07 nov 2010

La Basilicata tra le più GREEN

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Secondo l’Indice di Green Economy (IGE) stilato da Fondazione Impresa, le regioni piu’ “green” d’Italia sono al momento Trentino Alto Adige, Toscana e Basilicata e a seguire Calabria, Valle d’Aosta e Veneto. In altri termini, spiega la Fondazione Impresa che si occupa delle problematiche e alle evoluzioni relative alla piccola impresa, il nuovo paradigma della Green Economy sembra non conoscere la tradizionale frattura tra Nord e Sud Italia e per certi versi riconciliare il Paese. Secondo un focus di approfondimento sul “Mix di energie rinnovabili nelle regioni italiane” (idrico, eolico, fotovoltaico, geotermico, biomasse), elaborato da Fondazione Impresa, Sardegna, Molise e Basilicata producono energia elettrica attraverso il mix migliore di energie rinnovabili. I risultati della ricerca mostrano, per
quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti idriche, come siano le regioni settentrionali a distinguersi.
I primi tre posti nella classifica relativa a questo specifico indicatore sono infatti occupati nell’ordine da Valle d’Aosta (24.657 KWh pro-capite), Trentino Alto Adige (9.684 KWh pro-capite) e Friuli Venezia Giulia (1.707 KWh pro-capite). Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non idriche (eolico, solare, geotermico, biomasse), le regioni meridionali recuperano nell’indicatore sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non idriche. Toscana (1.534 KWh pro-capite), Molise (1.427 KWh pro-capite), Basilicata (986 KWh pro-capite), Puglia (659 KWh pro-capite), Sardegna (651 KWh pro-capite) e Calabria (616 KWh pro-capite) occupano i primi sei posti nella classifica relativa a questo specifico indicatore, dimostrando un impegno considerevole nello sfruttamento efficace delle risorse e delle caratteristiche morfologiche dell’area.
Le regioni meridionali eccellono anche per quanto riguarda gli indicatori relativi all’agricoltura biologica. Si posizionano nei primi sei posti della classifica relativa agli operatori (agricoltori, trasformatori, commercianti) attivi nella partita del biologico, Basilicata (569,3 operatori/100 mila abitanti), Calabria (326,2), Puglia (153,8), Umbria (149,3), Sicilia (147,1) e Marche (144,8). Si posizionano, inoltre, nei primi sei posti della classifica relativa alla superficie destinata all’agricoltura biologica, Basilicata (20,7 superficie di agricoltura biologica/SAU), Calabria (17,7), Sicilia (16,5), Lazio (11,8), Toscana (11,8) e Puglia (11,7).
Rispetto all’indicatore sulla raccolta differenziata, i primi sei posti della classifica sono occupati da Trentino Alto Adige (56,8%/totale rifiuti urbani), Veneto (52,9%), Piemonte (48,5%), Lombardia (46,2%), Emilia Romagna (42,7%) e Friuli Venezia Giulia (42,6%), testimoniando un forte impegno degli enti locali nello sviluppo di politiche pubbliche di tutela dell’ambiente e la buona risposta da parte dei cittadini alle stesse. Rispetto all’indicatore sull’efficienza energetica, invece, Molise (14,1 €/KG di petrolio equivalente), Lazio (13,7), Calabria (12,9), Campania (12,9), Liguria (11,6) e Lombardia (10,3) occupano i primi posti della classifica italiana. Le migliori prestazioni delle regioni meridionali sono da imputarsi anche alla storica caratteristica di essere economie meno industrializzate e di conseguenza meno “energivore”. Sulle regioni settentrionali grava viceversa la maggiore industrializzazione, rendendo prioritari tutti gli interventi capaci di incentivare una migliore efficienza energetica dei sistemi di produzione e degli usi privati e abitativi. Dal punto di vista del mix da fonti rinnovabili, il migliore e’ quello di Sardegna, Molise e Basilicata. In Sardegna, fatta cento la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’incidenza dell’idrico e’ del 28,1%, dell’eolico del 47,0%, del fotovoltaico del 2,1% e delle biomasse del 22,9%. Nel Molise, l’incidenza dell’idrico e’ del 35,8%, dell’eolico del 41,5%, del fotovoltaico dello 0,4% e delle biomasse del 22,3%. In Basilicata, l’incidenza dell’idrico e’ del 38,9%, dell’eolico del 42,7%, del fotovoltaico del 2,3% e delle biomasse del 16,1%. A sfruttare le fonti idriche sono le regioni settentrionali: qui andiamo dagli 87,7 punti percentuali della Lombardia ai 99,8 della Valle d’Aosta. Si distinguono anche Umbria (90,0%), Abruzzo (87,4%), Lazio (83,2%), Marche (78,9%), Liguria (65,9%), Calabria (60,1%). A sfruttare le fonti eoliche sono le regioni meridionali e centrali. In particolare, Sicilia (85,2%), Puglia (62,6%), Campania (51,2%), Sardegna (47,0%), Basilicata (42,7%), Molise (41,5%). Nelle regioni settentrionali l’incidenza dell’eolico e’ inferiore all’1% e in alcune regioni pari a 0 (Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia); si distingue la sola Liguria con un’incidenza pari all’8,1%. Le biomasse sono sfruttate maggiormente dalle regioni meridionali e centrali.
In particolare, Emilia Romagna (56,4%), Puglia (33,8%), Calabria (25,1%), Liguria (24,8%), Sardegna (22,9%), Molise (22,3%), Marche (16,7%), Basilicata (16,1%). Fanalino di coda sono Valle d’Aosta (0,1%) e Trentino Alto Adige (1,0%).
Fotovoltaico e geotermico sono fonti rinnovabili di energia ancora poco diffuse tra le regioni italiane. A produrre energia elettrica da geotermico e’ infatti la sola Toscana (82,7%). Viceversa, tutte le regioni italiane stanno sperimentando la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, la cui incidenza rimane, tuttavia, inferiore ai 2 punti percentuali. Si distinguono Marche (4,4%), Puglia (3,5%), Lazio (2,4%), Basilicata (2,2%), Emilia Romagna (2,1%), Sardegna (2,0%).

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fonte: http://www.gliitaliani.it/2010/11/e-il-nord-est-larea-piu-green-ditalia/ Share

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