1 nov 2010

Basilicata; viaggio nella biodiversità

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Dalle montagne al mare, la natura non si fa mancare nulla
L’aspetto che colpisce maggiormente il  visitatore che entra nel territorio della Basilicata è la incredibile varietà di paesaggi naturali che si dispiegano ai suoi occhi come in un susseguirsi  di fotogrammi suggestivi  che lo accompagnano da nord a sud. Le differenze altimetriche, che dai 2007 metri del Monte Papa  degradano fino al livello del mare delle coste tirrenica e jonica e eterogeneità ecologica, hanno plasmato nei secoli una natura straordinariamente ricca di biodiversità vegetale ed animale.
                Dal monte Vulture, a nord, attraversando l’area della Val d’Agri- gruppo del Pollino fino alle Murge e valli fluviali lucane è tutto un susseguirsi di biodiversità distinte: l’edificio vulcanico del Monte Vulture ospita uccelli, mammiferi, invertebrati terrestri, specie floristiche e pesci delle acque interne, la Val d’Agri ed il gruppo del Pollino rivestono un’importanza prioritaria a scala eco
regionale soprattutto per la presenza di uccelli mammiferi, anfibi e rettili, entomofauna terreste, fauna ipogea, flora vascolare.
Fiumi, boschi e…
Tra le molte specie di interesse conservazioni stico sono presenti la lontra, il lupo, rapaci ed endemismi floristici tra cui la vicia serinica, il pino loricato, la genzianella del Pollino. Le valli fluviali lucane ricadono quasi interamente nella provincia di Matera. Verso est esse occupano un lungo tratto costiero che si sestende dall’estremo lembo della Calabria settentrionale attraverso l’intera costa jonica della Basilicata fin quasi a lambire il porto di Taranto. L’area della Murgia materana ospita una ricca fauna entemologixa legata agli ambienti aridi, nonché moltissime specie ornitiche di interesse europeo, tra cui il falco grillaio, il capo vaccaio, il nibbi reale, l’occhione e molti passeriformi.
Cisti e ginestre
Intreressante è la cerreta della Foresta demaniale Fieghi-Cerreto, ubicata a Piano dei Campi ai piedi del Monte Raparo. Il lago Pertusillo è contornato da boschi termofili di roverella , ricchi di funghi e tartufi. Querce, lecci, nuclei di lentisco, ginestre, filliree, fino ai cisti e alla ginestra odorosa,a arricchiscono i bordi della vallata formando un denso tappeto verde scuro da cui emerge come un torrione di guardia, lo sperone rocciose del la Murgia di San Oronzo. Al di sotto scorre nel suo contorto alveo, il fiume Agri, le cui acque bagnano il bosco di pioppi, salici, viburni che in primavera offrono una candida spettacolare fioritura.
Il territorio regionale comprende il Parco Nazionale dell’Appenino Lucano, quale ideale cerniera tra i parchi Nazionali del Pollino e del Cilento e del Vallo di Diano, influenza ed è influenzato  dalle comunità faunistiche dei parchi confinanti garantendo importanti scambi genetici  tra le popolazioni ospotate in questo vasto sistema di aree protette. La variabilità ambientale trova riscontro in una buona diversità faunistica.
di Vito Mazzilli
tratto da WWF Speciale Regioni, settembre 2010

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