea in astronomia ha voluto dedicarsi a questo particolare studio - ce ne indica due: una a Sant'Arcangelo e l'altra a Castronuovo S. Andrea.


tratto da "BASILICATA REGIONE Notizie, 1994
Meridiana Telfi di Roccanova
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